Quello che stupisce delle indiscrezioni di Les Echos (che non hanno ricevuto commenti da parte degli interessati) è semmai quanto la BYD abbia alzato l'asticella delle sue ambizioni e quanto sia stata insistente con la Losanga, una realtà più piccola di colossi del calibro di Volkswagen e della stessa Stellantis, ma con un passato di tutto rispetto: è pur sempre uno dei grandi nomi dell'industria dell'auto europea.
Il primo tentativo risalirebbe a circa due anni fa, quando il timone della Renault era saldamente nelle mani di Luca de Meo e l'azienda francese era nel pieno delle trattative con un altro costruttore cinese, Geely, per ampliare l'alleanza avviata nel 2022 con la joint venture per i motori Horse. Il colosso di Shenzhen non puntava a un accordo di collaborazione su produzione o sviluppo, ma voleva diventare azionista della società di Boulogne-Billancourt. All'epoca, però, Renault non voleva concludere alcun accordo che riguardasse l'Europa perché stava concentrando le sue attenzioni proprio su Geely: nel novembre del 2025 è stato perfezionato l'accordo per replicare in Brasile l'operazione conclusa pochi anni prima per la Corea del Sud.
Il secondo approccio risalirebbe proprio allo scorso autunno e sarebbe avvenuto in seguito a un incontro tra Li e il presidente francese Emmanuel Macron. È bene ricordare che Parigi detiene il 15% circa del capitale della Renault e il 30% dei diritti di voto, e ha quindi un peso dirimente nelle strategie della Losanga. In quel caso, BYD avrebbe proposto un accordo ad ampio spettro per condividere tecnologie, impianti e altro ancora. L'intesa avrebbe consentito a Renault di accedere alla tecnologia dei cinesi per i veicoli elettrici e plug-in e alla produzione di batterie. In cambio, Shenzhen avrebbe ottenuto parte della capacità produttiva degli stabilimenti europei della Losanga. Anche questo tentativo si sarebbe concluso con un nulla di fatto.