Prime defezioni al Salone di Parigi: BMW rinuncia per ragioni economiche


Data inizio: 21-07-2026 - Data Fine: 21-09-2026


Foto (1)

Arriva una prima rinuncia importante, e per certi versi sorprendente, al prossimo Salone dell'Auto di Parigi, in programma dal 13 al 18 ottobre. Il gruppo BMW ha comunicato la decisione di non partecipare alla kermesse con il marchio omonimo e Mini, nonostante a gennaio avesse confermato la propria presenza.

La retromarcia sarebbe legata soprattutto a ragioni economiche e non certo alla mancanza di novità: il costruttore bavarese ha infatti numerosi modelli da presentare al pubblico, dai primi esemplari della piattaforma Neue Klasse (i3 e iX3) alla nuova X5, fino all'ultima generazione della Serie 7. Tuttavia, le recenti difficoltà operative, culminate a metà giugno con il lancio di un profit warning (allarme sugli utili annuali), hanno spinto il gruppo a rivedere alcune delle proprie scelte di marketing.

Una rinuncia per ragioni economiche

Una scelta dettata dai costi

"Abbiamo ridefinito le priorità di tutte le nostre attività. Questa iniziativa fa seguito all'avvertimento sui profitti emesso un mese fa. Pertanto, è stata presa la decisione di non partecipare al Salone dell'Auto di Parigi. Tuttavia, si tratta di una decisione valida solo per quest'anno: non stiamo mettendo in discussione la nostra partecipazione ad altre fiere", ha spiegato un portavoce.

A determinare il profit warning hanno contribuito diversi fattori negativi, tra cui un peggioramento delle prospettive commerciali annuali. Nel primo semestre il gruppo ha registrato un calo delle vendite globali del 4,2%, a 1,15 milioni di unità, soprattutto a causa dell'andamento del mercato cinese. Il -20,4% accusato nel Paese asiatico ha infatti annullato le crescite ottenute in Europa (+5,4%) e negli Stati Uniti (+3,9%). Per i prossimi mesi, inoltre, non sembrano emergere segnali concreti di ripresa. A questo si aggiunge l'incertezza macroeconomica alimentata dal conflitto in Medio Oriente.

Focus su altri mercati

BMW non ha comunque escluso la partecipazione ad altre manifestazioni, soprattutto nelle aree dove potrebbe essere necessario garantire un maggior supporto alle attività commerciali rispetto alla Francia. Sul mercato transalpino il gruppo può contare su una quota stabile intorno al 5% e, nel primo semestre, ha visto il marchio BMW crescere dello 0,5% e Mini del 9,6%.




Contattaci per maggiori informazioni