Volkswagen, sale la tensione sui tagli: il management prepara il piano B


Data inizio: 31-08-2026 - Data Fine: 31-10-2026


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Il management del gruppo Volkswagen potrebbe aver trovato il modo di scavalcare il Consiglio di sorveglianza previsto per il prossimo 4 settembre: l'indiscrezione arriva da Reuters, mentre in Germania si alza la tensione per la crisi del costruttore tedesco. In ballo c'è il più grande piano di risanamento della società per rilanciare i profitti, abbattuti da dazi USA, calo delle vendite in Cina e concorrenza asiatica in Europa.

Volkswagen spaccata sul da farsi

Il management deve vedersela con i sindacati e lo stato della Bassa Sassonia, il secondo azionista del colosso teutonico. I due "schieramenti" non trovano l'accordo sui possibili interventi draconiani a personale e fabbriche di cui si parla da tempo, con il CEO Oliver Blume che comunque non ha ancora fornito indicazioni precise.

La "battaglia" delle percentuali

I vertici vorrebbero raddoppiare i tagli ai posti di lavoro, chiudere fabbriche e scorporare alcune divisioni aziendali. Nel Consiglio di sorveglianza i membri sono 20: di questi, 12 i seggi di rappresentanti dei lavoratori e Bassa Sassonia, che quindi detengono la maggioranza per bloccare qualsiasi piano di ristrutturazione. Se il piano in 40 punti dovesse essere respinto, come è avvenuto durante la precedente riunione del Consiglio di luglio, il management potrebbe convocare un'assemblea straordinaria degli azionisti a ottobre. E sottoporre la strategia di risanamento direttamente agli investitori. Una mossa del genere sarebbe insolita nella cultura aziendale tedesca, normalmente più orientata al consenso. Qui i lavoratori non hanno voce in capitolo e la Bassa Sassonia detiene una quota di voto del 20%. Il restante 80% è detenuto da Porsche SE: il veicolo di investimento delle famiglie Porsche e Piëch (53,3%), Qatar (17%) e altri azionisti (9,7%).

I cavilli normativi

Si arriverebbe così alla maggioranza del 75%, necessaria per le grandi decisioni strutturali nelle aziende quotate in Germania. Tuttavia, una normativa nazionale impone un quorum dell'80%. Il management potrebbe però invocare l'articolo 111 della legge tedesca sulle società per azioni per aggirare l'ostacolo: se i vertici dovessero convocare un'assemblea straordinaria, contro la volontà del Consiglio di sorveglianza, basterebbe il 75%.

Compromesso cercasi

I colloqui sono attualmente in corso: il prossimo 3 settembre si riunirà, per fare il punto della situazione, il comitato esecutivo che comprende il capo del Consiglio aziendale di Volkswagen, la Bassa Sassonia e i membri delle famiglie Porsche e Piëch. Obiettivo? Trovare un compromesso sui tagli in arrivo.


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