Una delle novità più interessanti del nuovo Codice della strada – attorno al quale le associazioni di settore sono chiamate a esprimersi entro il 13 settembre – riguarda la destinazione dei proventi delle multe. Le nuove norme contenute nel testo-base, ammesso che filtrino senza modifiche attraverso le maglie della pubblica consultazione, prevedono innanzi tutto una drastica semplificazione rispetto alla complessa disciplina attuale. E poi un sostanziale aumento delle risorse destinate alla sicurezza stradale.
Ma vediamo nel dettaglio cosa potrebbe accadere (non solo il condizionale è d'obbligo quando si parla di soldi, ma in questo caso non è affatto scontato che lo Stato sarà in grado di arginare la - prevedibile - offensiva delle amministrazioni comunali).
La prima novità è la soppressione della diversa disciplina attualmente prevista per i proventi da violazione dei limiti di velocità. Nel nuovo codice tutti i proventi saranno disciplinati con gli stessi criteri.
La seconda novità riguarda la scomparsa dell'attuale separazione tra violazioni accertate da "funzionari, ufficiali e agenti dello Stato" (i cui proventi sono interamente "devoluti allo Stato") e quelle accertate da "funzionari, ufficiali e agenti delle regioni, delle province e dei comuni" (i cui proventi sono interamente destinati alle rispettive amministrazioni). Con la riforma tutte le violazioni, indipendentente da chi le avrà accertate, saranno disciplinate alla stessa maniera (ma con meno vincoli di destinazione per lo Stato).
La terza novità riguarda la ripartizione dei soldi ricavati dalle multe, indipendentemente dal tipo di violazione, come abbiamo visto al punto 1, e da chi l'avrà accertata, come abbiamo visto al punto 2. In tutte le situazioni i proventi saranno così suddivisi:
La quarta novità, infine, riguarda la destinazione dei soldi, diversamente disciplinata nelle due situazioni indicate al punto 3:
Dalla ripartizione dei fondi scompare dunque la possibilità di usare la parte vincolata dei proventi per l'assistenza e la previdenza degli agenti di polizia municipale e provinciale. Per questi fini, che non c'entrano nulla con la sicurezza stradale, i comuni e le province dovranno usare, giustamente, la parte non vincolata o le risorse provenienti dalla fiscalità generale.