La
nuova BMW Serie 3, ottava generazione per un totale di 51 anni, cavalca con eleganza e nonchalance i nostri tempi. E riesce a mantenersi in perfetto equilibrio tra un futuro elettrico che fatica ad affermarsi e un passato a pistoni che non si arrende e rappresenta anche il presente. Ciò che si vede è tutto nuovo, dallo stile della carrozzeria all'impostazione della plancia, e si inserisce in maniera perfetta in quel nuovo capitolo della storia BMW intitolato
Neue Klasse. Quindi linee ispirate alla Serie 02 degli anni Sessanta e, in questo caso specifico, una piacevole affinità con l'impostazione della prima Serie 3, la E21 del 1975 disegnata da Paul Bracq.
Nuova Serie 3: addio al diesel
Sotto, invece, la nuova
Serie 3 si sdoppia, ché termiche ed elettriche nascono su architetture completamente differenti: da un lato la Clar, piattaforma nata nel 2015 con la Serie 7 e successivamente adottata, in forme differenti, da moltissimi modelli della Casa con motore longitudinale e trazione posteriore; dall'altra, la
nuova architettura elettrica a 800 volt portata al debutto dalla iX3. La vera notizia, in termini di alimentazioni, è però un'altra:
l'addio al diesel. Almeno nella gamma annunciata, non ci sono versioni a gasolio. Non è una cosa da poco: per anni, soprattutto in Europa, il gasolio è stato una parte fondamentale dell'offerta della Serie 3. La 320d è stata una delle berline diesel più riuscite e diffuse, un modello che è stato determinante per il successo commerciale della famiglia. E adesso scompare dalla gamma: fa un certo effetto.
M350, il fascino del sei cilindri
Se invece guardi nel cofano della
M350, ti rincuori: lì dove deve essere, c'è il
sei cilindri in linea di tre litri. E appena ti muovi, il suo carattere è la prima cosa che ti viene incontro. Inizi assaporando la grande regolarità di funzionamento, che si accompagna a un'immediatezza di risposta altrettanto piacevole. Segue la corposità dell'erogazione, sia nella guida di tutti i giorni sia quando si va alla ricerca della prestazione. Risultato pratico: la spinta è consistente lungo l'intero arco dei giri e l'allungo ha quella progressione che rimane una delle caratteristiche più piacevoli di un sei cilindri in linea. Non dover mai pestare come un fabbro sul pedale destro diventa parte del piacere e l'acceleratore diventa anzi il tuo alleato per cesellare linee e traiettorie. E tranquilli, il sistema
mild hybrid a 48 volt non ne altera il carattere: recupera energia nelle decelerazioni e i suoi 18 cavalli assistono i 426 del termico senza pretendere di trasformare la M350 in qualcosa di diverso da ciò che è. Servirebbero soltanto, quando chiedi tutto, risposte un po' più gagliarde dal cambio: i passaggi di marcia non hanno l'immediatezza che ti aspetti da una berlina di intonazione sportiveggiante. A questo proposito, la presenza della
trazione integrale non la rende né troppo prevedibile né scontata. La M350 ti dà la possibilità di tenere ritmi elevati senza richiedere un impegno particolare. Ed è interessante soprattutto la capacità di coinvolgere il guidatore, qualità importantissima in tempi come questi, nei quali troppo spesso i numeri prevalgono sulle sensazioni. Entra in curva con apprezzabile prontezza, ma soprattutto segue con precisione la traiettoria impostata. Ed è la sua caratteristica migliore, assieme al bilanciamento generale: la stabilità non si paga con la riluttanza a cambiare direzione, così come l'agilità non la rende mai nervosa. Più in generale, ed è quintessenza della tradizione bavarese, rimane la
doppia personalità tipica della Serie 3, che, quando non si accarezzano i suoi lati marziali, sa essere una berlina da viaggio accondiscendente e confortevole.
i3, l'altra anima della Serie 3
Ah, l'elettrica. Sull'altro versante c'è la
i3, che prende un nome storico (anno 2013, la prima full electric del marchio) e lo ripropone qui, sulla Serie 3. Come detto, l'architettura è del tutto diversa. E infatti anche la sigla di progetto è peculiare: anziché G50 come le termiche, le elettriche sono NA0. Con le termiche condivide gran parte dello stile esterno e l'impostazione dell'abitacolo, ma su strada ti convince con argomenti diversi, in primis il
confort e l'immediatezza della spinta. La i3 è composta, prevedibile, anche veloce. Ma con un coinvolgimento diverso, che non nasce da quella relazione continua tra volante, acceleratore e telaio come invece accade sulla M350. Anime diverse. E complementari.