Mercedes, la Cina mette ko la divisione auto: utili in calo e nuovi esuberi


Data inizio: 28-10-2026 - Data Fine: 28-12-2026


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La Mercedes-Benz continua a pagare caro l'esposizione al mercato cinese.

Il terzo trimestre, infatti, è stato chiuso con alcuni parametri economici in sofferenza, ma senza il contributo decisivo dei furgoni e dei servizi finanziari avrebbe mostrato difficoltà ben più ampie. A pesare è la divisione automobilistica, che ha assistito perfino a un peggioramento delle sue performance, tale da spingere i vertici a tagliare le previsioni annuali e a lanciare un nuovo programma di esodi volontari.

"La continua crescita delle vendite in Europa e negli Stati Uniti, insieme ai risultati record per i veicoli elettrici, dimostrano che i nostri nuovi modelli sono molto apprezzati dai clienti. Allo stesso tempo, nel corso dell'anno le condizioni di mercato sono diventate ancora più complesse, in particolare in Cina", ha spiegato l'ad Ola Källenius. "Una rigorosa disciplina sui costi e il solido contributo di Mercedes-Benz Vans e Mercedes-Benz Financial Services ci aiutano a contrastare queste difficoltà".

Cosa ci dice il terzo trimestre

In dettaglio, i ricavi di gruppo sono scesi da 32,1 miliardi a 30,7 miliardi, mentre i profitti sono passati da 1,19 a 1,52 miliardi. L'utile operativo, invece, è sì migliorato da 0,75 a 1,77 miliardi, ma, depurato dalle voci straordinarie, è peggiorato del 15% a 1,78 miliardi.

"A pesare - hanno spiegato da Stoccarda - sono stati gli effetti valutari sfavorevoli e un contesto di mercato più complesso in Cina, caratterizzato, tra l'altro, da una concorrenza sempre più intensa".

L'effetto Cina, unito ad altri fattori negativi come l'aumento dei costi per le campagne di lancio e diverse altre iniziative, si vede in particolare nella divisione Mercedes-Benz Cars. A fronte di ricavi in discesa del 5,8% a 22,37 miliardi, l'utile operativo rettificato è peggiorato del 51% a 560 milioni, per un margine quasi dimezzato al 2,5% (era al 4,8% un anno fa).

Nuovi incentivi all'esodo

A proposito di fattori negativi, è interessante l'andamento della generazione di cassa. In particolare, il free cash flow delle attività industriali si è attestato nel trimestre a 172 milioni di euro, in calo rispetto agli 1,37 miliardi di un anno fa per colpa di un incremento del capitale circolante connesso all'aumento delle scorte di veicoli nuovi "che dovrebbero raggiungere i clienti nei prossimi mesi". Il dato dei primi nove mesi dell'anno, invece, mostra un calo da 5,6 a 3,1 miliardi, di cui 1,1 miliardi "destinati a misure di ristrutturazione, principalmente legate al programma di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro in Germania".

Programma destinato ad avere ulteriori sviluppi nei prossimi mesi. Infatti, da giugno scorso, l'azienda ha ulteriormente intensificato le misure di produttività a livello globale, concentrandosi in particolare sulle sedi tedesche. "Nell'ambito di tali iniziative, a partire da dicembre 2026, l'azienda riproporrà il programma di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, destinato alle funzioni indirette in Germania", ha spiegato Mercedes-Benz.

Del resto, il contesto è in via di peggioramento e per ora non ci sono segnali di miglioramento. Lo dimostra il nuovo profit warning lanciato sull'intero 2026 per tener conto principalmente di "un contesto di mercato più complesso in Cina, nonché di costi più elevati nel quarto trimestre legati alle materie prime e alle misure relative al ciclo di vita dei prodotti". Per la divisione Mercedes-Benz Cars, per esempio, si prevede un margine operativo tra il 2% e il 3% (rispetto al precedente 3-5%). Di conseguenza, l'utile operativo di gruppo è ora atteso invariato rispetto all'anno scorso e non più in "significativa crescita".

 




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