È destinata alle
piccole e medie imprese che acquisteranno veicoli commerciali o industriali medioleggeri la fetta più grande degli incentivi previsti dal
Dpcm Automotive appena varato, con bonus da 2.000 a 20.000 euro a seconda del peso e dell'alimentazione del mezzo, oltre che alla rottamazione o meno di veicoli della stessa categoria.
Le quattro fasce che hanno diritto ai contributi statali
Il decreto del presidente del consiglio che ha appena superato il vaglio della Corte dei Conti vale complessivamente 1,35 miliardi di euro da adesso al 2030, ma il grosso spetta alla filiera produttiva e distributiva. Fra i fondi destinati a privati e piccola e media impresa, i veicoli per trasporto leggero si aggiudicano 180 milioni, con bonus differenziati come segue:
1) Massa totale fino a 1.49 tonnellate: 2.000 euro per veicoli termici (solo con rottamazione); 4.000 euro per veicoli elettrici (con rottamazione) o 2.000 euro (senza rottamazione)
2) Massa totale da 1,5 a 2,39 tonnellate: 3.000 euro per veicoli termici (solo con rottamazione); 8.000 euro per veicoli elettrici (con rottamazione) o 4.500 euro (senza rottamazione)
3) Massa totale da 2,4 a 3,49 tonnellate: 4.500 euro per veicoli termici (solo con rottamazione); 14.000 euro per veicoli elettrici (con rottamazione) o 10.000 euro (senza rottamazione)
4) Massa totale da 3,5 a 4,24 tonnellate: 8.000 euro per veicoli termici (solo con rottamazione); 18.000 euro per veicoli elettrici (con rottamazione) o 14.000 euro (senza rottamazione)
5) Massa totale da 4,25 a 7,2 tonnellate: 10.000 euro per veicoli termici (solo con rottamazione); 20.000 euro per veicoli elettrici (con rottamazione) o 16.000 euro (senza rottamazione).
Anche i piccoli camion beneficiano del bonus
Da notare che la prima categoria include anche i modelli più compatti della categoria
autocarri (N1), comprese le
van derivate da autovetture; la quarta, inoltre, accorpa gli autocarri (sempre categoria N1) sulla soglia del
limite massimo di massa (3,5 t) ammesso per la guida da parte di conducenti con
patente B con i più leggeri dei veicoli industriali
(categoria N2), che richiedono la patente C, salvo la deroga per i modelli elettrici, per i quali è consentita la guida con patente B
fino a 4,25 t. Proprio da quest'ultima soglia parte l'ultima categoria, che si spinge fino a 7,2 t, di fatto nel segmento dei veicoli industriali medioleggeri come l'Iveco Daily 72.
Vanno tenuti per almeno due anni
Il decreto precisa che il nuovo veicolo “deve essere intestato al soggetto beneficiario del contributo e la cui proprietà deve essere mantenuta per almeno 24 mesi”. Inoltre, i contributi sono riconosciuti
anche alle società di noleggio, “previa presentazione al concessionario di un ordine finalizzato alla stipula di un contratto di noleggio, di durata
non inferiore a tre anni, sottoscritto con una Pmi esercente attività di trasporto di cose in conto proprio o in conto terzi”. La società di noleggio è tenuta a concedere alla locataria uno
sconto obbligatorio pari al contributo ottenuto da ripartire sui canoni mensili dovuti dall'azienda che noleggia il veicolo.