Alfa Romeo prepara nuove Fuoriserie: le prossime speciali nasceranno dal passato


Data inizio: 28-09-2026 - Data Fine: 28-11-2026


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Non ci sarà un'altra Alfa Romeo 33 Stradale Perla Nera come l'esemplare presentato oggi al Museo Alfa Romeo di Arese. Per almeno due buoni motivi. Il primo è che il nome è stato brevettato, impedendo così di fatto non solo di farne una copia, ma addirittura di chiamare così una futura auto. L'altro è che, tra le regole d'ingaggio di Bottega Fuoriserie, l'atelier dedicato alle creazioni più esclusive di Alfa Romeo e Maserati, c'è proprio il divieto di replicare una soluzione già sperimentata per un altro cliente. Allo scopo di consegnare delle vere e proprie one-off. La bella notizia, però, è che di Alfa Romeo da sogno ce ne saranno altre: lo prevede il nuovo piano industriale di Stellantis che, in parallelo ai modelli di volume, tra cui una crossover di segmento C, contempla appunto l'ampliamento della gamma di vetture speciali, a tiratura limitatissima, realizzate in modalità tailor made e firmate Fuoriserie. In quale direzione si muoverà il Biscione e cosa ci riserva il futuro? A margine della presentazione della 33 Stradale Perla Nera abbiamo cercato di carpire qualche anticipazione e di capire meglio, dalle parole di manager e designer, come nascono le Alfa più esclusive, vendute a prezzi da hypercar d'alto rango (siamo oltre i 2 milioni di euro).

Le future Alfa Romeo Fuoriserie nasceranno dal passato

"Con la 33 Stradale siamo stati capaci di prendere una vettura del passato e riprodurla in questa chiave moderna con un risultato strepitoso. Quindi, forti di quell'esperienza, vogliamo continuare", ha detto Santo Ficili, ceo di Alfa Romeo e Maserati. "Il programma Bottega Fuoriserie", continua l'ad, "è un punto di contatto tra Alfa e Maserati. Proseguiremo su questa strada per entrambi i brand, senza creare sovrapposizioni: sono due marchi che hanno una vocazione e una storia completamente diverse". Sponda Arese, novità in questo filone potrebbero vedersi già l'anno prossimo. La strada è quella già tracciata dalla 33 Stradale: guardare al futuro traendo forza dal passato. "Abbiamo una storia gloriosa, perciò immaginare prodotti di questo tipo per noi è facile: basta guardare il nostro passato, trovare una vettura e svilupparla", ha spiegato Ficili, senza anticipare se la nuova creatura sarà una coupé, una berlinetta piuttosto che una scoperta.

La storia si ripete: dalla 33 Stradale alle prossime one-off

Di sicuro sarà qualcosa che il pubblico, finché non è arrivata la 33 Stradale, dal Biscione non si aspettava. "In realtà", puntualizza Cristiano Fiorio, general manager di Bottega Fuoriserie, "siamo ripartiti dalla nostra storia. Per esempio, la 33 Stradale del 1967 nasceva dalla volontà di realizzare una vettura stradale unica nelle prestazioni, ma anche nell'approccio ai clienti, partendo da una vettura da competizione. L'approccio, insomma, era un po' quello che oggi propone Fuoriserie. In un certo senso, quindi, possiamo dire che oggi abbiamo portato a termine un progetto iniziato nel passato". Con vetture di questo tipo si guarda al redditizio mercato degli "hyper collectionist". Come Antonio Di Naro, collezionista italo-svizzero e grande appassionato del marchio, che insieme al Centro Stile, passo dopo passo, ha creato la Perla Nera in base ai propri desiderata. Ma come si svolge questo processo? E quali sono gli eventuali limiti che la Casa impone al cliente?

Bottega Fuoriserie e il cliente: fin dove ci si può spingere

"Quando ci sediamo al tavolo col cliente", spiega Fiorio, "partiamo da una base e da lì lui esprime ciò che vorrebbe fare. In gran parte sono scelte estetiche: colorazioni, lavorazioni e così via. Altri si spingono oltre, e allora i limiti sono due: la fattibilità tecnica e l'aderenza ai valori e alla storia dell'Alfa. Un'Alfa rosa, per esempio, non è fattibile perché non c'è mai stata. Sul primo punto, alcuni ci hanno chiesto di avere una 33 Stradale con il cambio manuale, che su quest'auto non abbiamo sviluppato. Farlo costerebbe più del doppio di quanto hanno pagato l'auto, perciò la richiesta non è stata accolta. Tuttavia, il primo progetto è diventato per noi un brief, un'ispirazione per il prossimo. Nel quale cercheremo di rispondere anche a certe richieste che ci sono giunte fin qui...". Costruttore e cliente lavorano a stretto contatto, modificando i processi creativi tipici del Centro Stile. "Rispetto ad auto come la 8C Competizione o la 4C", racconta Alessandro Maccolini, responsabile del design degli esterni Alfa Romeo, "abbiamo compiuto un salto: in passato non c'era questo legame con il cliente così forte. Non c'era la possibilità di configurare in modo maniacale, a seconda delle richieste, ogni singolo dettaglio. Con il programma Bottega Fuoriserie e con la 33 Stradale, il Centro Stile e tutti i dipartimenti coinvolti hanno dovuto lavorare con una mentalità molto diversa, elevando lo standard qualitativo. Occorre davvero guardare il prodotto con altri occhi. Tutto deve essere fatto secondo criteri differenti". "Questo", continua Maccolini, "vale in linea generale. Poi, nello specifico, sulla Perla Nera, completamente rivestita di carbonio a vista, è fondamentale il linguaggio dei materiali. Sono macchine che il cliente scopre mentre le stiamo assemblando: con Antonio abbiamo fatto un percorso e il fatto che la "V" sul cofano abbia un andamento trasversale rispetto a tutto il resto fa sì che gli occhi, osservando la superficie del cofano, percepiscano un disegno specifico dettato proprio dal materiale".


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