L'anno scorso, in Italia, il numero medio di spostamenti giornalieri è salito a 101, contro gli 89 del 2021. L'automobile continua a rappresentare il mezzo di trasporto dominante: oltre il 60% dei viaggi avviene infatti in macchina, mentre il trasporto pubblico resta sotto il 10%, confermando le difficoltà nel recuperare i livelli registrati nel 2019.
È quanto emerge dal recente studio dell'Osservatorio Audimob di Isfort (Istituto superiore di formazione e ricerca per i trasporti), presentato all'ECO Festival della Mobilità sostenibile e delle città intelligenti, in corso a Roma.
In teoria, secondo la ricerca, il 23,8% degli italiani dichiara di voler ridurre l'utilizzo dell'auto, contro il 12,9% che vorrebbe aumentarlo. Tuttavia, al momento, non sembrano esserci le condizioni necessarie perché questo cambiamento possa concretizzarsi.
L'Indice di mobilità sostenibile (IMS), calcolato sulla base della quota di spostamenti effettuati a piedi, in bicicletta, con i monopattini elettrici e con il trasporto pubblico, si attesta nel 2025 al 34%, lo stesso valore registrato nel 2000. Il quadro che emerge è però fortemente differenziato a livello territoriale.
Nelle città con oltre 250 mila abitanti, bus, metropolitane e tram raggiungono il 18,4% degli spostamenti, più del doppio rispetto alla media nazionale. Nei Comuni con meno di 50 mila abitanti, invece, la quota scende al 4-5%.
Parallelamente, il peso dell'automobile arriva a sfiorare il 75% nei centri più piccoli e il 65% nel Mezzogiorno. Un divario che riflette anche le differenti capacità di investimento e programmazione dei territori in materia di mobilità e infrastrutture.