La suddivisione per aree geografiche vede l'Unione europea registrare un calo del 3,9%, mentre i Paesi Efta (Islanda, Norvegia e Svizzera) perdono il 28,7% e il Regno Unito cresce del 3,4%.
Tra i singoli mercati di maggiori dimensioni del blocco comunitario, è l'Italia a mostrare le migliori performance, con un +6,2%. Bene anche la Spagna (+1,1%), mentre Germania e Francia flettono entrambe del 6,6%.
Anche nel 2026 prosegue la corsa delle vetture “alla spina”, da ormai diversi mesi in crescita a doppia cifra anche per la spinta delle Case automobilistiche a sostenerne le immatricolazioni per raggiungere gli obiettivi di emissione.
A gennaio, le auto elettriche sono cresciute del 13,9% e le ibride plug-in del 32,2%. Le ibride non ricaricabili salgono del 6,4%. In flessione tutte le motorizzazioni tradizionali: -25,7% per le auto a benzina, -22% per le diesel.
Se però si restringe l'analisi alla sola Unione europea, le elettriche balzano del 24,2% e raggiungono il 19,3% dell'immatricolato, quasi 5 punti percentuali in più rispetto al 14,9% di dodici mesi prima.
Le Phev, però, continuano a fare meglio, grazie a un +28,7%. Le ibride, con un +6,2%, sono ormai l'alimentazione preferita, con una quota del 38,6%. In grande contrazione il peso di benzina e diesel, in discesa dal 39,5% al 30,1%.
Per quanto riguarda i costruttori, il Gruppo Volkswagen si conferma al primo posto in tutta Europa, anche se le 256.728 targhe implicano un calo del 3,8%.
Tra i vari marchi il segno meno è generalizzato: -11,2% per Volkswagen, -0,5% per Audi, -8,2% per Cupra, -5,9% per Seat, -5,5% per Porsche. In spolvero solo Skoda con un +10,1%.
Inverte la rotta Stellantis: il 2026 parte con una crescita del 6,7% grazie soprattutto al contributo di Fiat (+24,6%), Citroën (+14%), Opel (+12,7%) e Lancia (+22%). Male Peugeot (-2,9%), Jeep (-4,9%), Alfa Romeo (+10,8%) e DS (-16,8%).
Il Gruppo Renault immatricola 83.201 vetture, registrando un -15%, con un +4,4% della Renault e un -35% della Dacia. In calo anche i gruppi Hyundai/Kia (-12,5%), BMW (-5,7%) e Toyota (-13,4%).
Sale Mercedes-Benz (+2,8%), mentre alle sue spalle spicca il +165% di BYD e il nuovo tonfo di Tesla (-17%).