La Fiat 126 di Salvia è molto più grande dell'originale (e non potrebbe essere altrimenti), ma riprende perfettamente gli elementi più caratteristici dell'utilitaria torinese del 1972, a cominciare dalle proporzioni, con il cortissimo cofano a conchiglia, la doppia nervatura che corre lungo la fiancata e l'inconfondibile andamento della coda.
Dell'originale resta anche il disegno dei gruppi ottici anteriori di forma rettangolare, con una cornice a LED, il proiettore al loro interno e una doppia striscia luminosa interrotta al centro dal logo Fiat, a sua volta illuminato.
Diverso invece il taglio dei gruppi ottici posteriori, che richiamano maggiormente quelli della nuova Fiat 500. Deliziosa, anche se in questo caso ha una funzione puramente estetica, la piccola presa d'aria in plastica alla base del terzo montante, che nella 126 originale serviva per raffreddare il motore posteriore a sbalzo.L'abitacolo abbandona completamente quello della 126 originale (e la sua impostazione "francescana") per attingere a piene mani da quelli delle ultime citycar della Fiat, a cominciare dal volante e dallo schermo dell'infotainment. L'unico rimando alla 126 degli anni Settanta è il piccolo quadro strumenti dietro il volante, peraltro già utilizzato anche sulle nuove 500. Il selettore della modalità di guida è nel bracciolo centrale, mentre sotto il display centrale trovano posto i comandi per il climatizzatore. Sportivi i sedili, con poggiatesta integrati. Forse un po' fuori tempo massimo, ma non ci sarebbe stato male un portacenere (che oggi diventerebbe un banale portaoggetti) al centro della plancia...
La versione "base" della Fiat 126 immaginata da Francesco Salvia presenta già un look più aggressivo rispetto all'originale, sottolineato dai parafanghi allargati. Ancor più sfiziosa è la versione Abarth, una vera "compatta da pista": passaruota pronunciati, minigonne, paraurti sportivo all'anteriore e alettone posteriore, diffusore con quattro (4!) scarichi, specchietti in fibra di carbonio, cerchi da corsa con dischi ventilati e pinze freno colorate.
All'interno, dettagli rossi su plancia e pannelli porta, sedili Recaro con il logo dello Scorpione cucito sui poggiatesta integrati, pedaliera sportiva (anche per il passeggero) e grafica dedicata per strumentazione e infotainment.
Rispetto alla versione da città, la 126 Cross si differenzia per la carrozzeria "camo", ma soprattutto per cerchi e pneumatici da off-road, le ampie protezioni in plastica, il paraurti anteriore con tubolari in metallo, i due fari aggiuntivi e il grande portapacchi sul tetto.