Il management del
gruppo Volkswagen potrebbe aver trovato il modo di scavalcare il
Consiglio di sorveglianza previsto per il prossimo 4 settembre: l'indiscrezione arriva da Reuters, mentre in Germania si alza la tensione per la crisi del costruttore tedesco. In ballo c'è
il più grande piano di risanamento della società per rilanciare i profitti, abbattuti da dazi USA, calo delle vendite in Cina e concorrenza asiatica in Europa.
Volkswagen spaccata sul da farsi
Il management deve vedersela con i
sindacati e lo stato della
Bassa Sassonia, il secondo azionista del colosso teutonico. I due "schieramenti" non trovano l'accordo sui possibili
interventi draconiani a personale e fabbriche di cui si parla da tempo, con il CEO
Oliver Blume che comunque non ha ancora fornito indicazioni precise.
La "battaglia" delle percentuali
I vertici vorrebbero
raddoppiare i tagli ai posti di lavoro, chiudere fabbriche e scorporare alcune divisioni aziendali. Nel Consiglio di sorveglianza i membri sono 20: di questi,
12 i seggi di rappresentanti dei lavoratori e Bassa Sassonia, che quindi detengono la maggioranza per bloccare qualsiasi piano di ristrutturazione. Se il piano in 40 punti dovesse essere respinto, come è avvenuto durante la precedente riunione del Consiglio di luglio, il management potrebbe convocare un'
assemblea straordinaria degli azionisti a ottobre. E sottoporre la strategia di risanamento direttamente agli investitori. Una mossa del genere sarebbe insolita nella cultura aziendale tedesca, normalmente più orientata al consenso. Qui i lavoratori non hanno voce in capitolo e la Bassa Sassonia detiene una quota di voto del 20%. Il
restante 80% è detenuto da Porsche SE: il veicolo di investimento delle famiglie Porsche e Piëch (53,3%), Qatar (17%) e altri azionisti (9,7%).
I cavilli normativi
Si arriverebbe così alla
maggioranza del 75%, necessaria per le grandi decisioni strutturali nelle aziende quotate in Germania. Tuttavia, una normativa nazionale impone un quorum dell'80%. Il management potrebbe però invocare
l'articolo 111 della legge tedesca sulle società per azioni per aggirare l'ostacolo: se i vertici dovessero convocare un'assemblea straordinaria, contro la volontà del Consiglio di sorveglianza,
basterebbe il 75%.
Compromesso cercasi
I colloqui sono attualmente in corso: il prossimo 3 settembre si riunirà, per fare il punto della situazione, il
comitato esecutivo che comprende il capo del Consiglio aziendale di Volkswagen, la Bassa Sassonia e i membri delle famiglie Porsche e Piëch. Obiettivo? Trovare un
compromesso sui tagli in arrivo.