Come detto, ad alimentare le speculazioni è stata la sottoscrizione di un accordo per cedere a Bain Capital il 51% di Everllence, la ex MAN Energy Solutions specializzata nella produzione di grandi motori diesel per navi, turbine per il settore energetico e altre soluzioni industriali. L'operazione, che una volta completata dovrebbe portare Wolfsburg a incassare circa 7,4 miliardi di euro, è stata spiegata con la volontà del costruttore di rafforzare significativamente la propria posizione finanziaria e, al contempo, di razionalizzare il proprio portafoglio di investimenti.
In altre parole, la cessione, da tempo sul tavolo del management e capace di attrarre l'interesse di numerosi investitori (Bain ha battuto la concorrenza di altri fondi come CVC ed EQT), è l'ennesima prova di una strategia di ridimensionamento del perimetro operativo del gruppo Volkswagen. Tutto estremamente positivo. Peccato che, dopo 48 ore, il costruttore sia finito nel tritacarne delle polemiche per le indiscrezioni su un possibile piano per tagliare 100 mila dipendenti, ossia un sesto dell'attuale forza lavoro, e chiudere altri quattro impianti in Germania, oltre a quelli già destinati alla dismissione in forza dell'ormai famoso accordo di Natale del 2024 sottoscritto con i rappresentanti dei lavoratori.
La cessione, le indiscrezioni sul piano di tagli e le continue dichiarazioni del management sulla necessità di nuove misure di efficientamento e ristrutturazione hanno quindi fatto da detonatore per le speculazioni borsistiche. Del resto, i vertici non hanno mai fatto mistero della possibilità di cedere asset considerati non più strategici, come partecipazioni nelle divisioni per le batterie PowerCo e per la guida autonoma ADMT (Autonomous Driving Mobility & Transport). Inoltre, negli ultimi mesi sono state già vendute azioni della controllata dei camion Traton.
Insomma, Wolfsburg sta cercando qualsiasi modo per trovare risorse da destinare al possibile piano di ristrutturazione (destinato a generare oneri consistenti, per cui è necessario individuare adeguate coperture) e soprattutto agli investimenti per il futuro. Ecco perché l'ipotesi di una cessione di Ducati o Lamborghini non sarebbe peregrina, pur non essendo ancora del tutto concreta. Il Financial Times riporta il pensiero di alcuni consulenti che hanno lavorato all'operazione Everllence: a loro avviso, il successo dell'asta, caratterizzato da continui rilanci e da una forte competizione tra i partecipanti, è un buon viatico per altre dismissioni.
In poche parole, si spera che recenti e non meglio precisate proposte di acquisto per Ducati (un'ipotesi già emersa nel 2017 e poi bloccata dai sindacati tedeschi) oppure di quotazione per Lamborghini trovino terreno fertile ai piani alti di Wolfsburg.
Per alcuni analisti, però, le probabilità di realizzazione di operazioni del genere sono per ora basse, anche considerando che altre potenziali operazioni, come la cessione di PowerCo, rischiano di rivelarsi tutt'altro che redditizie.
A ogni modo, nulla è da escludere. Non a caso si parla anche di valutazioni in corso sul marchio americano Scout: Volkswagen starebbe già portando avanti uno studio di fattibilità per attrarre investitori esterni. Inoltre, il responsabile Scott Keogh ha di recente rivelato come un'opzione di valorizzazione sia rappresentata dalla quotazione in Borsa. Una cosa è certa: a Wolfsburg qualcosa bolle in pentola. Per avere maggiori dettagli non bisognerà aspettare molto tempo: l'amministratore delegato Oliver Blume dovrebbe presentare i suoi piani al consiglio di sorveglianza già nelle prossime settimane.