I titoli sono assegnati, ma non tutto è già scritto. Resta una gara da correre e, soprattutto, resta
Monza. Per
Ferrari significa presentarsi davanti alla propria gente, ai propri tifosi, in quel
Tempio della velocità dove la passione amplifica ogni emozione. È qui che ci aspettiamo un guizzo, una
prova d'orgoglio capace di regalare una domenica da ricordare.
Il valore della gara al di là della classifica
Per il
bilancio della stagione ci sarà tempo dopo la bandiera a scacchi. Adesso viene la corsa, con le sue incognite e quella possibilità di riscatto che rende interessante anche un appuntamento senza più titoli da decidere. Una vittoria non riscriverebbe il campionato, ma avrebbe un valore sportivo e umano che nessuna classifica può esaurire.
Il rispetto per la squadra e il lavoro dietro le quinte
Nell'attesa, sarebbe giusto conservare il senso della misura. La delusione fa parte del tifo; trasformarla in una condanna dell'intera squadra sarebbe ingeneroso. Le
vittorie a Le Mans e i
titoli mondiali piloti e costruttori appartengono alla storia recente di Ferrari: risultati costruiti con capacità, metodo e un impegno che merita rispetto anche quando il risultato desiderato non arriva. Lo meritano Antonello Coletta, Ferdinando Cannizzo, i piloti. E lo meritano i meccanici, gli ingegneri, i tecnici e tutte le persone che raramente finiscono nelle fotografie, ma senza le quali nessuna macchina uscirebbe dal box. Dietro ogni gara ci sono preparazione, responsabilità, notti di lavoro. Questo non sottrae nessuno alla critica: chiede, però, che la critica sia precisa e proporzionata.
Il peso del Balance of Performance sugli equilibri
Tra le domande da affrontare ci sarà anche quella sul
Balance of Performance. Quanto ha inciso sugli equilibri del campionato? Quanto è possibile comprenderne gli effetti dall'esterno, disponendo soltanto di una parte degli elementi? Sono interrogativi legittimi, da approfondire con dati e argomenti. Farne una spiegazione universale sarebbe una scorciatoia, così come ignorarne a priori il possibile peso.
La sfida a Toyota e sei ore di corsa fino all'ultimo giro
Altrettanto doveroso è riconoscere il lavoro di
Toyota e degli altri avversari. Il loro valore dà significato alla competizione e rende più importanti anche i successi di Ferrari. Il rispetto per chi vince deve accompagnare la lucidità con cui si cerca di capire perché si è rimasti indietro. Ma oggi lo sguardo torna alla pista. Monza aspetta una Ferrari capace di attaccare, di giocarsi le proprie possibilità, di accendere le tribune. Prima delle pagelle e dei processi, c'è ancora una gara da vivere. E un guizzo della durata di
sei ore da cercare, fino all'ultimo giro.