Più colonnine che mai, ma l'Italia resta indietro sulle elettriche


Data inizio: 22-07-2026 - Data Fine: 22-09-2026


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Motus-E ha pubblicato il report trimestrale sulla crescita dell'infrastruttura di ricarica per le auto elettriche in Italia. Stando ai dati dell'associazione dei principali operatori del settore, nel secondo trimestre del 2026 sono stati installati 6.311 nuovi punti di ricarica, che portano il totale a 84.564 (+17.003 negli ultimi 12 mesi): un nuovo record, sia sul trimestre sia sui dodici mesi. "La crescita record della rete di ricarica è un'ottima notizia per l'Italia e per gli italiani e dimostra che il Paese può essere all'altezza di una delle più importanti partite industriali della nostra epoca", commenta il presidente di Motus-E, Fabio Pressi. "Ma la rete non può continuare a crescere da sola: non è più rinviabile un'azione decisa per colmare il ritardo italiano nella diffusione dei veicoli elettrici".

Continua la crescita delle HPC

Tra le colonnine di nuova posa continuano a crescere quelle ad alta e altissima potenza: più della metà di quelle installate nell'ultimo anno è di questo tipo (53%, nel 2025 erano il 50%). Aumenta anche la disponibilità di stalli di ricarica lungo le autostrade, dove le colonnine sono ormai 1.516 (contro le 1.159 di giugno 2025 e le 963 di giugno 2024): l'86% è in corrente continua e il 59% supera i 150 kW. Stando a quanto riferisce Motus-E, oltre la metà delle aree di servizio mette a disposizione punti di ricarica.

La classifica per regioni

Per quanto riguarda la dislocazione sul territorio nazionale, la regione con più colonnine rimane la Lombardia (18.177, +4.414 negli ultimi 12 mesi), seguita da Piemonte (9.003, +2.442), Veneto (8.122, +1.946), Lazio (7.864, +722) ed Emilia-Romagna (6.713, +1.431). Tra le province, Milano è prima con 7.423 punti (+2.819), davanti a Roma (6.109, +465), Torino (4.498, +1.535), Napoli (3.470, +378) e Brescia (2.489, +597).

Sempre meno colonnine "spente"

In calo il tasso di postazioni installate ma ancora in attesa di connessione: dal 14,9% del 2025 si scende al 12,3%. "Un progresso che non può oscurare la necessità di alleggerire le procedure di autorizzazione e di continuare a lavorare per ridurre le tempistiche di connessione", osserva Motus-E.


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