Lando Norris conquista il Gran Premio d'Olanda al termine di una gara movimentata, soprattutto nelle fasi iniziali, segnata dall'incidente di Verstappen e dalla bandiera rossa. L'inglese della McLaren precede le Mercedes di Kimi Antonelli e George Russell.
La gara cambia volto praticamente prima ancora di cominciare davvero. Norris parte bene dalla pole e mantiene il comando, ma alle sue spalle il pubblico olandese vive subito un piccolo dramma sportivo: Max Verstappen perde il controllo della Red Bull nell'ultima curva durante il primo giro, dopo essere passato sulla linea bianca ancora umida, e finisce violentemente contro le barriere. Il pilota esce senza conseguenze dalla monoposto, ma i danni e i detriti sparsi in pista costringono la direzione gara a esporre la bandiera rossa.
È un epilogo amaro per Verstappen davanti alla marea arancione di Zandvoort, proprio nel weekend destinato a chiudere, almeno per ora, la storia del Gran Premio d'Olanda nel calendario della Formula 1.
Quando la corsa riprende, Antonelli interpreta alla perfezione il nuovo via e sfrutta l'occasione alla prima curva, sorprende Norris e prende il comando. Una manovra decisa che permette al pilota della Mercedes di mettere subito qualche metro tra sé e la McLaren.
A quel punto la gara prende una piega molto diversa rispetto alla Sprint del sabato. In quella circostanza Norris aveva sofferto soprattutto con il posteriore nella seconda metà della corsa, fino a essere superato da Charles Leclerc. McLaren aveva però già reagito modificando il setup prima delle qualifiche, trovando un compromesso capace non soltanto di consegnargli la pole, ma soprattutto di preservare meglio le gomme sulla distanza.
È proprio questo aspetto a fare la differenza quando il Gran Premio entra nella sua fase decisiva. Antonelli continua a guidare, ma il vantaggio progressivamente si riduce. Norris torna negli scarichi della Mercedes e, nella parte finale della gara, si riprende la prima posizione, sfruttando un passo nettamente più efficace sulla gomma hard. Da quel momento non c'è più storia: la McLaren allunga e Norris può progressivamente costruire il margine che lo porterà fino alla bandiera a scacchi.
Quando sembra che le posizioni di vertice siano ormai stabilizzate, il ritiro della Haas di Esteban Ocon provoca una Virtual Safety Car a una quindicina di giri dal termine. È l'ultima occasione per cambiare le carte in tavola e diversi piloti tornano ai box.
Antonelli monta pneumatici più freschi e si ritrova alle spalle del compagno George Russell, rimasto invece sulla hard. Lo stesso fanno le Ferrari, che scelgono la soft per preparare un assalto finale. Con Hamilton e Leclerc in rapido avvicinamento, Mercedes evita di perdere tempo in una battaglia interna e scambia le posizioni tra Kimi e George. Kimi si mette così al sicuro e chiude secondo, mentre Russell deve sudarsi il terzo gradino del podio in difesa su Leclerc.
Per la Ferrari rimane la sensazione di un'occasione soltanto sfiorata. Lewis Hamilton termina quarto, mentre Charles Leclerc è quinto. Le due SF-26 arrivano quindi incollate alla Mercedes, ma senza riuscire a trasformare la superiorità della gomma soft nel sorpasso che avrebbe regalato almeno un podio alla Scuderia.
Resta comunque un fine settimana in cui la Ferrari ha confermato di poter stare nel gruppo di testa: Leclerc aveva già chiuso secondo nella Sprint, mentre Hamilton e il monegasco erano partiti rispettivamente dalla quinta e dalla sesta casella della griglia. In gara il passo c'è stato, ma la performance in qualifica ha influito moltissimo su un circuito dove i sorpassi sono davvero complicati.
Alle spalle dei primi sei c'è spazio per un buon risultato di Liam Lawson, settimo con la Red Bull nonostante una penalità di dieci secondi per un'infrazione sotto bandiera gialla.
Ottavo Nico Hulkenberg con l'Audi, davanti a Fernando Alonso, nono con l'Aston Martin. L'ultimo punto disponibile finisce nelle mani di Pierre Gasly, decimo con l'Alpine. Fuori dalla zona punti Tsunoda, Lindblad e Bortoleto. Oltre a Verstappen non vedono la bandiera a scacchi, tra gli altri, Ocon, Bearman, Stroll, Bottas e Albon.
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