Dell'Alfa Romeo 33 Stradale si sa ormai tutto. Quattroruote l'ha anche provata in pista. Ma ora c'è un elemento in più: le consegne sono entrate nel vivo. E dietro c'è una storia che racconta perfettamente cosa rappresenta oggi il Biscione.
Progettata dal centro stile torinese di Stellantis e prodotta in soli 33 esemplari dalla Carrozzeria Touring Superleggera, questa fuoriserie segna il tentativo di dare una nuova forma al patrimonio storico del marchio e tornare a costruire auto capaci di generare emozioni autentiche. Non a caso, di Alfa Romeo si ricordano ancora parole come quelle attribuite a Henry Ford - “Ogni volta che vedo passare un'Alfa Romeo, mi tolgo il cappello”.
Non deve quindi stupire la nazionalità di uno dei primi proprietari della nuova 33 Stradale: un imprenditore statunitense. Non un acquirente qualsiasi, ma un collezionista con una lunga storia legata ad Alfa Romeo.
Le chiavi della coupé due posti sono state consegnate presso la concessionaria Alfa Romeo di Austin (Texas) a Glynn Bloomquist, appassionato di competizioni e grande estimatore del marchio italiano. Nella sua collezione spiccano una Giulietta Spider Veloce del 1958, già appartenuta a Bobby Rahal, e una Giulia Quadrifoglio 100° Anniversario, provata in pista al Circuit of the Americas nel 2023 su invito del team Alfa Romeo.
In quell'occasione Bloomquist incontra Cristiano Fiorio, responsabile del progetto 33 Stradale, e accetta l'invito a diventare uno dei 33 clienti. A una sola condizione: la vettura doveva essere rossa.
A metà maggio 2024 raggiunge Arese per finalizzare di persona la configurazione del suo esemplare. Il risultato è una 33 Stradale irripetibile, costruita esattamente secondo i suoi desideri: carrozzeria Rosso Villa d'Este, banda bianca sul frontale ispirata alla Tipo 33 da competizione degli anni Sessanta, cerchi “Progressive” da 20 pollici neri con diamantatura e inserti in carbonio, interni in pelle esclusiva e numero 14 su portiere e poggiatesta. Un omaggio a Enzo Ferrari - che lo utilizzò sulle Alfa Romeo degli anni Venti - e ad A.J. Foyt, quattro volte vincitore della 500 Miglia di Indianapolis.
Ma quella "texana" non è l'unica 33 Stradale speciale di questi giorni. In parallelo, è stato consegnato un esemplare al Museo Alfa Romeo di Arese, a valore simbolico, nel luogo che ospita la vettura del 1967 da cui nasce l'intero progetto. Questa vettura rappresenta una sintesi concreta delle capacità del marchio in termini di stile e personalizzazione.
L'esemplare porta con sé una tinta sviluppata su misura nell'ambito del programma Bottegafuoriserie. Nasce dalla richiesta di un cliente che desiderava un rosso capace di evocare le tonalità più iconiche del Biscione. Il risultato richiama l'arancione della Montreal ed è il frutto di una lavorazione artigianale a quattro strati.
La base è un pastello ispirato al Rosso Italia delle Giulietta Spider e dei Duetto anni Sessanta, più brillante del classico Rosso Alfa, seguito da un primo trasparente di profondità, un layer perlato micalizzato con riflessi oro e un trasparente finale.
Il risultato è una vernice che cambia con la luce: più sobria in ambienti chiusi, cangiante alla luce diretta del sole, quando i riflessi dorati esaltano le linee della carrozzeria.
L'esemplare resterà esposto al pubblico fino al 2 giugno, offrendo ai visitatori la possibilità di osservare da vicino le competenze artigianali e tecniche del reparto Bottegafuoriserie.