La Formula 1 arriva all'Hungaroring per l'ultima gara che precede l'ormai consueta pausa di agosto. A meno di una settimana dal Gran Premio del Belgio, il Circus si trasferisce alle porte di Budapest per l'undicesimo appuntamento stagionale, il Gran Premio d'Ungheria.
Sul tracciato magiaro cambia completamente lo scenario tecnico rispetto a domenica scorsa. Dopo i lunghi rettilinei e le curve velocissime di Spa-Francorchamps, le monoposto dovranno affrontare un circuito tortuoso, con velocità più basse e una forte richiesta di carico aerodinamico. Un contesto che potrebbe contenere - almeno in parte - il vantaggio mostrato finora dalla Mercedes e riportare Ferrari e McLaren più vicine al riferimento della stagione.
Andrea Kimi Antonelli si presenta in Ungheria con 204 punti e un vantaggio di 45 lunghezze su Lewis Hamilton, secondo a quota 159. George Russell, fermato in Belgio dal contatto al primo giro con lo stesso Hamilton, occupa la terza posizione con 154 punti. Seguono Charles Leclerc a 126, Lando Norris a 103, Oscar Piastri a 92 e Max Verstappen a 91.
La classifica costruttori fotografa ancora più chiaramente la superiorità della Mercedes che conduce con 358 punti, 73 in più della Ferrari, seconda a quota 285. La McLaren è più distante, con 195 punti, mentre la Red Bull ne ha raccolti 151. Dietro le prime quattro, Alpine e Racing Bulls sono appaiate a 61.
La Mercedes ha vinto otto delle prime dieci gare del 2026, lasciando alla Ferrari gli altri due successi. Antonelli, reduce dalla vittoria ottenuta a Spa davanti a Leclerc e Verstappen, resta quindi il pilota da battere. L'Hungaroring potrebbe però offrire una distribuzione dei valori diversa, perché il contributo della power unit sarà meno determinante rispetto al Belgio e conteranno maggiormente l'efficienza aerodinamica, la stabilità in frenata e la capacità di generare trazione. Vero, dicevamo le stesse cose a Monaco, ma conta molto l'esecuzione e in quell'occasione Antonelli fu semplicemente perfetto.
Il circuito dell'Hungaroring misura 4,381 chilometri e presenta 14 curve. La gara si disputa sulla distanza di 70 giri, per un totale di 306,63 chilometri. La conformazione della pista lascia poco spazio ai sorpassi. Il rettilineo principale e la successiva discesa verso curva 2 rappresentano le occasioni più concrete, mentre nella parte centrale del giro le curve si susseguono senza concedere tempo per preparare un attacco. La posizione in pista sarà quindi fondamentale e renderà particolarmente importante la qualifica del sabato.
Le monoposto utilizzeranno configurazioni ad altissimo carico aerodinamico, abbinate a sospensioni relativamente morbide per migliorare l'inserimento nelle curve lente e assorbire i cordoli. Un'altra variabile determinante sarà la trazione: riuscire a scaricare correttamente la potenza in uscita dalle curve più lente permetterà di difendersi e attaccare nei pochi tratti favorevoli.
La Pirelli ha scelto le mescole C3, C4 e C5. L'asfalto poco abrasivo e i carichi relativamente contenuti rendono l'Hungaroring una pista non particolarmente severa per gli pneumatici dal punto di vista dell'usura meccanica. Il problema principale sarà il surriscaldamento, favorito dalle alte temperature ambientali, dalla successione continua delle curve e dalla scarsità di rettilinei sufficientemente lunghi per raffreddare le gomme.
Il Cavallino arriva a Budapest dopo due weekend particolarmente convincenti. Charles Leclerc ha vinto a Silverstone e ha sfiorato il successo in Belgio, chiudendo secondo a meno di due secondi da Antonelli. Lewis Hamilton ha accompagnato questi risultati con un terzo e un quarto posto, confermando i progressi compiuti dalla SF-26 nelle ultime gare.
L'Hungaroring dovrebbe adattarsi meglio alle caratteristiche della monoposto di Maranello rispetto alle piste maggiormente sensibili alla potenza del motore. La SF-26 ha mostrato un telaio efficace e una buona capacità di generare carico, elementi che potrebbero permettere a Leclerc e Hamilton di mettere sotto pressione le Mercedes.
Per l'Ungheria è stata preparata una configurazione ad alto carico dell'ala posteriore ribaltabile. Sul bordo d'uscita del flap superiore compaiono le piccole estensioni, definite “hanger flap”, già introdotte dalla Mercedes sulla W17. La soluzione serve a rendere più aggressiva la configurazione della Ferrari nelle curve lente e a media velocità, aumentando il carico senza rinunciare completamente all'efficienza quando l'ala viene aperta.
La McLaren affronta una situazione diversa. Dopo aver conquistato entrambi i titoli nel 2025, la squadra di Woking non ha ancora vinto una gara nel 2026 e occupa la terza posizione nel Mondiale costruttori, a 163 punti dalla Mercedes.
Per provare a invertire la tendenza, all'Hungaroring debutterà un importante pacchetto destinato alle piste lente. La novità principale sarà un fondo completamente rivisto, accompagnato da altri componenti aerodinamici che verranno valutati durante le prime due sessioni di prove libere. Il materiale è già stato analizzato in galleria del vento e al simulatore, ma il venerdì ungherese servirà a verificare la correlazione con la pista.
McLaren proverà anche una versione evoluta dell'ala posteriore ribaltabile, seguendo un concetto già utilizzato da Ferrari e Red Bull. Il componente sarà sperimentato durante le Libere 1, ma il suo debutto in gara dovrebbe avvenire soltanto a Monza. La squadra dovrà innanzitutto comprenderne il funzionamento e verificare affidabilità, deformazioni e comportamento nelle diverse configurazioni aerodinamiche.
Una parte del lavoro sarà affidata a Leonardo Fornaroli, che guiderà la monoposto di Oscar Piastri nella prima sessione del venerdì. Per il pilota italiano sarà la seconda partecipazione stagionale a un turno ufficiale, dopo l'esordio nelle Libere 1 del Gran Premio di Catalogna.
La novità più interessante del fine settimana arriverà dal box Aston Martin. Dopo avere trascorso la prima parte della stagione senza introdurre veri pacchetti di sviluppo, la squadra porterà in Ungheria una AMR26 profondamente rivista. Non si tratta formalmente di una monoposto completamente nuova, ma l'entità degli interventi permette di considerarla una vera versione B.
La vettura è stata alleggerita nel telaio e nella scatola del cambio. La riduzione di peso ha richiesto una nuova omologazione e ulteriori crash test, con l'obiettivo di avvicinarsi al limite minimo previsto dal regolamento. Cambieranno inoltre il muso, l'ala anteriore, il fondo, le superfici aerodinamiche, parte della carrozzeria e alcuni elementi della sospensione posteriore. La sospensione anteriore e l'architettura fondamentale del telaio resteranno invece invariate.
Le fiancate conserveranno il sottosquadro molto pronunciato, mentre la presa d'aria superiore sarà più piccola e lavorerà insieme a un canale inferiore più esteso. Anche il fondo è stato riprogettato per aumentare il carico aerodinamico, una delle principali carenze emerse sulla AMR26 utilizzata nelle prime dieci gare. Nel retrotreno arriveranno una nuova ala e una diversa disposizione di alcuni elementi della sospensione, senza però abbandonare i concetti più estremi scelti da Adrian Newey.
L'obiettivo iniziale sarà tornare a competere con il gruppo di centro classifica e avvicinarsi alla zona punti, non certo raggiungere immediatamente i top team. Il pacchetto completo sarà valutabile solamente dopo la pausa estiva. Honda introdurrà infatti un aggiornamento della power unit in occasione del Gran Premio d'Olanda. Soltanto combinando il nuovo telaio con il motore evoluto sarà possibile comprendere quanto Aston Martin abbia realmente recuperato.
Venerdì 24 luglio
Prove Libere 1 alle 13.30 in diretta esclusiva su Sky Sport F1
Prove Libere 2 alle 17.00 in diretta esclusiva su Sky Sport F1
Sabato 25 luglio
Prove Libere 3 alle 12.30 in diretta esclusiva su Sky Sport F1
Qualifiche alle 16.00 su Sky Sport F1, differita TV8 alle 18.30
Domenica 26 luglio
Gara, partenza alle 15 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 18.00