Mazda CX-6e, primo test: come va la Suv elettrica a trazione posteriore - VIDEO


Data inizio: 10-09-2026 - Data Fine: 10-11-2026


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Design, spazio, comfort e trazione posteriore: la nuova Mazda CX-6e vuole distinguersi nel sempre più affollato mondo delle SUV elettriche. La proviamo su strada per capire se, oltre a farsi guardare, sa anche farsi guidare.

Prima la guardi, poi la guidi

Ci sono automobili che prima le guardi e poi le guidi. La Mazda CX-6e è decisamente una di queste. Il design, naturalmente, è una questione di gusti. Non esiste un parametro oggettivo per stabilire quanto sia bella un'auto. Però una cosa si può dire: anonima, questa Mazda, non lo è.

Il Kodo in chiave elettrica

A metà anni 2000, con le concept Nagare, "flusso" in giapponese, Mazda iniziò a esplorare l'idea di rappresentare il movimento attraverso le superfici. Erano esercizi di stile, non modelli destinati alla produzione, ma quella ricerca sarebbe poi confluita nel Kodo - Soul of Motion, il linguaggio che ha definito le Mazda moderne.

Qui il Kodo assume una forma decisamente più futuristica. La CX-6e è lunga 4,85 metri, ha il tetto basso, una coda filante e superfici molto pulite. Gruppi ottici sottili, maniglie a scomparsa, vetri senza cornice e dettagli aerodinamici come le prese d'aria integrate nei montanti posteriori. Il design è nato a Oberursel, in Germania, con un ruolo importante del team europeo Mazda.

Abitacolo ampio, c'è anche il frunk

Dentro il tema è quello del "Ma", il concetto giapponese che attribuisce valore anche allo spazio vuoto. La plancia, dunque, è pulita e dominata da un display da 26 pollici, che stacca di netto con il recente passato analogico a cui la Casa giapponese ci ha abituati.

Il passo di 2,90 metri lascia molto spazio dietro, sia per le gambe sia per la testa. E c'è anche un tetto panoramico da 1,05 metri quadrati che fa filtrare tanta luce. Sul fronte della praticità, il bagagliaio arriva a 468 litri (si poteva fare meglio, viste le misure esterne), ma davanti c'è un frunk da altri 80 litri, utile anche per i cavi di ricarica.

La posizione di guida convince

Da buona Mazda, anche la CX-6e dedica grande attenzione alla qualità percepita: materiali e finiture sono ben curate, piacevoli sia alla vista sia al tatto. Poche le cadute di stile e comunque ben celate, relative soltanto alla parte bassa delle portiere, dove si trova una plastica non particolarmente spessa.

Ho apprezzato la posizione di guida, che strizza l'occhio a quella della berlina 6e, con la quale condivide il pianale: non si sta quindi troppo in alto, come ci si potrebbe aspettare da una SUV. Una pecca? Il sedile del passeggero non è regolabile in altezza, nonostante sia dotato di regolazioni elettriche.

Base cinese, messa a punto europea

Sottopelle, il motore è montato dietro, ha 258 CV per 290 Nm ed è alimentato da una batteria LFP da 78 kWh. La SUV giapponese sfrutta la trazione posteriore (non ci sono alternative al momento) e scatta da 0 a 100 km/h in 7,9 secondi con i 19 pollici, 8,1 con i 21.

Per chi si fosse perso le puntate precedenti, la CX-6e nasce dalla collaborazione tra Mazda e Changan: una partnership che oggi comprende anche lo sviluppo congiunto dei veicoli elettrici. Mazda ha messo a disposizione design, ingegneria e competenze sulla dinamica; Changan tecnologia elettrica, connettività e capacità produttive. La vettura viene costruita in Cina.

Per l'Europa, però, Mazda ha fatto un lavoro specifico: acceleratore, frenata rigenerativa, telaio, sospensioni, sterzo, pneumatici, rumorosità e persino interfaccia e sistemi di assistenza sono stati adattati dai tecnici di Oberursel alle nostre esigenze. E si sente.

Silenziosa anche in autostrada

Una cosa, più di tutte, mi ha colpito al volante: l'assetto. Nonostante i cerchi da 21 pollici, disponibili sul primo allestimento con un sovrapprezzo di 1.200 euro, e una spalla piuttosto bassa, la CX-6e è rimasta sempre morbida sulle asperità, assorbendo bene anche le imperfezioni dell'asfalto. Insomma, se siete tentati dai 21 pollici, potete sceglierli senza troppi timori.

E anche sul fronte del piacere di guida la CX-6e non delude. Il percorso non è stato lunghissimo né particolarmente completo, ma è bastato per prendere confidenza con un'auto più coinvolgente di quanto ci si potrebbe aspettare.

Convince anche l'insonorizzazione: persino a velocità superiori a quelle autostradali - il bello della Germania! - i fruscii aerodinamici sono rimasti davvero contenuti, contribuendo a un ambiente di bordo molto silenzioso.

Consumi promettenti, ricarica a 200 kW

L'autonomia dichiarata arriva a 484 km WLTP con i 19 pollici e 468 con i 21.

E i consumi? Ho registrato una media di circa 17 kWh/100 km. Un dato interessante, che merita di sicuro l'approfondimento da parte del Centro Prove, ma che lascia ben sperare.

La ricarica in corrente continua arriva a 200 kW: dal 10 all'80% bastano 24 minuti. In corrente alternata si arriva a 11 kW.

Mazda CX-6e: i prezzi

Takumi - 46.750 euro
258 CV - 78 kWh - 484 km WLTP - 19"

Takumi Plus - 49.750 euro
258 CV - 78 kWh - 468 km WLTP - 21"

La Takumi Plus aggiunge interni bicolore, sedili posteriori riscaldabili e ventilabili e, soprattutto, i retrovisori laterali e centrale digitali. Il tetto in vetro apribile, la selleria in ecopelle, lo stereo da 23 speaker e una suite molto completa di ADAS sono di serie per entrambi gli allestimenti.

Da buona Mazda, anche la CX-6e dedica grande attenzione alla qualità percepita: materiali e finiture sono ben curate, piacevoli sia alla vista sia al tatto. Poche le cadute di stile e comunque ben celate, relative solo alla parte bassa delle portiere, di una plastica non troppo spessa. Ho apprezzato la posizione di guida che strizza l'occhio a quella della berlina 6e, con la quale condivide il pianale: non si sta quindi troppo in alto, come ci si potrebbe aspettare da una Suv. Una pecca? Il sedile del passeggero non è regolabile in altezza, nonostante sia dotato di regolazioni elettriche.

 




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