L'industria europea discute da mesi su una delle proposte più attese della Commissione Europea: l'Industrial Accelerator Act. Anche l'automotive guarda con attenzione alla nuova iniziativa, perché Bruxelles ha già promesso specifiche disposizioni per favorire le produzioni di elettriche in Europa. Stiamo parlando, in particolare, delle normative sul trattamento preferenziale da accordare al cosiddetto “Made in EU”.
Nell'ultimo pacchetto Automotive, la Commissione europea ha delineato requisiti specifici per l'erogazione degli incentivi pubblici. Tutto si gioca sulla percentuale di produzione localizzata nel Vecchio Continente e un aspetto dirimente riguarda le batterie. A tal proposito, da diversi giorni circolano bozze della proposta, che forniscono comunque indicazioni interessanti. Vediamole, ma con un'avvertenza: parliamo sempre di bozze, ossia di documenti modificabili fino all'ultimo momento. Dunque, come si suol dire, nulla è ancora scritto sulla pietra.
La bozza di proposta da sottoporre a Parlamento e Consiglio UE è accompagnata da alcuni allegati, di cui uno dedicato esplicitamente all'industria dell'auto e, in particolare, alla produzione di veicoli a motore. Il documento è diviso in tre parti: la prima riguarda le procedure degli appalti pubblici, la seconda gli incentivi, mentre la terza è dedicata ai supercrediti per piccoli veicoli a zero emissioni, ossia le cosiddette E-Car. Le prime due sezioni si riferiscono non solo alle auto elettriche, ma anche alle ibride plug-in e ai veicoli a celle di combustibile, indipendentemente dalla formula di acquisto, noleggio, leasing o rateizzazione.
Proprio in queste due parti viene definito il principio dell'origine nell'Unione Europea. Il veicolo, per accedere a eventuali sussidi e bandi pubblici, dovrà innanzitutto essere assemblato nell'UE. In secondo luogo, alcuni componenti dovranno rispettare specifiche aliquote di origine. Il testo stabilisce infatti che il rapporto tra il prezzo franco fabbrica totale dei componenti originari dell'Unione, esclusa la batteria del veicolo, e il prezzo franco fabbrica totale di tutti i componenti, sempre esclusa la batteria, debba essere uguale o superiore al 70%. In sostanza, almeno il 70% dei componenti dovrà essere prodotto nell'UE, fatta eccezione per la batteria. Tuttavia, va precisato che questa percentuale è ancora provvisoria, poiché nelle bozze compare tra parentesi e potrebbe quindi essere modificata, sia al ribasso sia al rialzo.
Il passaggio sulle batterie resta uno dei più delicati. I paragrafi dedicati sono due, hanno una struttura simile e includono valori numerici ancora tra parentesi, segno che la decisione finale non è stata presa. Nel primo caso si afferma che la batteria di trazione del veicolo debba contenere almeno [quattro] componenti specifici principali, tra cui le celle della batteria, originari dell'Unione. Nel secondo, invece, si prevede che la batteria contenga almeno [sei] componenti specifici principali, includendo non solo le celle, ma anche il materiale attivo del catodo e il sistema di gestione della batteria, tutti di origine UE.
In sostanza, Bruxelles deve ancora scegliere tra due opzioni, con la seconda decisamente più rigorosa e dettagliata rispetto alla prima. L'allegato stabilisce comunque soglie precise anche per motori e sistemi elettronici. In particolare, almeno il 50% dei componenti del powertrain elettrico e di una lunga serie di dispositivi tecnologici, come Lidar, radar, sensori, telecamere, centraline elettroniche, piattaforme di integrazione, unità di elaborazione centrale, sistemi di accesso wireless, unità principali di infotainment di bordo ed elettronica del telaio, dovrà essere prodotto nell'UE.
La terza parte dell'allegato riguarda i supercrediti per le E-Car. In questo caso vengono indicati due requisiti affinché il veicolo possa beneficiare del bonus maggiorato previsto dal pacchetto Automotive, che attribuisce a ogni vettura un peso di 1,3 nel calcolo delle emissioni, anziché 1. Per essere considerato “Made in EU”, il veicolo dovrà essere assemblato all'interno dell'Unione e rispettare almeno uno dei criteri previsti. Il primo riguarda nuovamente la soglia del [70]% di componenti, esclusa la batteria, originari dell'Unione sul totale dei componenti. In alternativa, il requisito potrà essere soddisfatto se la batteria di trazione contiene almeno [tre] componenti specifici principali, tra cui le celle della batteria, di origine UE.
È dunque evidente che molti criteri restano ancora da definire. Non a caso, da giorni circola l'ipotesi di un nuovo rinvio nella presentazione dell'Industrial Accelerator Act, inizialmente attesa per la fine dello scorso anno, poi slittata al 29 gennaio e successivamente al 26 febbraio. Secondo la testata Politico, alla base dei ritardi ci sarebbero frizioni interne alla Commissione legate all'eventuale inclusione di riferimenti a specifiche partnership internazionali.
Il concetto di “Made in EU” dovrebbe riferirsi ai contenuti provenienti dall'Unione Europea e dallo Spazio Economico Europeo, comprendendo quindi Norvegia, Islanda e Liechtenstein, ma all'interno della Commissione si discute anche della possibilità di identificare “partner affidabili” la cui produzione possa essere considerata equivalente a quella di origine UE. In questo contesto, la direzione generale Trade, guidata dal commissario slovacco Maroš Šefcovic, sarebbe favorevole a includere tutti i Paesi con un accordo di libero scambio con l'Unione, mentre la direzione generale Grow, sotto la guida del francese Stéphane Séjourné, spingerebbe per limitare il criterio al solo Spazio Economico Europeo.
Le divergenze riflettono le diverse posizioni dei principali Stati membri. La Germania teme che criteri troppo rigidi possano ostacolare i partner commerciali dell'UE, mentre la Francia sostiene da sempre il requisito del Made in EU come strumento per rafforzare e promuovere l'industria europea. Queste frizioni rischiano di allungare ulteriormente l'iter di approvazione della normativa, che nella proposta fissa il termine dei tre anni dall'entrata in vigore dell'atto generale, ossia il 2028, qualora tutto procedesse senza ulteriori intoppi.