Il regolamento 2026/1738 interessa dai 10 ai 12 milioni di veicoli che ogni anno giungono a fine vita e vengono smaltiti come rifiuti. Nonostante siano fonte di materie preziose, spesso non vengono trattati correttamente e si trasformano spesso in grossi problemi ambientali. Al contrario, l'economia europea potrebbe recuperare, riutilizzare e riciclare milioni di tonnellate di materiali come acciaio, alluminio, rame e plastica.
Il regolamento è quindi stato definito per migliorare la sicurezza degli approvvigionamenti, ridurre la dipendenza dalle materie prime vergini, creare nuove opportunità commerciali per l'intera industria, favorire la collaborazione tra produttori, demolitori e riciclatori e ridurre sprechi e impatto ambientale.
I produttori dovranno, per esempio, fornire istruzioni chiare e dettagliate per la rimozione e la sostituzione dei componenti sia durante l'utilizzo che a fine vita, garantendo una più agevole demolizione dei veicoli. Le nuove regole, infatti, incoraggiano una progettazione che faciliti lo smontaggio, il riutilizzo, il riciclo e il recupero.
Il regolamento introduce anche i primi obiettivi obbligatori in Europa per il contenuto di plastica riciclata nei veicoli, al fine di stimolarne la domanda: la percentuale di plastica riciclata dovrà arrivare al 15% entro il 2032 e al 25% per il 2036. Inoltre, la Commissione Ue stabilirà specifici obiettivi di contenuto riciclato per acciaio e alluminio, che dovrebbero applicarsi a partire dal 2033.
Le misure che incoraggiano il riutilizzo, la rigenerazione e il ricondizionamento aumenteranno la disponibilità di ricambi usati. Il rafforzamento della responsabilità del produttore dovrebbe assicurare un adeguato finanziamento delle attività di trattamento dei rifiuti e promuovere un riciclo di qualità superiore. Inoltre, il regolamento vieta l'esportazione di veicoli a fine vita: solo le auto idonee alla circolazione potranno essere spedite al di fuori dell'Ue.