Cappellano (Stellantis): il Made in EU è cruciale, ma servono criteri chiari


Data inizio: 14-07-2026 - Data Fine: 14-09-2026


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Emanuele Cappellano, responsabile delle attività europee di Stellantis, è tornato a sottolineare la posizione del suo gruppo sui principi del "Made in EU". Secondo il manager, il trattamento preferenziale da accordare alle produzioni europee può diventare "un importante strumento di politica industriale europea", per restituire "competitività" all'industria e "favorire la filiera", ma a precise condizioni: "criteri chiari e non tali da introdurre ulteriori ostacoli od oneri per il settore", "un'impostazione corretta e un'applicazione rigorosa". In caso contrario, rischia di "rivelarsi inutile, se non addirittura controproducente".

La posizione del gruppo, condivisa di recente con Volkswagen e Renault, è articolata su alcune direttrici di riferimento, a partire dai requisiti: Cappellano ricorda la necessità di "favorire le aziende che producono nell'Ue almeno il 70% di vetture vendute all'interno dei suoi confini, con almeno il 70% di contenuto locale europeo".  E poi, "il perimetro applicativo va limitato ai 27 Stati Membri, in modo da proteggere industria e consumatori europei". In terzo luogo, il “Made in EU” deve includere "tutto il valore aggiunto - design, ricerca e sviluppo, ingegneria e componentistica - e non limitarsi all'assemblaggio". Inoltre, "le filiere strategiche servono requisiti realistici rispetto allo stato dell'industria europea", in particolare, nella produzione delle batterie, "per cui pensiamo sia sostenibile prevedere un obbligo di produzione locale a partire dal 2030".

Infine, è necessario evitare nuovi oneri, magari tramite un "approccio adeguatamente premiale". A tal proposito, Cappellano ha menzionato alcune misure già previste dal Pacchetto Automotive, come i super-crediti sulle emissioni di CO2 delle e-Car. 

"Le Norme UE penalizzano l'industria"

Detto questo, Cappellano non ha mancato di ribadire le critiche agli attuali regolamenti europei, accusati di "scarsa aderenza alla realtà di un mercato in profonda trasformazione" e quindi penalizzanti per l'intera industria e in particolare per i veicoli commerciali leggeri e le auto piccole. Per i primi servono "un approccio dedicato" e non equiparato con le vetture, una maggiore gradualità, obiettivi realistici e piena flessibilità, mentre per le seconde "sono necessarie norme che le possano davvero valorizzare". È il caso dei super crediti per le piccole elettriche, "uno strumento fondamentale per favorire una transizione più rapida e sostenibile". "Infine, per favorire investimenti e produzioni su larga scala e mantenere prezzi di acquisto accessibili, è importante 'congelare' la regolamentazione per almeno 10 anni", ha aggiunto il manager.

Del resto, il settore automotive è già alle prese con "profonde criticità strutturali": dai tre milioni di volumi persi rispetto al 2019 a una concorrenza cinese, che ha già superato il 10% in Europa e "può contare su un contesto e su condizioni competitive difficilmente replicabili nel nostro Continente". "Ciò significa che per le aziende automobilistiche europee la contrazione di mercato non si limita ai 3 milioni di vetture già perse ma va ben oltre, attestandosi attorno ai 4,5/5 milioni di unità", ha proseguito Castellano, ricordando l'obiettivo di Stellantis di "governare questo contesto" e di "riconquistare spazio di mercato", anche con 50 novità nei prossimi 5 anni: 25 nuovi modelli e 25 aggiornamenti". 

"Abbiamo raggiunto e, in parte, superato il Piano Italia"

Ovviamente, l'intervento del dirigente ha riguardato anche le attività italiane. Gli "ambiziosi obiettivi" del Piano Italia sono stati "in gran parte raggiunti e, in alcuni casi, superati", malgrado gli oneri prodotti dal "difficile contesto operativo". Stellantis, però, ha già messo in atto una nuova strategia, e ha registrato "risultati concreti" anche in Italia: immatricolazioni in crescita di quasi il 7% nel primo semestre (+16% inludendo il contributo di Leapmotor); la Pandina sempre al vertice delle auto più vendute, Fiat Professional al vertice dei veicoli commerciali, volumi produttivi in aumento del 14%, minor ricorso agli ammortizzatori sociali e un miglioramento dei rapporti con l'intera filiera.

"Continueremo a portare avanti" il Piano "con il lancio di nuovi prodotti, la rinnovata centralità dei nostri stabilimenti, investimenti strategici nell'innovazione e una collaborazione sempre più stretta con i fornitori", ha proseguito il responsabile delle attività europee, non senza chiedere a tutta la filiera il sostegno alla richiesta "alla Commissione europea di essere annoverati tra i cosiddetti settori energivori". "Allo stesso modo, il vostro sostegno sui territori sarebbe cruciale per permettere ai nostri progetti sul fotovoltaico e sulle biomasse di avanzare più rapidamente", ha aggiunto.

Infine, non è mancata una considerazione sul recente Dpcm Automotive. Per Cappellano "va nella giusta direzione sia sul fronte dei contributi per l'innovazione e l'industrializzazione che su quello degli incentivi all'acquisto di veicoli". "Credo, infatti, sia davvero importante lavorare per rendere più attraente e più semplice investire in Italia, così come aiutare le famiglie ad acquistare nuovi veicoli. Ancor meglio – lasciatemelo dire – se prodotti in Europa. Ad esempio, dall'introduzione di incentivi per l'acquisto di auto piccole potrebbero trarre beneficio tanto le famiglie e l'industria italiana quanto l'ambiente", ha concluso il manager, auspicando che "tutti i protagonisti" del Tavolo "continuino a offrire il loro supporto per il bene dell'industria automobilistica italiana".




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