Alex Zanardi, campione oltre le piste: addio a un simbolo dello sport


Data inizio: 02-05-2026 - Data Fine: 02-07-2026


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Alex Zanardi ci ha lasciati e con lui se ne va una di quelle figure che lo sport non riesce mai a contenere del tutto, perché a un certo punto smettono di appartenere solo alle piste e ai cronometri, passando alla leggenda.

Pilota vero prima ancora che personaggio pubblico, Zanardi aveva corso in Formula 1 negli anni Novanta con Jordan, Minardi, Lotus e Williams. Ma è dall'altra parte dell'Atlantico, nella CART americana, che aveva trovato la sua dimensione più piena: talento, istinto, sorpassi impossibili, due titoli consecutivi nel 1997 e 1998, e quella capacità rara di trasformare la guida in qualcosa di immediatamente riconoscibile.

Poi il 2001, la corsa al Lausitzring, l'incidente che avrebbe potuto chiudere tutto. Alex sopravvive miracolosamente, ma subisce l'amputazione delle gambe. Nel dicembre dello stesso anno, durante la premiazione dei Caschi d'Oro di Autosprint, viene chiamato sul palco: il pubblico si alza in piedi per applaudirlo e lui, pronto a riscrivere da capo la sua vita, si fa aiutare ad alzarsi sulle protesi per ringraziare. Un gesto potentissimo, capace di trasformare il dolore nella forza di ricominciare.

Zanardi torna a correre in pista con le Gran Turismo, togliendosi più di una soddisfazione. Ma più avanti trova nell'handbike una seconda carriera sportiva capace di diventare leggenda: quattro ori e due argenti paralimpici tra Londra 2012 e Rio 2016. Imprese che, come sottolineava lui, non servivano a dimostrare qualcosa: “Non dovevo dimostrare niente a nessuno, la sfida era solo con me stesso”.

Nel 2020 un altro incidente, sulle strade del Senese, durante una gara di beneficenza in handbike. Un colpo durissimo, l'ennesima prova di una vita che sembrava chiedergli sempre più di quanto fosse giusto chiedere a un uomo. Quando la famiglia si è chiusa nel suo comprensibile silenzio, tutti abbiamo compreso che non avremmo più rivisto il nostro campione. Oggi, con grande dolore, la famiglia ha confermato che Alex ci ha lasciati.

Per gli appassionati di motorsport, Alex Zanardi è stato un pilota di razza: veloce, istintivo, spettacolare, amatissimo. Ma è stato capace di diventare qualcosa di più, di molto più difficile da raccontare senza cadere nella retorica. Zanardi era un uomo che aveva conosciuto la frattura, la perdita, la fatica, trovando ogni volta un modo per restare dentro la vita con una dignità luminosa.

La sua resilienza non era la parola abusata che conosciamo oggi: era una resilienza vera. Significava alzarsi, allenarsi, reinventarsi, competere, sorridere quando il sorriso non era scontato. Era continuare a essere Alex anche quando tutto intorno sembrava cambiato.

Oggi lo sport perde un campione, ma soprattutto l'Italia perde uno dei suoi figli migliori: una presenza che ha insegnato, senza mai fare la morale, che la forza non coincide con l'assenza di fragilità. A volte è il modo in cui la si attraversa. 

Grazie, Alex. Grazie di averci attraversato la vita con il tuo sorriso.




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