Ford prepara il ritorno in prima persona nel Campionato del Mondo Rally. Dal 2028 Ford Racing sarà infatti impegnata nel WRC come team ufficiale, riaprendo un capitolo importante nella storia sportiva dell'Ovale Blu. Il programma sarà sviluppato insieme a M-Sport, partner della Casa nel rally da circa trent'anni, mentre per il 2029 è previsto il debutto di una vettura da competizione completamente nuova.
L'operazione, però, non riguarda soltanto le corse. Ford vuole utilizzare il Mondiale come laboratorio per lo sviluppo della sua prossima generazione di automobili europee: secondo quanto annunciato dal costruttore, le competenze tecniche maturate nel rally confluiranno in cinque nuovi modelli elettrici e ibridi, accomunati da una maggiore attenzione alla dinamica di guida e alle capacità anche fuori dall'asfalto.
Il calendario del rientro prevede quindi due passaggi distinti. Ford Racing entrerà direttamente nel Mondiale nel 2028, lavorando già da ora insieme a M-Sport, mentre la nuova vettura destinata al WRC farà il proprio esordio nella stagione successiva.
La Casa precisa che il modello da competizione del 2029 sarà ispirato a una delle prossime automobili europee del marchio. Un collegamento che lascia intravedere una strategia differente rispetto a un programma sportivo isolato dal prodotto di serie: il rally dovrà diventare parte integrante dell'identità della futura gamma Ford.
È anche per questo che il costruttore insiste sul concetto di trasferimento tecnologico. Reattività, tenuta di strada, robustezza e capacità di affrontare fondi differenti sono indicate come alcune delle caratteristiche che il programma WRC dovrà contribuire a sviluppare anche sulle auto destinate ai clienti.
La parte forse più interessante dell'annuncio riguarda però ciò che succederà lontano dalle prove speciali. Ford dichiara apertamente che quanto appreso nel WRC dovrà contribuire allo sviluppo di cinque futuri modelli destinati all'Europa, con motorizzazioni elettriche e ibride.
Il concetto utilizzato dal costruttore è quello delle “strade perfettamente imperfette”: un riferimento alle condizioni reali della viabilità europea e alla necessità di realizzare automobili capaci di essere precise e coinvolgenti anche quando l'asfalto non è quello ideale di una pista.
Jim Baumbick, presidente di Ford Europa, indica infatti il WRC come una palestra per lavorare sul controllo della vettura e sul coinvolgimento alla guida, con l'obiettivo dichiarato di trasferire queste conoscenze alla prossima generazione di modelli.
Il ritorno nel Mondiale assume così una doppia valenza: da una parte c'è il recupero di una tradizione sportiva che per Ford ha pochi equivalenti; dall'altra c'è la volontà di utilizzare nuovamente le competizioni per costruire un'identità più precisa per la gamma europea.