Noleggi fake, SMS e finte multe: come difendersi dalle truffe che colpiscono gli automobilisti


Data inizio: 30-06-2026 - Data Fine: 30-08-2026


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Il web è al contempo una miniera d'oro di informazioni e una giungla di trappole per automobilisti: la conferma arriva alla vigilia del Ponte del 2 giugno 2026, Festa della Repubblica, con gli “squali” pronti a caccia di prede online, cui estorcere denaro in modo rapido con truffe digitali sempre più sofisticate.

Siti di broker di noleggio fittizi: il fascino che inganna

Il primo raggiro riguarda i portali Internet di false società di noleggio auto a breve termine, ossia veicoli dati in affitto per pochi giorni. Si tratta di piattaforme dalla grafica accattivante, ricche di loghi e sponsorizzazioni, con denominazioni credibili e una indicizzazione sorprendentemente efficace sui motori di ricerca. Nella maggior parte dei casi rappresentano intermediari farlocchi, che simulano il confronto di numerose tariffe di diversi operatori per trovare la migliore.

Delusione al desk

Il cliente, che accede tramite smartphone, tablet o computer, si trova davanti a prezzi molto convenienti per vetture di medie e grandi dimensioni. Dopo un primo contatto telefonico, la conversazione si sposta su WhatsApp, dove finti operatori, con modi cortesi, inviano preventivi e chiedono il pagamento sia della cauzione sia dell'intero noleggio. In cambio pretendono bonifici bancari istantanei verso persone fisiche oppure invitano a effettuare pagamenti presso tabaccherie tramite codici QR.

A bocca asciutta

Dopo aver bloccato l'offerta per noleggiare l'auto, la vittima si accorge della truffa solo in un secondo momento, quando si reca presso una vera agenzia di noleggio, a sua volta ignara. Qui scopre che non esiste alcuna prenotazione a proprio nome. Il risultato è inevitabile: soldi persi e praticamente irrecuperabili.

Noleggi auto fake: come difendersi

Come ricorda Aniasa, le società autentiche comunicano esclusivamente tramite email aziendali e accettano pagamenti solo con carte di credito o di debito, utilizzando numeri di telefono pubblicati sui siti ufficiali. Le prenotazioni vengono sempre formalizzate via email e mai tramite WhatsApp o altri canali informali. In caso di dubbi è fondamentale effettuare verifiche aggiuntive, cercando altri riferimenti ufficiali della società. In ogni caso, mai fornire dati sensibili come PIN, CVV, OTP o password tramite contatti non verificati.

Smishing autostradale: l'SMS che svuota il conto

Anche Aspi segnala numerosi tentativi di truffa tramite SMS, WhatsApp ed email, con richieste di pagamento per presunti debiti legati al pedaggio. I criminali utilizzano impropriamente il nome di Autostrade per l'Italia per sottrarre dati personali e bancari. Il rischio scatta cliccando su link ingannevoli e inserendo informazioni sensibili. Spesso i segnali sono evidenti, come errori negli indirizzi web, ad esempio “autostrede” o “autostiade”. Si tratta di smishing, una forma di truffa che combina SMS e phishing, progettata per generare ansia e urgenza.

Finta multa ZTL: la trappola dei 95 euro

Sempre più diffusa anche la frode dei finti verbali ZTL, spesso da 95 euro, per infrazioni mai commesse. Il meccanismo punta a simulare accessi non autorizzati in città come Torino, inviando SMS con link a un falso sito PagoPA. Il messaggio insiste sullo sconto, ad esempio “Se paghi entro 5 giorni, hai il 30% in meno”, spingendo l'utente ad agire in fretta. Ancora una volta, si tratta di smishing, usato sia per sottrarre denaro sia per rubare credenziali. La regola è semplice: mai cliccare su questi link.

La regola chiave: non avere fretta

La regola d'oro per evitare brutte sorprese è una sola: non avere fretta. Che si tratti di un noleggio conveniente, di una presunta pendenza o di una multa scontata, la fretta è il principale alleato dei truffatori. Prendersi un minuto in più per verificare può fare la differenza tra un viaggio sereno e un incubo finanziario.




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