Si è chiusa la quinta edizione del
MIMO Milano Monza Motor Show, che ancora una volta ha trasformato l'
Autodromo di Monza in un grande punto d'incontro per appassionati dell'automobile. Al di là delle vetture da sogno e dello spettacolo, quello che colpisce è il pubblico: persone diverse, accomunate dalla voglia di vivere l'auto da vicino, in un momento storico in cui il settore continua a mutare a una velocità impressionante. Perché MIMO non è soltanto una vetrina di modelli esclusivi, è un luogo in cui convivono mondi molto diversi tra loro: da una parte le hypercar da oltre duemila cavalli, come la
Giamaro Krafla, dall'altra le nuove proposte di mobilità dei costruttori, le tecnologie elettrificate e persino l'
intelligenza artificiale. Il filo conduttore, però, resta sempre lo stesso: la curiosità verso il futuro dell'automobile.
Tra artigianalità e pezzi da 90
Tra gli spazi più interessanti quello di
ARES Atelier, che ha confermato la propria capacità di coniugare artigianalità e design esponendo alcune delle sue creazioni. Poco distante,
BRS Motorsport ha richiamato gli appassionati con una selezione di vetture per nulla scontata: dalla
Ferrari 458 Speciale Aperta alla
Porsche 911 GT3 Manthey, passando per “mamma e figlia” con una
Alpine A110 1.6 e una moderna
A110 R. Tra le anteprime, una menzione speciale merita la
55-SGT, protagonista della giornata inaugurale, e che abbiamo anche avuto l'occasione di provare durante
Ignition, la festa per i 70 anni di Quattroruote: un omaggio (con contenuti tecnici di prim'ordine) alla leggendaria 155 V6 Ti che dal '93 al '96 “disturbò” le case tedesche a casa loro, nel campionato DTM.
Tra test drive e sensibilizzazione
All'interno dei box dell'Autodromo si sono alternate le novità di
Changan,
Chery,
Omoda & Jaecoo,
Mercedes-Benz,
Tesla e molti altri, mentre il pubblico ha potuto salire a bordo delle vetture nei test drive. Un modo concreto per avvicinare il pubblico alle tecnologie che, nel giro di pochi anni, entreranno nella quotidianità di milioni di automobilisti. E sempre di quotidianità si è parlato allo stand
Cybex, dove è stato affrontato il tema della sicurezza dei più piccoli.
Giro d'onore
Fuori dai box, invece, è stata la pista a prendersi la scena. Le
Supercar Parade hanno riportato, come da tradizione, centinaia di vetture sportive sulle sopraelevate e sul tracciato dell'Autodromo, mentre le competizioni della domenica, dal
GT3isti Challenge alla
Speed Cup, hanno ribadito il legame tra il MIMO e il motorsport.
L'auto è sempre la protagonista
Quella che resta, alla fine, è una sensazione già emersa nelle edizioni precedenti: l'automobile continua a suscitare interesse, anche in un periodo in cui il dibattito pubblico la mette spesso al centro di polemiche e trasformazioni. Cambiano le
alimentazioni, i
costruttori e i
linguaggi. Non cambia, però, la voglia delle persone di vedere, ascoltare e capire da vicino un oggetto che per molti continua a rappresentare
molto più di un semplice mezzo di trasporto. A ricordarlo è stato anche un incontro casuale tra i paddock. Un ragazzino arrivato da
Cuba, che aveva scelto di trascorrere una giornata del suo viaggio in Italia proprio al MIMO: girava tra le supercar con gli occhi spalancati, fermandosi davanti a ogni vettura con curiosità autentica. Il sogno di trovarsi a pochi metri da
Ferrari,
Porsche e
Lamborghini è uguale in tutto il mondo.