È stata un'esperienza unica, irripetibile. Quelle che ti ricordi anche dopo diversi lustri. Oltre 1.500 chilometri con una Pagani Utopia Roadster,, da San Cesario sul Panaro (dove ha sede la fabbrica dei sogni di Horacio Pagani) a Stoccarda (dove nascono il suo motore e la tecnologia Bosch) e ritorno.
Non una semplice celebrazione della V12 biturbo, ma un viaggio alla scoperta di una tecnologia rivoluzionaria per tutte le automobili, non solo per le hypercar da 3,1 milioni di euro (più tasse) come quella che vedete qui sopra. Si chiama Cyber Tyre ed è una gomma “intelligente” sviluppata da Pirelli: “parla” con l'asfalto tramite un sensore integrato nel battistrada, raccontando all'auto tutto quello che sente.
Temperatura, pressione, accelerazione verticale e trasversale vengono analizzate dalle centraline Bosch già presenti sull'auto per capire quanta aderenza può avere ogni singolo pneumatico. E gestire così, in maniera mai così precisa, il controllo di trazione, Abs ed Esp. Per avere prestazioni più elevate, ma soprattutto più sicurezza.Parto dalla tecnica di questo sistema perché mi ha affascinato parecchio. Soprattutto per le sue future implicazioni su scala globale.
Ogni gomma ha integrato un sensore che pesa pochissimi grammi ed è poco più grande di una moneta da 5 centesimi (ma un po' più alto, circa 3-4 mm). Questo piccolo gioiello include anche una batteria (che dura per tutta la vita utile della gomma, oltre sei anni) e un sistema Bluetooth low energy (BLE) che si connette con le centraline già presenti sull'auto, come quelle utilizzate per i sistemi keyless: non servono dunque particolari hardware aggiuntivi per farlo funzionare.
Potenzialmente è scalabile su qualsiasi tipologia di vettura, a patto che questa venga sviluppata per poter interpretare i suoi dati, e non è un sistema chiuso: in futuro anche altri produttori di pneumatici potranno lanciare la loro versione di questa tecnologia, così da consentire ai clienti delle auto compatibili di scegliere la copertura che più preferiscono.
Il primo vantaggio di questo sistema, mi spiegano i ragazzi di Pirelli e Pagani, è poter far capire all'auto che gomme monta. Il che potrebbe sembrare scontato, ma non succede quasi mai. La differenza tra uno pneumatico estivo, magari sportivo, e un invernale è un abisso in termini di aderenza. E questo influisce sul funzionamento dell'elettronica, che non riesce così a sfruttare al massimo tutto il grip disponibile.
Sapendo invece quale mescola si sta utilizzando, quanto è consumato il battistrada, qual è la pressione e quanto calde sono le gomme, l'auto può ridurre parecchio gli spazi di frenata e far funzionare meglio Esp e controllo della trazione. A tutto vantaggio della sicurezza, sì, ma anche del piacere di guida. Perché quando l'auto ti aiuta a farsi capire, tu te la godi di più.
Avendo guidato solo su strade aperte al traffico la Utopia Roadster, non ho percepito in prima persona il funzionamento del sistema e mi sono dovuto affidare alle parole dei collaudatori per capire quanto una tecnologia del genere possa fare la differenza. Parlano di metri in meno nelle frenate d'emergenza, non di centimetri.
E di interventi elettronici molto più fluidi, meno a singhiozzo, tanto per l'Abs quanto nel controllo della trazione. Che a volte, col suo seghettamento, su alcune auto sportive può rivelarsi frustrante.
Sulla Utopia con Cyber Tyre, invece, questi angeli di silicio firmati Bosch che ti salvano da situazioni in cui non vorresti mai trovarti hanno soglie d'intervento molto più elevate. Sono meno apprensivi proprio perché sanno effettivamente cosa sta facendo la gomma e qual è il livello di aderenza. Non devono stimarlo senza avere informazioni: lo conoscono. E riescono così a lavorare meglio.
È il futuro dello pneumatico, fidatevi: dategli solo il tempo di diffondersi.
Quanto al gioiello di Horacio Pagani, beh, avrei da scrivervi fiumi di parole, ma mi limiterò molto.
Sali sulla Utopia Roadster ed entri in un mondo parallelo. Che è qualcosa di unico a livello planetario. Follia lucida, tecnologia e meccanica si uniscono a dei barocchismi che più li guardi, più finiscono per piacerti.
Tutto è studiato nel minimo dettaglio, dalle cuciture dei pellami a quel meraviglioso cambio manuale a sette marce con leveraggi a vista.
Poi premi quel pulsantone rosso al centro della plancia e là dietro i dodici di Stoccarda si svegliano. Affondi sul gas e senti lo sbuffo delle turbine, bello presente ma non sgarbato. Ti esalta in ogni sensazione che ti fa percepire.
Piccole vibrazioni e suoni meccanici, come l'innesto delle marce, ti comunicano sensazioni d'altri tempi. Con una guida che è l'esatto opposto: facilissima, come un'ammiraglia, ma con 864 CV da scatenare semplicemente inclinando un po' di più il piede destro.
E non pensate che un'auto così potente sia difficile da guidare. Me l'aspettavo, soprattutto a livello di frizione, che deve reggere 1.100 Nm, ma in realtà è un burro, perché è elettronica. Molli il pedale più o meno come vuoi e lei gestisce tutto in tranquillità. Sia quando cambi al limitatore, sia se viaggi a 50 km/h in settima marcia.
Incredibile quello che a San Cesario sul Panaro sono riusciti a fare insieme ad AMG. Se vuoi goderti il panorama, la guidi come una berlina di rappresentanza. Se vuoi divertirti tra le curve, inizi ad assaporare dettagli come l'assetto a controllo elettronico, che la mantiene bella piatta anche in beccheggio, e il differenziale posteriore che ti aiuta a mettere a terra tutta quella potenza.
È un'auto con un'anima tutta sua, la Utopia. Che ho capito solo in parte, pur avendoci fatto i chilometri che alcuni clienti fanno in un anno (o più). Perché, prima di guidarla, pensavo che un oggetto del genere dovesse essere tagliente, affilato, quasi impegnativo da guidare. E invece, su strada, è l'esatto opposto.
Ma a sbagliare non è stata lei, sono stato io. La Utopia è fatta così perché i clienti di Horacio Pagani la vogliono così. E gli chiedono continue innovazioni, come questi pneumatici speciali, unici nel loro genere. Che duettano con l'elettronica, amalgamando gomma e auto come mai prima d'ora.
Quello che ho avuto l'onore di guidare è uno straordinario esempio di tecnologia, ingegno ed evoluzione. Quasi tutto orgogliosamente italiano.