Tiene banco da mesi la discussione su un possibile disimpegno di Stellantis da Maserati. Voci alimentate soprattutto dalle difficoltà riscontrate dal brand modenese nell'ultimo biennio (male il 2024, con 11.300 consegne globali, malissimo il 2025, solo 7.300: nel 2023 ammontavano a 26.600) e dalla necessità del gruppo di razionalizzare investimenti e piattaforme.
Ad alimentare ulteriormente il vespaio, le ombre cinesi. Soprattutto quella di BYD, che ha ammesso di seguire le vicende del brand da vicino e che avrebbe messo gli occhi su Cassino, casa della Grecale, nella ricerca di nuovi hub produttivi in Europa.
Ma Maserati “non si vende”, lo hanno ribadito forte e chiaro i vertici del gruppo e del marchio. E se si parla di Cina, la questione, casomai, è un'altra: riguarda la possibile condivisione di costi di sviluppo e tecnologie.
Torniamo al 17 giugno. Durante l'audizione davanti alle Commissioni Attività produttive della Camera e Industria del Senato, l'amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, è stato chiaro: “Maserati non è in vendita, Cassino neppure”.
Quasi in parallelo, il management della Casa emiliana ha incontrato la stampa italiana per la presentazione delle nuove Grecale, GranTurismo e GranCabrio, aggiornate con un restyling estetico e tecnico.
A precisa domanda su un possibile interessamento a rilevare il brand da parte di BYD, il COO (direttore operativo) Santo Ficili ha risposto: “Fa piacere che desti interesse, ma non è sul mercato”.
Se un passaggio di mano è da escludere, almeno in questo momento, così come la cessione di asset industriali, resta invece sul tavolo la questione delle partnership industriali e tecnologiche. Purché, “d'eccellenza”, come ha sottolineato Ficili.
Sempre rispondendo ai parlamentari, Filosa ha specificato che sono in corso “trattative con due partner importanti in grado di apportare tecnologie e una serie di idee eccellenti per il brand”.
Una soluzione che riporterebbe linfa agli impianti di Modena e Cassino, attualmente sottoutilizzati. Il prossimo passo sarà dunque scegliere “con quale dei due collaborare in futuro”.
Le parole di Filosa hanno così riacceso i rumor emersi a metà maggio – alimentati dai media cinesi – riguardo a possibili accordi con Huawei e JAC.
Nella fattispecie, Maserati andrebbe ad allearsi con i cinesi per produrre nuovi modelli, elettrici o elettrificati, di lusso e ad alto contenuto tecnologico. In Cina, JAC e Huawei sono alleate nella joint venture che ha dato vita al marchio Maextro, brand d'alta gamma che produce la S800, una berlina lussuosa dal look un po' Maybach. L'ipotesi suggerita è che, sotto il cappello del brand Maextro, possa nascere in Cina un nuovo modello distribuito a livello globale come Maserati.
Premesso che si parla, al momento, di “fantaindustria”, una possibile collaborazione potrebbe vedere Huawei occuparsi dell'architettura software e degli ADAS, JAC dello sviluppo industriale e della produzione, Maserati del design, del posizionamento del prodotto e della dinamica di guida.
Per quanto riguarda l'Italia e l'Europa, Filosa avrebbe sottolineato che tutte le nuove partnership (comprese quelle di Maserati) dovranno essere strutturate in modo simile a quelle già siglate con Leapmotor e Dongfeng. Ovvero con il 51% delle quote detenuto da Stellantis.
A quando una risposta sul futuro di Maserati? La deadline è fissata, al più tardi, a dicembre. In occasione del prossimo Investor Day, infatti, la Casa modenese è chiamata a fare luce su aspetti cruciali.
Il nodo dei partner tecnologici, certo, ma anche l'ampliamento della gamma Maserati: un tema già anticipato dai vertici Stellantis con il piano Fastlane 2030.
Ieri, anche il direttore operativo Ficili ha ribadito l'intenzione del marchio di tornare nel segmento E, “quello della Quattroporte e della Levante”, con due nuovi modelli.
“Le due colonne di Maserati”, ha spiegato Ficili, “sono da un lato le granturismo e dall'altro le ammiraglie, anche nella formula a ruote alte”.
Le caratteristiche e i tempi di lancio delle nuove grandi SUV e berline del Tridente si conosceranno, dunque, solo tra qualche mese.