Che il miglioramento dell'esenzione 2027 del bollo sulle auto fino a 80 kW, introdotta per decreto lo scorso settembre, fosse un punto fermo della politica economica e fiscale dell'esecutivo per l'ultimo anno della legislatura si era capito subito, fin dalla conferenza stampa di presentazione della novità, il 16 settembre, durante la quale il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, annunciò l'ipotesi di renderla strutturale, ossia permanente, non limitata al solo 2027.
Più esplicita fu, l'indomani, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: "Per come la immaginiamo è una misura che non vale solo per il 2027, consideriamo strutturale questa misura". Nel decreto, attualmente all'esame del Parlamento, è scritto così, precisò, "perché per la copertura dei prossimi anni ci serve la legge di Bilancio e quindi lo faremo con la legge di Bilancio". Più chiaro di così.
Si capirà solo domani, però, se alla fine le maglie dell'esenzione si allargheranno, come pare in queste ore, a un'auto termica, quella meno potente, per ogni persona fisica, o se resterà qualche limitazione di potenza o di reddito, come ha ipotizzato nei giorni scorsi qualche esponente della maggioranza.
Tutto dipenderà, ovviamente, da quanti soldi il governo deciderà di destinare a questa misura-simbolo che, per il solo 2027, su una sola auto termica fino a 80 kW intestata o in uso a una persona fisica, costerà allo Stato 2,36 miliardi di euro, sui circa 7,6 che in media ogni anno il bollo auto rende alle Regioni.