Il diesel ha ancora senso? I numeri di questa Golf 2.0 TDI dicono di sì - VIDEO


Data inizio: 26-08-2026 - Data Fine: 26-10-2026


Foto (1)
Il diesel non è più il motore dominante di un tempo. Nelle utilitarie è diventato raro, molti costruttori hanno ridotto l'offerta e le motorizzazioni ibride hanno conquistato una quota crescente del mercato. Negli ultimi mesi, inoltre, il gasolio ha perso parte del vantaggio economico che lo aveva reso così popolare, complice l'aumento dei prezzi alla pompa. Eppure, basta guardare i numeri di una Volkswagen Golf 2.0 TDI da 150 CV con cambio DSG per capire perché il diesel non sia ancora scomparso: quando aumentano le percorrenze e i viaggi in autostrada, continua infatti a mostrare alcuni vantaggi difficili da ignorare, come spieghiamo anche nel video qui sotto.

Perché il diesel ha perso terreno negli ultimi anni

Il ridimensionamento del gasolio è legato anche alla crescente complessità necessaria per rispettare le normative sulle emissioni. Il diesel, grazie al maggiore rendimento e ai consumi generalmente inferiori rispetto a quelli di un equivalente motore a benzina, parte spesso da una posizione favorevole sul fronte delle emissioni di CO2 allo scarico. Più difficile è invece contenere gli ossidi di azoto (NOx) e il particolato, sostanze per le quali i limiti sono diventati progressivamente più stringenti.

Per rispettare questi requisiti sono necessari sistemi di controllo delle emissioni sempre più sofisticati, che hanno contribuito ad aumentare costi e complessità dei propulsori a gasolio. A questo si aggiungono il calo della domanda, la diffusione delle motorizzazioni elettrificate, gli obiettivi sulle emissioni medie delle gamme e le strategie industriali dei costruttori, fattori che hanno progressivamente ridotto la presenza del diesel sul mercato.

Le ibride guadagnano terreno

Per contenere le emissioni, i moderni diesel adottano tecnologie sempre più avanzate, dal filtro antiparticolato alla riduzione catalitica selettiva con AdBlue, insieme a una gestione molto accurata della combustione. Sulla Golf, in particolare, il 2.0 TDI utilizza la tecnologia twin dosing, con due catalizzatori SCR e una doppia iniezione di AdBlue per ridurre gli ossidi di azoto.

Nelle auto più compatte, però, i costi legati a questi sistemi risultano spesso meno facili da assorbire. In questi segmenti un sistema ibrido a benzina permette di ottenere consumi contenuti, soprattutto in città, grazie al recupero dell'energia in frenata e a un maggiore utilizzo della componente elettrica nelle fasi a basso carico. È anche per questo motivo che le ibride sono diventate una delle alternative preferite da costruttori e clienti.

Quanto consuma davvero la Volkswagen Golf 2.0 TDI

La situazione cambia però quando aumentano le dimensioni dell'auto e le percorrenze annuali. Sulla Golf, il quattro cilindri 2.0 TDI da 150 CV rimane privo di qualsiasi forma di elettrificazione, ma continua a offrire risultati interessanti: secondo i rilevamenti del Centro Prove percorre 16,7 km/l in città, 21,3 km/l sulle statali e 19,8 km/l in autostrada, per una media prossima ai 19 km/l.

È proprio sulle lunghe percorrenze che emergono ancora i principali punti di forza del diesel. I consumi restano contenuti anche a velocità autostradali, l'autonomia è elevata e i tempi di rifornimento rimangono molto ridotti rispetto a quelli richiesti per la ricarica di un'elettrica. A questi vantaggi si aggiungono le prestazioni garantite dai 150 CV, dalla coppia generosa del 2.0 TDI e dalla rapidità del cambio DSG.

Quando conviene ancora scegliere un diesel

Più che chiedersi se il diesel sia ancora "buono" o "cattivo", oggi ha senso ragionare sul tipo di utilizzo. Per un'utilitaria destinata prevalentemente alla città esistono alternative più adatte, anche grazie agli sviluppi dell'elettrificazione su più livelli. I frequenti tragitti brevi, inoltre, non rappresentano lo scenario ideale per i moderni sistemi di post-trattamento dei gas di scarico.

Per chi invece percorre decine di migliaia di chilometri all'anno, soprattutto in autostrada, un moderno turbodiesel può continuare a rappresentare una soluzione particolarmente efficace. La convenienza va comunque valutata considerando il prezzo d'acquisto, il costo del carburante, le eventuali restrizioni locali alla circolazione e il periodo previsto di possesso dell'auto.

Insomma: il diesel non è più la scelta automatica di una volta. Ma per chi macina molti chilometri, soprattutto in autostrada, continua ad avere argomenti concreti da spendere.




Contattaci per maggiori informazioni