Non sembra fermarsi il periodo positivo per il mercato italiano dell'auto: anche a maggio, secondo i dati diffusi dal Ministero dei Trasporti, le immatricolazioni sono state 150.096, in crescita del 7,64% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.
Come ad aprile, a trainare la domanda sono stati soprattutto il canale del noleggio e le ricaricabili, che continuano a guadagnare quote di mercato. Lo scorso mese, secondo le elaborazioni Unrae, le auto elettriche hanno registrato un incremento dell'86,2%, mentre le ibride plug-in sono cresciute del 71%.
Il buon andamento dei primi cinque mesi dell'anno si riflette anche sui dati cumulati da gennaio: le immatricolazioni raggiungono quota 797.843, in aumento del 9,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Torna invece ad aumentare il divario rispetto ai livelli prepandemici del 2019, che passa dal -9,9% di aprile al -12,8% di maggio.
11. Renault Captur: 2691
12. Volkswagen T-Roc: 2.644
13. Toyota Yaris: 2.556
14. Renault Clio: 2.516
15. MG ZS: 2.324
16. Volkswagen T-Cross: 2.287
17. Dacia Duster: 2.219
18. Audi Q3: 2.168
19. Fiat 500: 2.140
20. Kia Sportage: 2.102
21. Ford Puma: 2.099
22. MG MG3: 2.096
23. Volkswagen Tiguan: 2.050
24. BMW X1: 1.838
25. Opel Corsa: 1.758
26. Peugeot 2008: 1743
27. Dacia Spring: 1.447
28. Audi A3: 1.425
29. Volkswagen Golf: 1.419
30. Omoda 5: 1.366
31. Suzuki Swift: 1.298
32. Kia Picanto: 1.253
33. Toyota C-HR: 1.214
34. Hyundai Tucson: 1.136
35. Mercedes GLA: 1.102
36. Nissan Qashqai: 1.081
37. Citroen C3 Aircross: 1.079
38. Audi Q5: 1.064
39. BMW X3: 1.056
40. Peugeot 3008: 1.032
41. Skoda Fabia: 1.012
42. Alfa Romeo Tonale: 962
43. Jeep Compass: 961
44. Jaecoo 7: 940
45. Suzuki Vitara: 906
46. Opel Mokka: 891
47. MG HS: 875
48. Fiat 600: 868
49. Hyundai i20: 838
50. Cupra Leon: 835
Per quanto riguarda i costruttori, al primo posto si conferma il gruppo Stellantis, che a maggio ha immatricolato 43.498 veicoli, per un incremento del 10,05% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. A trainare la crescita sono Fiat (+27,33%), Opel (+0,5%) e soprattutto Leapmotor, passata da 346 a 4.765 targhe. Tutti gli altri marchi sono in territorio negativo: -28,35% per Alfa Romeo, -4,09% per Citroën, -58,93% per DS, -16,11% per Jeep, -16,28% per Lancia, -20,71% per Maserati, -16,06% per Peugeot.
In crescita anche il gruppo Volkswagen, sempre al secondo posto: le nuove targhe sono 24.722 (+4,06%). Salgono il brand Volkswagen (+0,95%), Audi (+19,72%), Lamborghini (+13,21%) e Seat (+7,96%). Segno meno per Cupra (-2,44%) e Skoda (-10,13%). In ripresa il gruppo Renault (+3,98% e 16.273 immatricolazioni): scende la Losanga (-10,92%), salgono Alpine (+28,58%) e Dacia (+18,63%).
Segno positivo per il gruppo BMW (+2,28%, 8.432 targhe), mentre calano Toyota (-6,45%, 10.952 targhe), Mercedes-Benz (-6,47%, 4.525) e il gruppo DR (-23,25%). Segno più per Kia (+27,73%), Nissan (+1,3%), Suzuki (+1,52%), Volvo (+27,07%), Honda (+45,67%) e Ferrari (+40%). Scendono invece Ford (-40,12%), Hyundai (-40,86%), Mazda (-0,21%), Tesla (-23,51%), il gruppo JLR (-2,76%), Porsche (-10.29%), Subaru (-31,36%) e Mitsubishi (-22,76%).
Continua compatto il successo dei costruttori cinesi: oltre a Leapmotor, ad aprile crescono MG (+24,71%), BYD (+209,46%), Omoda & Jaecoo (+302,33%), EMC (+183,73%), DFSK (+180,95%). Geely passa da zero immatricolazioni a 553, mentre Lynk & Co guadagna il +652%.
Anche a maggio cresce la quota di mercato delle elettriche, grazie sempre all'onda lunga degli incentivi dello scorso autunno (concentrati però soprattutto sulla Leapmotor T03, che da sola ha fatto il 34,4% del totale immatricolato): sono 13.305 le nuove targhe, per una crescita dell'86,2% e una quota di mercato che è passata dal 5,1% dello scorso anno all'8,8%.
Ottimi, come da diversi mesi a questa parte, i risultati delle ibride alla spina: le nuove immatricolazioni delle plug-in sono state 15.433, con un aumento del 71% e una quota che passa dal 6,4 al 10,2% su base annua. Il grosso del mercato è sempre rappresentanto dalle ibride non ricaricabili, con 71.392 immatricolazioni (+16,5%) e una quota del 47,1% (era al 43,7% un anno fa).
Intanto, prosegue il crollo delle alimentazioni tradizionali: a maggio, le auto a benzina perdono il 14,3% e scendono dal 25,7% al 20,4% di quota. Il diesel perde il 28,1% e vede la quota contrarsi dal 10% al 6,6%. Giù anche il Gpl: -17,7% e una quota di mercato che passa dal 9,1 al 6,9%.
Secondo il presidente di Unrae, Roberto Pietrantonio, "il mercato delle autovetture conferma un trend espansivo nei volumi mensili, ma l'andamento complessivo resta facilmente influenzabile dall'incertezza del contesto, locale e globale, nel quale ci troviamo". Affinché questa fase possa consolidarsi, prosegue Pietrantonio, "occorre il supporto di politiche industriali di ampio respiro e di un quadro normativo certo, capace di restituire piena fiducia a famiglie e imprese nelle loro intenzioni di acquisto o investimento".
L'associazione delle Case estere aggiunge un passaggio relativo al caro carburanti, evidenziando "l'urgenza di affrontare il tema delle accise con una visione di sistema, superando la logica delle misure tampone e, soprattutto, con riforme strutturali dettate dalla consapevolezza che il vero dossier da gestire è quello sulla politica energetica nazionale, al momento trattato in modo parziale e insufficiente attraverso le sole accise sui carburanti fossili".
Motus-E, associazione degli operatori nella mobilità elettrica, sottolinea il "passo avanti, l'undicesimo consecutivo, per il mercato italiano delle auto elettriche", trainato dagli incentivi dello scorso autunno. Il presidente Fabio Pressi ribadisce però che "il confronto tra i grandi d'Europa continua a essere impietoso", rimarcando "l'urgenza di un piano d'azione strutturale, in grado di colmare un ritardo che rischia seriamente di trasformarci in un mercato di serie B. In una fase così delicata, conclude Pressi, "con gli shock petroliferi tornati a gravare pesantemente su famiglie e imprese, occorre una visione strategica, in grado di cogliere i vantaggi del combinato disposto di auto elettriche e fonti rinnovabili per le prospettive di sicurezza energetica del Paese".