Sul fronte delle alimentazioni, le ibride dominano con circa il 51% delle nuove immatricolazioni, seguite da benzina (24%), diesel (10%) ed elettrico puro, che si ferma a circa il 6%. Secondo l'Osservatorio, l'Italia presenta un ritardo di circa cinque anni nella diffusione delle auto elettriche rispetto ad altri Paesi europei.
Quanto ai segmenti di mercato, il rapporto conferma come le vetture siano mediamente più grandi e più costose: kle SUV rappresentano circa il 62% delle nuove immatricolazioni, mentre si riduce il peso delle auto più piccole.
Parallelamente, si affermano modalità di accesso all'auto meno tradizionali: leasing e noleggio a lungo termine sono in crescita e rappresentano una quota sempre più rilevante del mercato, contribuendo potenzialmente a un ricambio più rapido del parco veicolare.
Su questo fronte, però, i dati confermano l'obsolescenza del parco auto italiano: la consistenza ha superato nel 2024 i 41 milioni di autovetture, con un rapporto di circa 0,7 auto per abitante e 1,6 per famiglia.
Allo stesso tempo, il mercato delle nuove immatricolazioni resta inferiore ai livelli pre-pandemia, fermandosi a circa 1,6 milioni di auto l'anno, mentre il mercato dell'usato supera i 5 milioni di passaggi di proprietà annui. Il risultato è un progressivo invecchiamento del parco circolante, con un'età media che supera ormai i 12-13 anni, elemento che incide sia sulle emissioni sia sull'efficienza complessiva del sistema.
Lo studio include anche un'analisi del Total Cost of Ownership (TCO), calcolato considerando l'intero ciclo di vita dell'auto: acquisto, svalutazione, carburante o energia, manutenzione, assicurazione e tasse.
L'analisi - basata su centinaia di combinazioni tra tipologia di veicolo, utilizzo, sistemi di ricarica e incentivi - evidenzia che non esiste una tecnologia sempre più conveniente. Le auto a combustione o ibride risultano più vantaggiose per percorrenze basse e utilizzi brevi, mentre le elettriche diventano competitive con percorrenze elevate e possibilità di ricarica domestica. In molti casi, il costo complessivo tra tecnologie diverse è simile e fortemente influenzato da fattori esterni, come incentivi e costo dell'energia.
Il rapporto integra infine un'indagine realizzata in collaborazione con Istituto Piepoli su un campione di 3.000 cittadini italiani, rappresentativi per area geografica e dimensione dei Comuni. Il sondaggio fotografa scelte e intenzioni di acquisto: il prezzo si conferma il principale criterio, seguito dai costi di esercizio e dalla sicurezza del veicolo. Elementi come design, prestazioni o marca hanno invece un peso più limitato. Circa un quarto degli intervistati ha acquistato un SUV, spesso per la maggiore sicurezza percepita e per il confort, soprattutto nelle regioni del Sud.
Guardando al futuro, oltre il 40% degli italiani prevede di acquistare un'auto nei prossimi tre anni. In circa un caso su cinque, l'acquisto servirà ad aumentare il numero di auto in famiglia.
Sul fronte delle alimentazioni emerge un dato significativo: le intenzioni future di acquisto di auto elettriche arrivano al 12%, ma le ibride raccolgono quasi il 50% delle preferenze. Restano però forti barriere all'elettrico: prezzo elevato, carenza di infrastrutture e timori sull'autonomia. Solo il 27% degli intervistati dichiara di poter ricaricare un'auto a casa o sul luogo di lavoro.
Infine, cresce l'interesse per formule alternative alla proprietà: leasing e noleggio passano dal 2% delle esperienze passate al 9% delle intenzioni future.