Il Gruppo Renault ha presentato il suo nuovo piano strategico. Denominato “futuREady”, è stato elaborato dal nuovo amministratore delegato François Provost con l'obiettivo di proseguire lungo il percorso già tracciato dal suo predecessore Luca de Meo e, ancor di più, di preparare il costruttore transalpino ad affrontare un contesto caratterizzato, a livello globale, da una crescente volatilità e da una concorrenza sempre più intensa.
A tal fine, uno dei pilastri delle nuove strategie è rappresentato da un'infornata di nuovi prodotti che cercherà di capitalizzare quanto fatto negli anni passati sul fronte della mobilità elettrica e, soprattutto, delle tecnologie ibride, destinate a rimanere nella gamma dei vari brand anche oltre il 2030.
In particolare, il gruppo lancerà, fino al termine del decennio, 36 novità, di cui 22 in Europa (16 elettriche) e 14 sui mercati internazionali. La ripartizione conferma l'intenzione del costruttore di mantenere un forte radicamento in Europa e, al contempo, di imprimere un colpo di acceleratore all'estero, puntando innanzitutto su India, Sud America e Corea del Sud.
Un ruolo centrale nella nuova strategia lo giocheranno le tecnologie, a partire dalla nuova piattaforma elettrica RGEV Medium 2.0. Dotata di un'architettura a 800 volt, con ricarica rapida in 10 minuti nel 2030, coprirà i segmenti da B+ a D, con un particolare focus sulle future generazioni di veicoli elettrici del segmento C e sarà adattata a tutti i segmenti di carrozzeria: dalle berline ai SUV, fino alle monovolume.
Inoltre, garantirà autonomie fino a 750 km (ciclo WLTP) per le elettriche pure e fino a 1.400 km nella versione Range Extender. La nuova piattaforma, sviluppata principalmente in Francia, consentirà di ridurre i costi del 40% rispetto all'attuale generazione di veicoli elettrici.
Un ampio passaggio della presentazione ha riguardato le batterie: la gamma del gruppo potrà contare su chimiche “ad alta densità energetica” per i modelli ad elevata potenza e/o grande autonomia (le novità passeranno progressivamente all'architettura a 800 V già dal 2028, raggiungendo fino a 10 minuti di ricarica rapida), e su chimiche “accessibili” per le auto compatte e le versioni con autonomia standard (i veicoli dei segmenti A-B rimarranno a 400 V, con un tempo di ricarica di 20 minuti nel 2030).
Sul piano dei motori, invece, il gruppo intende sviluppare una terza generazione di propulsori elettrici (EESM) con rotore avvolto e senza terre rare. Con un rendimento del 93% in autostrada e una potenza aumentata del 25%, il propulsore, sviluppato e prodotto internamente, avrà 275 CV e sarà disponibile con trazione anteriore e posteriore. Abbinato a un'elettronica di potenza denominata “7 in uno”, consentirà un risparmio del 20% rispetto alla generazione precedente. Tutte le nuove tecnologie saranno sviluppate in Europa per i mercati europei.
Per quanto riguarda i veicoli ibridi, Renault Group continuerà a sviluppare la tecnologia E-Tech oltre il 2030, con nuove versioni inferiori a 150 CV.
Non poteva mancare un passaggio sull'Alleanza con Nissan e Mitsubishi. In Europa, il Gruppo Renault manterrà la piena autonomia industriale e tecnologica e rimarrà aperto alla produzione di veicoli per altri costruttori automobilistici, come avvenuto di recente con Ford.
Sui mercati internazionali, invece, l'India si trasformerà in un vero e proprio centro di produzione e approvvigionamento, in grado di servire sia i mercati locali sia quelli mondiali, producendo in particolare una gamma completa di modelli Nissan. In Corea del Sud e in America del Sud, si continuerà a fare affidamento sulla partnership con Geely.
Nel complesso, il gruppo produrrà oltre 300.000 veicoli all'anno per questi cinque costruttori entro il 2030, su tre continenti.
Quanto ai target finanziari, il gruppo ha confermato l'intenzione di registrare un margine operativo tra il 5% e il 7% del fatturato e flussi di cassa per il ramo auto pari ad almeno 1,5 miliardi di euro l'anno.
Per raggiungere questi obiettivi, saranno attuate una serie di iniziative volte a migliorare le attività operative. Utilizzando in media il 30% in meno di componenti per veicolo, integrando 350 robot umanoidi di nuova generazione per i compiti più gravosi o a minimo valore aggiunto e sfruttando l'Intelligenza Artificiale nel monitoraggio delle fasi di produzione, il gruppo punta a dimezzare i tempi di interruzione dell'attività negli stabilimenti e a ridurre del 25% il consumo di energia, abbassando complessivamente i costi di produzione del 20%.
Le spese saranno abbattute anche tramite una maggior velocità di sviluppo dei prodotti (ogni ciclo non dovrà superare i due anni), l'ottimizzazione della supply chain (l'obiettivo è ridurre i costi logistici del 30%) e una forte attenzione alla produttività e alla qualità (si punta a dimezzare gli incidenti fin dal primo anno di utilizzo e a ridurre di tre volte i reclami cliente in cinque anni). Il rigore operativo, secondo il management, permetterà di ridurre i costi variabili per veicolo di circa 400 euro all'anno in media e i "ticket di ingresso dei nuovi progetti" fino al 40% rispetto alla generazione precedente.