È una storia poco conosciuta, quella della Fiat in Brasile. Che ci è arrivata nel 1976 e non ha intenzione di andarsene. Qui i piani per il futuro sono chiari: investimenti miliardari, nuovi modelli condivisi con altre regioni (vedi l'Argo X appena annunciata) e una strategia pensata per proseguire una crescita che sembra inarrestabile.
Durante i festeggiamenti per i 50 anni di Fiat in Brasile, nella fabbrica di Betim (la prima, inaugurata da Gianni Agnelli negli anni Settanta) sono stati riportati alcuni numeri impressionanti: 18 milioni di vetture prodotte, 19 milioni di motori, una capacità installata di 650 mila veicoli all'anno e una leadership di mercato che dura da cinque anni consecutivi. Senza dimenticare due dati che raccontano meglio di ogni altro quanto i brasiliani amino il marchio torinese: qui un'auto nuova su cinque è una Fiat e, considerando soltanto i pick-up, uno su due porta il logo del costruttore italiano.
Tutte le massime cariche di Stellantis erano presenti all'evento celebrativo tenutosi all'interno del nuovo centro crash test della fabbrica di Betim. Le celebrazioni sono poi proseguite allo stadio Mineirão di Belo Horizonte con una festa dedicata a dipendenti e clienti, arricchita dalla partecipazione di star della musica brasiliana e dal più grande spettacolo di droni mai realizzato in Sud America.
Da John Elkann ad Antonio Filosa, passando per Olivier François ed Emanuele Cappellano, tutti hanno sottolineato il forte legame con il Brasile. Per fare due esempi, il presidente del gruppo vi ha trascorso cinque anni della propria infanzia, mentre il nuovo amministratore delegato ha creato qui la sua famiglia. È un Paese speciale per Fiat: il Brasile rappresenta una sorta di seconda casa per il Lingotto e oggi è il mercato più importante a livello globale. Dall'inizio dell'anno sono state vendute 270.955 nuove Fiat, un volume paragonabile a quello registrato dal marchio in Europa nello stesso periodo.
"La nascita di questo stabilimento - ha dichiarato il presidente di Stellantis, John Elkann - fu resa possibile dalla visione e dall'entusiasmo di mio nonno, Gianni Agnelli, che seppe vedere nel Minas Gerais, e più in generale nel Brasile, ciò che molti altri ancora non riuscivano a vedere. Fiat era un'azienda italiana con l'ambizione di diventare un protagonista globale. Il Brasile era un mercato giovane, ricco di potenzialità. Questo stabilimento è il luogo in cui queste ambizioni si sono incontrate. E ciò che abbiamo costruito insieme ha superato ogni aspettativa.
Dopo aver investito 7 miliardi di reais per modernizzare questo stabilimento nell'ultimo decennio, e altri 8,5 miliardi per aumentarne la capacità produttiva e sviluppare nuovi motori e nuovi prodotti, oggi siamo nel pieno del più grande ciclo di investimenti della storia di Betim: 14 miliardi di reais entro il 2030, la quota più consistente dei 32 miliardi di reais che Stellantis investirà in Sud America. Siamo qui per restare".
E del futuro della Fiat ha parlato anche Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis: "C'è anche qualcosa di speciale nel rapporto tra Fiat e il Brasile. Pochi marchi possono dire di essere cresciuti insieme a un Paese come Fiat è cresciuta insieme al Brasile. E pochi marchi sono stati così presenti nella vita di milioni di famiglie.
Questa storia ci riempie di orgoglio. Ma ci ispira anche a guardare al futuro. A maggio abbiamo presentato il nostro nuovo piano strategico, FaSTLAne 2030. Uno dei suoi pilastri è rafforzare ulteriormente le nostre regioni, portando le decisioni sempre più vicino ai clienti, con rapidità ed efficienza. In questa visione, il Sud America svolge un ruolo fondamentale, con il Brasile a fare da guida. Continueremo a investire, innovare e dimostrare la forza di Fiat e Stellantis".
In un evento così importante per Fiat, non poteva mancare l'intervento di Olivier François, amministratore delegato del marchio: "Fiat è il marchio più profondamente umano che abbiamo e parlerà sempre con una voce umana, autentica. Nessun altro costruttore automobilistico è così vicino alle persone. Nessun altro brand comprende meglio le loro esigenze, al momento giusto e nel modo giusto. Questo, in un certo senso, è il nostro superpotere.
Spesso lo chiamano ingegno italiano. Qui Fiat è mezza italiana e mezza brasiliana: una combinazione fantastica. L'Italia offre l'ingegno, il pensiero laterale, l'arte di fare di più con meno. E, naturalmente, aggiunge quel tocco di design. Il Brasile ci mette invece la ginga: energia, ottimismo, calore, colore, spontaneità e gioia".
Una combinazione unica che, negli ultimi cinquant'anni, ha portato alla nascita di modelli entrati nella storia del Paese. Dalla prima Fiat 147 alla Uno, che ha motorizzato il Brasile un po' come ha fatto in Italia un'icona come la 500.