Queste tariffe si applicheranno alle domande presentate nei primi tre mesi di vita delle targhe personalizzate, ossia dal 1° marzo al 31 maggio 2027. A partire dal 1° giugno, invece, il costo si dimezzerà, scendendo a 500 euro per i privati e 5 mila euro per le imprese.
A questi prezzi si dovranno poi aggiungere il costo di produzione, destinato al Poligrafico dello Stato, e una maggiorazione (nello schema del nuovo Codice della strada è fissata al 20%, ma non è detto che sarà confermata) da destinare al ministero dei Trasporti e che sarà stabilita con un decreto ministeriale da emanare entro il 1° marzo 2027.
Insomma, mettere le mani sulla sigla desiderata senza correre il rischio di vedersela soffiare potrebbe costare circa 12 mila euro alle persone giuridiche e 1.200 euro alle persone fisiche, per scendere poi a circa 6 mila e 600 euro, rispettivamente, a partire dal 1° giugno.
Tutte le novità di cui parliamo sono contenute nel disegno di legge bilancio bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato che Quattroruote ha potuto leggere in anteprima. E che svela la decisione del governo di capitalizzare al massimo l'interesse suscitato nell'opinione pubblica dalla novità annunciata il 28 ottobre scorso dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa di presentazione della cosiddetta “Manovra 2027”. In questa prospettiva si inserisce, evidentemente, anche la portabilità della targa personalizzata, introdotta dallo stesso disegno di legge e che rende la personalizzazione molto più interessante rispetto all'ipotesi iniziale di abbinamento permanente a un solo veicolo.
L'ultima novità è che i soldi che lo Stato incasserà con questa operazione saranno destinati alla sicurezza stradale. Finiranno in un apposito fondo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, destinato ai comuni con popolazione fino a 50 mila abitanti per la realizzazione di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade comunali.