Multe, come cambierà la destinazione dei proventi: il 70% alla sicurezza stradale


Data inizio: 01-09-2026 - Data Fine: 01-11-2026


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Una delle novità più interessanti del nuovo Codice della strada – attorno al quale le associazioni di settore sono chiamate a esprimersi entro il 13 settembre – riguarda la destinazione dei proventi delle multe. Le nuove norme contenute nel testo-base, ammesso che filtrino senza modifiche attraverso le maglie della pubblica consultazione, prevedono innanzi tutto una drastica semplificazione rispetto alla complessa disciplina attuale. E poi un sostanziale aumento delle risorse destinate alla sicurezza stradale.

Ma vediamo nel dettaglio cosa potrebbe accadere (non solo il condizionale è d'obbligo quando si parla di soldi, ma in questo caso non è affatto scontato che lo Stato sarà in grado di arginare la - prevedibile - offensiva delle amministrazioni comunali).

1. Stop alla distinzione tra proventi da velocità e altre multe

La prima novità è la soppressione della diversa disciplina attualmente prevista per i proventi da violazione dei limiti di velocità. Nel nuovo codice tutti i proventi saranno disciplinati con gli stessi criteri.

2. Basta separazione tra Stato ed enti locali

La seconda novità riguarda la scomparsa dell'attuale separazione tra violazioni accertate da "funzionari, ufficiali e agenti dello Stato" (i cui proventi sono interamente "devoluti allo Stato") e quelle accertate da "funzionari, ufficiali e agenti delle regioni, delle province e dei comuni" (i cui proventi sono interamente destinati alle rispettive amministrazioni). Con la riforma tutte le violazioni, indipendentente da chi le avrà accertate, saranno disciplinate alla stessa maniera (ma con meno vincoli di destinazione per lo Stato).

3. Ricavi sempre spartiti con il proprietario della strada

La terza novità riguarda la ripartizione dei soldi ricavati dalle multe, indipendentemente dal tipo di violazione, come abbiamo visto al punto 1, e da chi l'avrà accertata, come abbiamo visto al punto 2. In tutte le situazioni i proventi saranno così suddivisi:

  • 30% all'ente da cui dipendono gli agenti o i militari che hanno effettuato l'accertamento
  • 70% all'ente proprietario della strada su cui è stato effettuato l'accertamento

4. Almeno il 70% finirà alla sicurezza stradale

La quarta novità, infine, riguarda la destinazione dei soldi, diversamente disciplinata nelle due situazioni indicate al punto 3:

  • relativamente al 30% destinato all'ente da cui dipendono gli agenti o i militari, una percentuale, che nel testo-base non è stata indicata, dovrà essere destinata al "potenziamento dell'attività di controllo". Il resto potrà essere utilizzato, dallo Stato o dagli enti locali, senza vincoli di destinazione
  • relativamente al 70% destinato all'ente proprietario della strada, che in molte situazioni può coincidere con quello da cui dipendono gli agenti, tutto il ricavato dovrà essere utilizzato per "interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali", compresa la segnaletica e le barriere di protezione oppure "altre attività funzionali al potenziamento della sicurezza stradale o alla promozione della cultura della sicurezza stradale", comprese le attività di educazione stradale svolte nelle scuole da agenti di polizia. Questo vincolo di spesa, però, vale solo per gli enti locali (comuni, province, regioni), non per lo Stato

Dalla ripartizione dei fondi scompare dunque la possibilità di usare la parte vincolata dei proventi per l'assistenza e la previdenza degli agenti di polizia municipale e provinciale. Per questi fini, che non c'entrano nulla con la sicurezza stradale, i comuni e le province dovranno usare, giustamente, la parte non vincolata o le risorse provenienti dalla fiscalità generale.

La norma che avremmo voluto: alla sicurezza stradale il 100% delle risorse

Complessivamente una riforma opportuna, che mette finalmente ordine nella complessa disciplina dei proventi delle sanzioni. Certo, come Quattroruote ci saremmo aspettati di vedere il 100% dei proventi destinato alla sicurezza stradale, ma ci basterebbe, a questo punto, non assistere all'annacquamento della riforma al termine della pubblica consultazione. O, peggio, al ripristino dell'attuale macchinosa e anacronistica impostazione.


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