Un modello che si riconosce subito per il cofano bombato con le prese d'aria supplementari, i quattro proiettori circolari incastonati nella calandra nera, paraurti scolpito con ampie feritoie di raffreddamento e carreggiate allargate senza eccessi caricaturali.
La livrea Martini Racing è riprodotta con buona precisione cromatica: il tono del rosso dialoga bene con le bande azzurre e blu che scorrono lungo passaruota e fiancate. Corretti i loghi degli sponsor e le grafiche aggiuntive, così come la targa TO 86305M ed il numero di gara 1, dettaglio che ancora oggi fa vibrare la memoria degli appassionati del mondiale rally di fine anni Ottanta.
Aprendo le portiere si entra in un abitacolo spartano e funzionale come sulla vettura reale. I sedili anatomici con cinture Sabelt a più punti, il roll-bar ben visibile, la plancia ricca di strumenti supplementari e quel volante che in mano a Biasion ha segnato un periodo in cui il Rally parlava italiano (con accento veneto), profumava di super e gloria mondiale.
Non raggiunge la raffinatezza maniacale delle Delta di fascia altissima, ma offre un rapporto qualità-prezzo fissato a 54,90 euro coerente con la filosofia del marchio francese: die-cast robusto, porte apribili ed una presenza scenica notevole anche nelle vetrine più ampie.
La vittoria a Sanremo nel 1989 fu l'ennesima conferma della superiorità della squadra ufficiale Lancia Martini Racing in quella stagione, esattamente al centro di un dominio che avrebbe consegnato alla Casa torinese sei titoli costruttori consecutivi dal 1987 al 1992.