Auto e bici, basta contrapposizioni: è ora di fare la Stessa Strada


Data inizio: 26-10-2026 - Data Fine: 26-12-2026


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C'è un dato che preoccupa: nel 2025, secondo dati ACI-Istat, sulle strade italiane sono morti 228 ciclisti, il 23,2% in più dell'anno precedente, in controtendenza rispetto alla diminuzione delle vittime degli incidenti stradali in generale, che hanno fatto registrare un -5,2% sul 2024. Un tributo di sangue inaccettabile. E c'è un aspetto del dibattito pubblico su questo tema che appare a un tempo ridicolo e demoralizzante: l'inesauribile battibecco che contrappone ciclisti e automobilisti, che si tacciano a vicenda di arroganza, imprudenza e mancato rispetto delle regole.

Davanti alla gravità dei numeri e all'assurdità delle polemiche, sarebbe ora di voltare pagina e fare qualcosa. Nasce così, su iniziativa di Quattroruote, della Federazione Ciclistica Italiana e di Skoda Italia - e con la partecipazione dell'ACI e della Polizia di Stato - Stessa Strada. Stessa Strada è un progetto condiviso che vuole elaborare e promuovere soluzioni possibili, concrete e praticabili per rendere le nostre strade più sicure per tutti.

Terapia di gruppo

Il punto di partenza - per capire a che punto siamo - è stato un sondaggio, svoltosi tra la fine di settembre e la prima metà di ottobre, che ha il pregio di aver raccolto l'opinione degli automobilisti, tramite il nostro giornale, e quella dei ciclisti, per mezzo della FCI. Dedichiamo ai risultati un pezzo a parte, qui ci limitiamo a dire che, come una sorta di psicoterapia di gruppo, non ha lasciato nell'ombra alcuno dei meandri più reconditi e imbarazzanti del pregiudizio, da entrambe le parti. Ma pur rivelando ancora tanta partigianeria nei giudizi degli uni verso gli altri, evidenzia quanto poco senso questa abbia quando circa la metà degli intervistati usa sia l'auto sia la bici.

“Il confronto tra automobilisti e ciclisti ha preso la piega di uno scontro identitario: ci si schiera e si cerca un colpevole dall'altra parte. Ma le contrapposizioni non hanno mai reso più sicuro un incrocio né salvato un ciclista e intanto le vittime tra chi pedala sono cresciute. Come media sentiamo la responsabilità di non alimentare le tifoserie. Con il progetto Stessa Strada vogliamo avviare un percorso per trovare soluzioni concrete e condivise”, ha dichiarato il direttore di Quattroruote, Alessandro Lago, alla presentazione dell'iniziativa, presso l'Automotive Safety Center di Vairano.

Una nuova cultura della sicurezza

E sulle soluzioni la convergenza di visione tra le due e le quattro ruote diventa ancora più alta della sovrapposizione di ruoli. Il 64,6% del totale ritiene utile più educazione stradale per tutti, sia che tengano un manubrio sia un volante tra le mani, e per il 68,2% la convivenza tra auto e bici è assolutamente possibile. È da questa base che Stessa Strada vuole partire per lavorare in collaborazione, dando vita a un tavolo tecnico che elabori proposte concrete da sottoporre alle istituzioni.

“Come Federazione Ciclistica Italiana, crediamo nell'importanza di promuovere una cultura della sicurezza che coinvolga tutti gli utenti della strada. Il progetto Stessa Strada rappresenta un'opportunità per superare le contrapposizioni, favorire il dialogo e individuare soluzioni condivise”, osserva Cordiano Dagnoni, presidente della Federazione Ciclistica Italiana.

“I sistemi di assistenza attiva alla guida”, ricorda per parte sua Andrea Calcagni, direttore di Skoda Italia, “contribuiscono a proteggere gli utenti più vulnerabili, senza sostituire la responsabilità e l'educazione di chi si muove su due e quattro ruote. Favorire la diffusione di vetture dotate di tali sistemi può produrre ricadute positive”.

“Sì, le tecnologie ci aiutano a prevenire e arginare gli errori umani, ma incidere sulle azioni e sui comportamenti rimane cruciale per garantire la sicurezza di tutti gli utenti”, sottolinea la dirigente della Polizia di Stato, Servizio Polizia Stradale, Federica Deledda.

Per Geronimo La Russa, presidente dell'Automobile Club d'Italia, “automobilisti e ciclisti non sono antagonisti, ma co-utilizzatori dello stesso ambiente stradale, da condividere con rispetto e armonia”.

Tutti in pista a… pedalare

A concludere la giornata, calzamaglia e pedali che turbinano laddove di solito girano (anche) le supercar: sulla pista di handling di Vairano ha preso vita la Skoda Bike Challenge, la prima competizione di ciclismo endurance a squadre a svolgersi sul tracciato di prova di Quattroruote (dove Skoda ha anche allestito un set per le dimostrazioni pratiche degli ADAS salvavita per gli utenti deboli della strada).

Per l'occasione a Vairano è giunto anche Filippo Ganna: il campione del mondo, reduce dall'oro nella Mixed Team Relay ai Mondiali su strada di Montréal e dal bronzo ai Mondiali su pista di Shanghai, e accanto a lui sono comparsi anche Claudia Peretti, Carlotta Borello e Stefano Goria, atleti di ciclocross e mountain bike, oltre a Mirko Celestino, commissario tecnico della Nazionale italiana di mountain bike.

Presenze importanti, che testimoniano quanto la sicurezza sia un tema trasversale e sentito da tutte le discipline del ciclismo e a qualunque livello, dall'atleta amatoriale della domenica ai professionisti affermati. Alla fine, per lo spirito dell'iniziativa, la Challenge è quasi più un happening che una gara, con cento ciclisti, abituali o improvvisati, che si sono messi alla prova pedalando per due ore su un circuito ad anello di 3,8 km in compagnia.

Gli anglosassoni lo chiamano, con la consueta capacità di sintesi, “bonding”, noi più classicamente “costruzione di relazioni empatiche”. La strada da fare per una maggiore sicurezza è solo agli inizi e ancora molto lunga. Almeno facciamola insieme.




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