Le graduatorie delle immatricolazioni di
auto aziendali a livello europeo raccontano spesso una situazione differente rispetto a quanto succede in Italia. Se si considera la penetrazione dei modelli con
alimentazione ibrida plug-in o elettrica, però, il quadro sembra più omogeneo. Le elaborazioni di Dataforce relative alle immatricolazioni di auto da parte di imprese o oggetto di contratti di noleggio a lungo termine nei primi due mesi del 2026 confermano innanzitutto che le preferenze
in Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna sono vincolate, nel caso delle ibride a ricarica esterna, a una concentrazione di questo tipo di alimentazione a partire dal segmento C (in particolare Suv) e oltre. E questo restringe il campo a modelli piuttosto noti nei parchi vetture delle aziende italiane. Sul podio dei cinque mercati in esame ci sono, nell'ordine,
Volkswagen Tiguan (con una quota del 6,36%), Byd Seal U (4,13%) e Mercedes-Benz GLC (4,07%). La presenza della D-Suv prodotta dal gigante di Shenzhen non è più una sorpresa: nel 2025 risultò la seconda vettura più immatricolata in Italia da o per le aziende e la Casa che la produce è impegnata in
un'offensiva al mercato del Vecchio Continente. Meno scontata la presenza, al quinto posto della stessa graduatoria, di un'altra cinese, la
Jaecoo 7 (al 3,49%), alle spalle della
Toyota C-HR (3,54%). La classifica delle
auto elettriche intestate alle flotte o da queste prese a noleggio ribalta la prospettiva. In questo caso, nei primi due mesi dell'anno tutte le prime dieci posizioni sono state presidiate da modelli occidentali. Prima è la
Renault Scénic, con una quota del 4,6%, motivata da una forte crescita sul mercato francese. Alle sue spalle la
Skoda Elroq (3,61%) e la
Tesla Model Y, che riesce a restare sul podio per un soffio con il 3,24%: a brevissima distanza c'è infatti
un'altra Skoda, la Enyaq, con il 3,23%, mentre a chiudere il quintetto di testa c'è la
Volkswagen ID.3 (2,9%).