Nel turbinio di
stupore che ha generato la presentazione della
nuova Tesla Roadster, è passato quasi sotto traccia il momento in cui
Elon Musk ha dichiarato, in maniera piuttosto esplicita, che nel lungo periodo la sua Casa automobilistica
potrebbe smettere di produrre automobili per il mercato generalista. Quello dei
comuni mortali, per capirci.
Cos'ha detto Musk
Nei primi minuti dell'evento il vicepresidente della divisione Vehicle Engineering di Tesla,
Lars Moravy, si è rivolto a Musk: "Il
futuro di Tesla è
autonomo, Elon, giusto? Ma quest'auto...
non è autonoma". "Tecnicamente questa dimostrazione è autonoma, perché volevamo essere sicuri di non ammazzare nessuno", ha scherzato il Ceo della Tesla. "Nel lungo periodo,
la Roadster sarà l'unica auto prodotta da Tesla che si guiderà manualmente". È toccato a Moravy tagliare il silenzio che ne è seguito: "Perché ogni tanto ci si vorrà pur divertire!"
Cosa significa per gli automobilisti
Al netto degli stunt della Roadster e della
tecnologia dei razzi ad aria compressa di SpaceX, per gli automobilisti la frase di Musk è forse la parte più rilevante e
carica di conseguenze di tutto l'evento di questa notte. Nel futuro immaginato dal ceo, infatti,
la Roadster rimarrebbe l'unica Tesla da guidare, mentre il resto della gamma sarebbe destinato all'autonomia. Insomma, c'è da chiedersi cosa accadrà a modelli come
Model 3,
Model Y e
Cybertruck. A parte il pick-up, Model 3 e Model Y sono le Tesla che hanno contribuito a
"democratizzare" l'elettrico. Certo, non nelle fasce entry level, ma è un fatto che i due modelli di Musk siano una presenza ormai comune sulle strade che percorriamo tutti i giorni. Adesso, il loro creatore indica un futuro nel quale
le Tesla da guidare in prima persona saranno un'eccezione.
Un'eccezione per veri ricchi. Il ruolo del Cybercab
In questo scenario, la Tesla per comuni mortali sarebbe il
Cybercab, il
robotaxi a guida autonoma attualmente in fase di test in diverse città degli Stati Uniti. Tesla ha già aperto alla possibilità di
vendere il Cybercab a operatori privati, che potrebbero inserirlo nella
flotta autonoma e metterlo a disposizione degli utenti in cerca di un passaggio. Senza autisti.
L'aveva già detto, ma...
Non è la prima volta che il cosiddetto "futuro autonomo" di Tesla si fa strada a scapito delle automobili che hanno contribuito al suo successo: non più tardi di qualche mese fa, le
ammiraglie Model S e Model X sono state
mandate in pensione e le loro linee di montaggio destinate alla produzione dei
robot umanoidi Optimus. In quel caso, però, c'era almeno la giustificazione che i loro
volumi di vendita si erano andati assottigliando negli anni, schiacciati dall'età dei progetti originali e da una concorrenza, quella delle
grandi elettriche premium, molto più agguerrita.
Addio alle bestseller?
Non è il caso di Model 3 e Model Y, oggetto di aggiornamenti piuttosto recenti e di un allargamento della gamma con versioni più accessibili, e che continuano a rappresentare il cuore dell'offerta Tesla.
Un eventuale addio a questi modelli significherebbe dunque una trasformazione radicale dell'attuale business automobilistico, con conseguenze potenzialmente enormi in termini di ricavi, ma anche di immagine e percezione da parte dei clienti.
Quando potrebbe succedere
La chiave di tutto il discorso, ovviamente, sta nel
"lungo termine" evocato da Musk. Di quanto tempo stiamo parlando?
Dieci anni? Cinque? Due? Dieci anni possono sembrare tanti, ma la rapidità con cui cambiano il mercato e le regole del gioco li fa apparire
un'era geologica. E Musk sembra avere sempre più
fretta di lanciarsi nel suo "
futuro autonomo". E di portarci con lui, ma non al volante.