La limitazione alla circolazione per i veicoli diesel Euro 5 entra in vigore dal 1° ottobre 2026 al 1° aprile 2027 e si applica esclusivamente nei Comuni con popolazione superiore a 100 mila abitanti dotati di un adeguato servizio di trasporto pubblico locale e situati in aree dove è stato superato almeno uno dei valori limite relativi a PM10 o biossido di azoto.
Il divieto è previsto dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 17. Una misura che può avere effetti rilevanti sulla mobilità quotidiana di cittadini e imprese.
La normativa lascia però una possibilità alle Regioni. Adottando misure compensative in grado di garantire una riduzione delle emissioni coerente con gli obiettivi europei, il blocco delle diesel Euro 5 può essere evitato.
In Lombardia resta confermata la limitazione alla circolazione delle auto diesel Euro 5. Il provvedimento riguarda i Comuni di Milano, Brescia, Monza e Bergamo.
Per le altre categorie di veicoli l'entrata in vigore è prevista dal 1° ottobre 2027 per M2, N1 e N2 e dal 1° ottobre 2028 per N3 e M3.
Per i mezzi interessati resta disponibile il sistema MoVe-In, che sostituisce le limitazioni basate su giorni e orari con una soglia chilometrica annuale monitorata tramite una black box installata sul veicolo.
Per le auto diesel Euro 5 della categoria M1 il limite è fissato a 10.000 chilometri all'anno. Il sistema consente quindi di utilizzare il veicolo entro il tetto di percorrenza assegnato, fermo restando che eventuali misure emergenziali legate all'inquinamento continuano ad applicarsi.
Il Piemonte è stata la prima Regione ad aggiornare il Piano regionale per la qualità dell'aria, introducendo un pacchetto di misure compensative considerate equivalenti allo stop della circolazione sul piano della riduzione delle emissioni.
La decisione interessa in particolare le aree di Torino e Novara, dove il provvedimento avrebbe coinvolto circa 307 mila vetture.
Tra gli interventi previsti figurano incentivi per l'utilizzo di biocarburanti sui mezzi del trasporto pubblico e sulle auto private, azioni a favore del car sharing, della mobilità ciclabile e del trasporto pubblico, oltre al potenziamento delle velostazioni.
Sono inoltre previsti sistemi di gestione del traffico basati sull'intelligenza artificiale, misure per ridurre le emissioni generate dal riscaldamento domestico, interventi di forestazione urbana e iniziative dedicate alla mobilità sostenibile e al settore agricolo.
Tra le soluzioni individuate dalla Regione figura l'anticipazione del bando per la trasformazione delle diesel Euro 5 in Dual Fuel.
In caso di allerta PM10 arancione o rossa, il Veneto valuta inoltre il ricorso allo smart working per i dipendenti degli enti pubblici, ad eccezione delle attività che richiedono necessariamente la presenza.
Secondo Palazzo Balbi, la combinazione dei diversi provvedimenti potrebbe produrre benefici ambientali superiori a quelli attesi dal blocco delle vetture diesel Euro 5.
L'Emilia-Romagna punta su una serie di misure alternative, tra cui il rinvio al 1° novembre dell'accensione degli impianti di riscaldamento civile nelle aree di pianura e il rafforzamento delle limitazioni agli impianti domestici a biomassa nelle fasi emergenziali legate alla qualità dell'aria.
È prevista inoltre l'estensione di un'ora delle limitazioni alla circolazione dei veicoli privati, portando la fascia di applicazione dalle 8 alle 19.
La Giunta ha stanziato 10 milioni di euro per incentivare la sostituzione degli impianti di riscaldamento più inquinanti con pompe di calore, anche abbinate a impianti fotovoltaici. Il provvedimento è già stato presentato al ministero dell'Ambiente.
La scelta consente di evitare il blocco di circa 90 mila diesel Euro 5 nei nove Comuni con oltre 100 mila abitanti: Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì e Rimini.