Le tensioni in Medio Oriente continuano a far lievitare i
prezzi dei carburanti. Oggi, in
self-service sulla viabilità ordinaria, un litro di
benzina costa 1,997 euro, contro i 2,107 euro del
gasolio, in aumento rispettivamente di 0,003 e 0,008 euro. Solo il
diesel beneficia fino al 25 agosto del
taglio delle accise di 17 centesimi IVA inclusa: senza un nuovo intervento e a parità delle altre componenti del prezzo, dal 26 agosto il listino potrebbe teoricamente salire a 2,277 euro.
Le strategie del governo e i vincoli europei
Quale strategia adotterà l'esecutivo? Per ora non è trapelato nulla. Di certo, il governo non può sfruttare la flessibilità sui conti concessa dall'
Unione Europea per ridurre le
accise sul gasolio: la misura europea è destinata a investimenti capaci di rafforzare la sicurezza energetica e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, non a sovvenzionarne il consumo. Tra gli interventi ammissibili rientrano anche nuove
colonnine di ricarica per le
auto elettriche.
Il nodo delle risorse e i vincoli di bilancio
La coperta finanziaria, però, resta corta. Il nodo risiede nella
sostenibilità economica della misura: sterilizzare i
rincari energetici azzerando o riducendo temporaneamente le accise richiede ingenti
risorse pubbliche, che devono essere reperite senza compromettere i
conti pubblici e nel rispetto dei
vincoli di bilancio europei.