Non sarà una SUV: Santo Ficili rassicura gli alfisti sull'erede di 147 e Giulietta


Data inizio: 03-09-2026 - Data Fine: 03-11-2026


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Nel nuovo piano FaSTLAne 2030 del gruppo Stellantis sono previste diverse novità per il marchio Alfa Romeo. Tra una nuova C-SUV che sostituirà la Tonale (da produrre a Melfi dalla fine del prossimo anno) a nuovi progetti speciali in stile 33 Stradale fino ad arrivare a delle eredi per Giulia e Stelvio. Più un modello che, più di tutti, ha destato l'interesse degli alfisti: una nuova hatchback di segmento C che raccoglierà il testimone da modelli come la 147 e la Giulietta. Proprio riguardo a questa vettura, un nostro lettore ha scritto una lettera aperta destinata ai vertici dell'Alfa Romeo, ai quali ci ha chiesto di presentarla. A rispondergli è stato il CEO del Biscione, Santo Ficili, che ha rassicurato gli appassionati del marchio che il nuovo modello "sarà una vera Alfa Romeo: bella, innovativa, emozionante da guidare e fedele ai valori che hanno reso il nostro marchio unico nel mondo". Di seguito riportiamo in versione integrale la lettera del nostro lettore e la risposta dell'Alfa Romeo.

La lettera dell'appassionato

Mi chiamo Filippo Piatti e sono un Alfista.

Ci tengo a specificare che la mia famiglia è storicamente cliente Alfa e Fiat fin dagli anni 70, e forse anche di più.

Mi rendo conto che le probabilità che questa mail arrivi a destinazione o venga letta da qualcuno sono decisamente basse, ma un tentativo va fatto. Sarebbe fantastico se chi leggesse queste prime parole, potesse capire l'importanza che avrebbe per molte persone che la dirigenza arrivi quantomeno a considerare questa proposta che vorrei definire costruttiva.

L'importanza che il segmento delle hatchback (o berline a due volumi), riveste tra i giovani sul mercato italiano ed europeo, è la chiave di lettura di questa mia “Lettera aperta”, che mi permetto di proporre e portare alla vostra attenzione.

Il motivo che mi ha spinto a scrivere questa riflessione parte da qui: possiedo e guido quotidianamente e con passione una Giulietta del 2014 con all'attivo quasi 200.000 km.

È quasi giunto il momento di sostituirla e leggere che Alfa Romeo sta lavorando ad un nuovo modello di Giulietta, mi aveva quasi elettrizzato: pensare di cambiare quella che è stata la mia prima auto con una nuova generazione portante lo stesso nome sarebbe stato veramente stupendo.

Successivamente, è arrivata la notizia che questa nuova auto (non è ancora chiaro se porterà il nome Giulietta) sarà molto probabilmente un SUV/crossover.

Ho 32 anni e come molti altri millennials, sono cresciuto tra i motori e con la passione per le auto sportive, il che mi ha condotto a considerare Alfa Romeo come un riferimento, e mi ha reso orgoglioso di rappresentare un marchio così prestigioso in ogni mio spostamento in macchina, che sono tutt'oggi felice di utilizzare anche solo per andare in ufficio.

Nel panorama delle Case italiane, non abbiamo più auto degne di nota da proporre in questo segmento. Oggi, chi come me non ama e non vuole i SUV, ha ben poco tra cui scegliere.

Questo mi porta inevitabilmente a guardare “fuori” e confesso che la cosa mi rattrista profondamente. Sarò probabilmente il primo, in decenni di storia automobilistica di famiglia, a interrompere il legame con questa Casa/Gruppo, o qualsiasi cosa sia ormai diventato.

(Tradotto: per quello che può valere, Alfa rischia di perdere un cliente storico).

La mia proposta è: consideriamo di fare una nuova Giulietta “vecchio stampo”, bella tosta e aggressiva sia a livello stilistico che di motorizzazioni, creando finalmente un'alternativa alle solite Rivali Tedesche.

La base su cui lavorare è già in casa: è la piattaforma EMP2 già utilizzata per Peugeot 308. Il team di Alfa potrebbe veramente fare grandi cose, sia a livello tecnico che stilistico.

La base di mercato c'è, ed è solida. Sono in molti ad amare ancora questo segmento e lasciarlo vuoto in Italia è veramente considerabile come un affronto, inoltre la gamma Alfa ha già abbastanza SUV a listino, aggiungerne un altro creerebbe solo confusione e per quanto mi riguarda sarebbe un flop.

So che toccando questi argomenti si entra in dinamiche di gestione aziendale, industriale ed economica che non pretendo di padroneggiare e nemmeno di spiegare, e che comportano scelte che spesso non dipendono nemmeno dai Dirigenti, ma se è rimasta un minimo di passione, provate a trasmettere a chi di dovere queste informazioni. Cerchiamo di fare qualcosa di coraggioso ogni tanto, come è stato fatto con Giulia!

Spero vivamente che questo messaggio riesca a trasmettere quanto possa essere importante credere ancora nell'importanza di fare un prodotto di qualità, senza seguire la massa, cosa che decisamente non si addice ad un'azienda come Alfa Romeo.

Vi allego una foto della mia Giulietta, oggi con qualche graffio in più e con tante storie da raccontare, e che sogno di poter acquistare in una nuova degna versione, magari proprio come questa: nera con gli specchietti cromati.

È stata un sogno che si è realizzato proprio quando la ritirai in concessionaria il 2 settembre 2014, giorno del mio compleanno. Ero poco più di un ragazzino, che non si sarebbe mai immaginato una situazione come quella attuale nel panorama automobilistico europeo.

Per chi come me è appassionato, sappiamo che un'auto non è semplicemente un oggetto, ma qualcosa con cui si crea un legame e che ci accompagna nella nostra vita.

Forse quello che ho proposto resterà un sogno, ma chi lo sa.

Filippo M. Piatti

La risposta di Alfa Romeo

Caro Filippo,

ho letto con attenzione la tua lettera e desidero innanzitutto ringraziarti per aver trovato il tempo e la passione per scriverla.

Le tue parole raccontano qualcosa che va oltre un'automobile. Raccontano un legame. Un legame che nasce in famiglia, cresce negli anni e accompagna momenti importanti della vita. È una storia che conosco bene: nella mia vita ho avuto diverse Giulietta e so perfettamente cosa rappresenti un'auto come quella per tanti Alfisti.

Per questo comprendo molto bene il significato della tua riflessione e il desiderio di vedere Alfa Romeo tornare a presidiare un segmento che ha dato vita a vetture diventate vere icone.

Oggi chi guida un marchio come Alfa Romeo deve però confrontarsi con un'industria in profonda trasformazione. Nuove tecnologie, nuovi modelli di utilizzo dell'automobile, normative in continua evoluzione e una competizione globale sempre più intensa impongono scelte complesse, che devono coniugare passione e sostenibilità industriale.

Questo però non significa rinunciare alla nostra identità. Al contrario.

Come abbiamo condiviso durante lo Stellantis Investor Day dello scorso maggio, Alfa Romeo continuerà a investire nel proprio futuro attraverso una strategia chiara e coerente. Oggi il ruolo di riferimento nel segmento C-SUV è coperto da Tonale, mentre alla fine del 2027 presenteremo un nuovo C-SUV prodotto a Melfi, progettato per distinguersi per qualità, piacere di guida e autentico spirito Alfa Romeo. Allo stesso tempo continueremo a sviluppare progetti esclusivi capaci di alimentare il sogno e la desiderabilità del marchio, come è attualmente la 33 Stradale, così come stiamo lavorando per immaginare un futuro anche al segmento D, da sempre centrale nella storia di Alfa Romeo.

Ma c'è un altro capitolo che credo possa interessarti particolarmente.

Sempre nell'ambito del piano presentato, arriverà successivamente una nuova vettura di segmento C che raccoglierà idealmente l'eredità di modelli come 147 e Giulietta. Non sarà un SUV. Sarà una reinterpretazione moderna di quel concetto di automobile che ha contribuito a costruire il legame speciale tra Alfa Romeo e generazioni di appassionati.

È ancora troppo presto per parlare di specifiche tecniche o caratteristiche di prodotto. Posso però dirti che chi sta lavorando a questa vettura conosce molto bene il valore di quei nomi e le aspettative che li accompagnano.

Sarà una vera Alfa Romeo: bella, innovativa, emozionante da guidare e fedele ai valori che hanno reso il nostro marchio unico nel mondo.

Perché le piattaforme, la tecnologia e le prestazioni sono fondamentali. Ma senza cuore, senza emozione e senza la passione di persone come te, saremmo soltanto costruttori di automobili.

Alfa Romeo, da oltre 116 anni, ambisce a essere qualcosa di più.

Per questo ti ringrazio per la tua lettera e per la fiducia che continui a riporre nel nostro marchio. Continua a essere esigente con noi: è anche grazie agli Alfisti che Alfa Romeo continua a guardare avanti senza dimenticare le proprie radici.

Santo Ficili

CEO Alfa Romeo e Maserati




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