Carburanti, si va verso la mini proroga del taglio accise: cosa può cambiare da domani notte


Data inizio: 25-08-2026 - Data Fine: 25-10-2026


Foto (1)

Ore decisive per il governo in vista della fine del taglio delle accise di 0,171 euro sul diesel, prevista domani a mezzanotte. Senza un nuovo intervento, il prezzo del gasolio potrebbe raggiungere quota 2,307 euro al litro, superando ogni record. 

Proprio mercoledì 26 agosto si riunirà il Consiglio dei ministri per valutare il da farsi: si parla di proroga per alcuni giorni delle misure già in vigore, mentre in futuro l'esecutivo potrebbe lavorare a un intervento più mirato. Lo lascia intendere il vicepremier Matteo Salvini: “Vorrei fare qualcosa di più continuativo, di qualcosa di più sostanzioso, e quindi servono soldi", ha spiegato.

Intanto continuano a salire i prezzi di benzina e diesel (+5 millesimi). Questa mattina il listino medio in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,015 euro/litro per la benzina e 2,136 euro/litro per il diesel. Stabili invece il GPL a 0,746 euro/litro, mentre il metano sale a 1,663 euro/kg (+5 millesimi), secondo quanto riferito da Staffetta Quotidiana.

Sulla rete autostradale, il prezzo medio della benzina è di 2,091 euro/litro (+3 millesimi), quello del diesel di 2,207 euro/litro (+3 millesimi). Invariati GPL e metano, rispettivamente a 0,881 euro/litro e 1,657 euro/kg. Per ora non si registrano effetti positivi del recente calo delle quotazioni dei prodotti petroliferi nel Mediterraneo.

I prezzi dei carburanti ieri

Analizzando i circa 20 mila impianti che comunicano i listini all'Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese, Staffetta Quotidiana ha elaborato le seguenti medie in modalità self service: benzina a 2,012 euro/litro (2,017 per le compagnie e 2,003 per le pompe bianche) e diesel a 2,133 euro/litro (2,139 e 2,123).

Per quanto riguarda il servito, la benzina si attesta a 2,146 euro/litro (2,187 per le compagnie e 2,072 per le pompe bianche), mentre il diesel raggiunge 2,267 euro/litro (2,307 e 2,193). Il GPL è a 0,756 euro/litro (0,767 e 0,743), il metano a 1,656 euro/kg (1,653 e 1,659), mentre il GNL resta a 1,571 euro/kg.

Tra i principali operatori, nella benzina self service Eni è a 2,017 euro/litro (2,222 al servito), IP a 2,021 (2,185), Q8 a 2,017 (2,173) e Tamoil a 2,006 (2,081). Sul fronte del diesel self service, Eni è a 2,131 euro/litro (2,336 al servito), IP a 2,147 (2,310), Q8 a 2,143 (2,301) e Tamoil a 2,127 (2,205).

Accise e carburanti: le ipotesi allo studio

Dopo la bocciatura da parte di Bruxelles della proposta italiana, condivisa anche da altri Paesi, di una tassa europea sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere, e dopo il no alla richiesta di maggiore flessibilità per il taglio delle accise, il governo è chiamato a decidere come intervenire.

Come anticipato, fino a domani a mezzanotte l'accisa sul diesel resterà pari a 0,650 euro grazie al taglio di 0,171 euro introdotto nei mesi scorsi. In assenza di proroghe o nuovi provvedimenti, il prezzo teorico del gasolio potrebbe salire fino a 2,307 euro al litro.

Lo sconto sulle accise costa un miliardo al mese

Al momento il Consiglio dei ministri non è stato convocato. Lo ha confermato ieri, durante il Meeting di Rimini, il ministro della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Tra le ipotesi sul tavolo c'è un nuovo decreto interministeriale ponte.

Il nodo principale resta quello delle coperture finanziarie. Da maggio 2026 a oggi le riduzioni delle accise sono costate allo Stato circa 2,5 miliardi di euro. Inoltre, secondo una tesi piuttosto diffusa, il beneficio maggiore andrebbe alle fasce più abbienti, che utilizzano maggiormente l'auto e consumano quindi più carburante.

I numeri mostrano chiaramente il peso dell'intervento. Il primo taglio ammontava a 25 centesimi al litro per benzina e diesel, mentre da luglio la riduzione di 17 centesimi riguarda soltanto il gasolio. L'ultima proroga di due giorni è stata finanziata grazie a una quota dell'extragettito IVA di luglio attraverso il meccanismo dell'accisa mobile.

Lo stesso Pichetto Fratin ha sottolineato la necessità di effettuare una valutazione complessiva degli effetti sul bilancio pubblico. Per utilizzare nuovamente il meccanismo dell'accisa mobile serviranno però nuove verifiche: a settembre sarà necessario quantificare il maggior gettito generato in agosto dall'aumento dei prezzi dei carburanti.

Bonus carburante e aiuti mirati: le alternative

In alternativa a un nuovo taglio delle accise, o eventualmente in parallelo, il governo potrebbe valutare misure più mirate. Tra queste figura un contributo una tantum compreso tra 80 e 100 euro per l'acquisto di carburante da accreditare sulla social card "Dedicata a te".

L'agevolazione sarebbe destinata a circa 1,2 milioni di famiglie con ISEE fino a 15 mila euro.

A distanza di mesi dall'inizio della crisi innescata dalla guerra tra USA e Iran, tornano quindi a circolare le stesse ipotesi già discusse in passato. L'obiettivo resta quello di contenere l'impatto del caro carburanti sugli automobilisti e gli effetti sull'inflazione.




Contattaci per maggiori informazioni