Toyota è pronta a lanciare una nuova generazione della sua famiglia di motori ibridi.
Per ora si sa solo che debutterà sulla prossima Corolla e sarà commercializzata in tutto il mondo. Sui tempi di lancio, invece, non c'è nulla di ufficiale (si vocifera di un possibile debutto già nel 2027). Ieri, 15 ottobre, abbiamo partecipato a un evento presso la sede europea del colosso nipponico e nessun manager ha voluto sciogliere le riserve su un progetto denso di significati per Toyota.
L'aspetto più importante riguarda, innanzitutto, la progettazione. I nuovi propulsori, infatti, sono stati ridisegnati e reingegnerizzati come un "pacchetto integrato": invece di adattare un motore convenzionale all'uso elettrificato, motori, sistema ibrido ed elettronica di potenza sono stati sviluppati insieme e specificamente per i veicoli elettrificati.
Toyota si è posta l'obiettivo di migliorare l'efficienza e allo stesso tempo di ridurre gli ingombri del singolo propulsore, in modo tale da ottenere minori vincoli di spazio e di progettazione e quindi creare un gruppo propulsivo più facile da installare su una gamma più ampia di veicoli e più adatto alle "future strategie di piattaforma". In altre parole, non si tratta di un "semplice aggiornamento incrementale di un sistema ibrido esistente", bensì di una vera e propria rivoluzione per il pioniere dell'ibridazione dei motori termici.
La nuova generazione di propulsori sarà dunque caratterizzata da una nuova famiglia di motori, da un inedito sistema ibrido sviluppato in parallelo e da un'elettronica di potenza al carburo di silicio sviluppata da Toyota. Motori, inverter e centraline di controllo di dimensioni ridotte contribuiscono a un pacchetto più compatto, mentre una maggiore integrazione punta a ridurre le perdite nell'intero sistema.
Non mancano diverse novità tecniche. L'azienda è pronta a lanciare un nuovo motore aspirato di 1.5 litri per sostituire l'attuale "gamma di prestazioni" coperta da un motore da 1.8 litri e dal 3 cilindri da 1.5 litri. Arriverà anche una versione turbo, in grado di erogare potenze "sufficienti a coprire la gamma del motore aspirato da 2.5 litri". Inoltre, è in programma un nuovo turbo 2.0 litri, adattabile a diverse configurazioni dei veicoli.
Dal punto di vista dell'architettura, il design è modulare e supporta non solo una configurazione a 4 cilindri in linea, ma anche lo sviluppo di 6 cilindri in linea, V6 e perfino V8.
Le nuove caratteristiche garantiscono così diversi benefici. La maggior compattezza consente di ridurre l'altezza del cofano, migliorare le prestazioni aerodinamiche, ottenere proporzioni più dinamiche e ampliare la gamma di veicoli. I tecnici hanno così più libertà per definire il design e le proporzioni delle auto. Il tutto si traduce in migliori prestazioni e, ovviamente, consumi: Toyota parla di un miglioramento di oltre il 15% rispetto ai modelli attuali grazie a un "motore più piccolo ed efficiente, alla riduzione dell'attrito meccanico, a una migliore gestione termica, a minori perdite elettriche e a una migliore aerodinamica".
Il nuovo ibrido è concepito per le future piattaforme multi-energy. Tuttavia, l'approccio dei giapponesi consiste "nello sviluppare inizialmente piattaforme ottimizzate per veicoli elettrici a batteria (electric first), per poi integrare sistemi ibridi o ibridi plug-in nella stessa architettura". In sostanza, il propulsore compatto è progettato per raggiungere questo obiettivo senza compromettere la silhouette del veicolo o la capacità della piattaforma di funzionare con mezzi a batteria.
Viene così confermata l'ormai storica propensione di Toyota a privilegiare la flessibilità nell'uso delle architetture per adattare i veicoli ai mercati e alle esigenze dei clienti, aumentare i benefici della condivisione degli investimenti tra i vari programmi-prodotto e sostenere le politiche di decarbonizzazione. Non solo. La semplificazione delle fasi di progettazione permette di ridurre i costi e quindi incrementare la possibilità di vendere i nuovi sistemi ad altre Case automobilistiche. Infine, il sistema è progettato per supportare l'alimentazione con carburanti rinnovabili e a zero emissioni di carbonio.