L'IG Metall ha un potere e un'influenza nell'economia tedesca senza paragoni in Europa. Eppure, è da anni impelagato in una disputa con Tesla a Grünheide dalla quale esce spesso con le ossa rotte. Il sindacato dei metalmeccanici tedeschi ha subito una dura sconfitta anche nelle ultime elezioni per la nomina dei membri del consiglio di fabbrica dello stabilimento alle porte di Berlino, fallendo il secondo tentativo in due anni di ottenere l'auspicata maggioranza dei seggi.
La lista dell'IG Metall porterà 13 rappresentanti in un consiglio composto da 37 membri. La vittoria è andata alla lista Giga United, guidata dall'attuale presidente Michaela Schmitz e considerata molto vicina al management di Tesla e a Elon Musk, da sempre contrario ad accettare i principi del Mitbestimmung, il sistema della “co-gestione” che vede datori di lavoro e sindacati condividere, su un piano di parità quasi totale, poteri e influenza in seno ai massimi organi amministrativi aziendali.
Per l'IG Metall la sconfitta elettorale è dolorosa perché da anni tenta di ottenere lo stesso potere che detiene in decine di migliaia di aziende tedesche. Solo con la maggioranza nel consiglio di fabbrica, il sindacato può avere la forza e l'influenza per ottenere da Tesla il rispetto del contratto collettivo di lavoro nazionale. Dunque, Grünheide rappresenta un buco nella sua sfera di influenza e lo è ancor di più considerando il continuo scontro con Musk e la direzione della fabbrica.
Tuttavia, finora l'IG Metall non è riuscito a penetrare il muro alzato dal management con alcun mezzo. Due anni fa, le elezioni si conclusero con la vittoria del sindacato grazie a poco meno del 40% dei voti, ma i 16 rappresentanti si trovarono ad affrontare il fronte comune creato dagli altri consiglieri tramite l'adesione di massa a Giga United, una mossa da molti vista come l'ennesimo tentativo di Elon Musk di estromettere l'IG Metall dalle stanze dei bottoni.
Del resto, il patron di Tesla non ha mai nascosto le sue antipatie nei confronti dei sindacati, in qualsiasi Paese. In Germania, a pochi giorni dalle elezioni, ha lanciato un pesante avvertimento, denunciando il tentativo di “influenze esterne” sull'impianto. Nel quadro di una campagna elettorale ad alta tensione non sono mancati un mezzo scandalo con strascichi giudiziari (un sindacalista è stato denunciato per aver filmato riunioni aziendali senza autorizzazione e Tesla è stata a sua volta denunciata per comportamento antisindacale) e i pesanti allarmi del direttore dello stabilimento André Thierig, che nelle ultime settimane ha avvertito i circa 11 mila lavoratori di possibili effetti negativi sulle future decisioni di investimento in caso di vittoria dell'IG Metall.
Ora le elezioni hanno confermato non solo una limitata influenza del sindacato, ma soprattutto il pesante clima di tensione nelle relazioni sindacali, un caso rarissimo nel panorama industriale tedesco. E lo scontro, culminato nei mesi scorsi in manifestazioni di protesta da parte di migliaia di operai per il peggioramento delle condizioni di lavoro e le intimidazioni subite dai manager, è destinato, tra l'altro, a intensificarsi: la sigla sindacale sta preparando l'ennesima causa contro Tesla per ostruzione sistematica dell'operato dei suoi rappresentanti.