Non sazia delle vittorie ottenute nella guerra dei prezzi in Cina, la cinese BYD intensifica la battaglia commerciale in Europa, avviata nel 2024, con maxi sconti su auto elettriche e ibride plug-in.
In Germania, l'azienda di Shenzhen vende ora la Atto 2 Boost a 22.990 euro, invece di 38.990, per un taglio totale di 16.000 euro: di questi, 11.500 euro sono la sforbiciata del 29% applicata dal costruttore rispetto al listino, più 4.500 euro di incentivi statali, per un calo complessivo del 41%.
L'obiettivo di questa e di altre campagne promozionali è conquistare quote di mercato a scapito dei margini di profitto immediati, destinati però a crescere in futuro. Una strategia che si sta rivelando efficace, anche alla luce della qualità del prodotto, considerando la crescita del 1.000% su base annua registrata a gennaio 2026 in Germania, con una quota dell'1,4% e il sorpasso sulla connazionale MG (SAIC). Un risultato che segue le 23.304 unità consegnate nel 2025, in aumento del 706% sul 2024.
Allargando lo sguardo a tutta l'Europa, si arriva a 187.297 esemplari, in rialzo del 275%.
È lecito attendersi una risposta dei competitor cinesi in Germania, con politiche di prezzo ancora più aggressive rispetto a quelle attuali, tanto da proseguire l'escalation dei mega sconti già vista in Cina da anni. Fare breccia nel mercato tedesco è cruciale: in Germania si registra infatti un quinto delle vendite di auto in Europa. Da lì, poi, le Case del Dragone puntano a ramificarsi nel resto del Vecchio Continente.
Per penetrare nell'Unione Europea, il “cavallo di Troia” di BYD e degli altri costruttori cinesi sono le ibride plug-in, su cui grava il dazio UE standard del 10%. In subordine arrivano le elettriche, penalizzate dalle tariffe extra imposte da Bruxelles sulle BEV (e da una domanda ancora debole, sebbene in aumento): un ostacolo che BYD aggirerà legalmente producendo in Ungheria vetture elettriche Made by China, come la Dolphin Surf.
Un tratto distintivo del mix di vendita di BYD in Germania è l'elevata quota di auto-immatricolazioni e di vendite al settore del noleggio. Nel 2025, solo 2.887 immatricolazioni (il 12,4% del totale) sono state effettuate da privati.
Lars Bialkowski, a capo della divisione tedesca di Build Your Dreams, ha spiegato che si tratta di una mossa per accrescere rapidamente la visibilità del brand, mentre la forte domanda da parte delle flotte fornisce dati preziosi su quali modelli riscuotano più successo.
Tuttavia, diversi rivenditori temono che i forti sconti affossino i valori residui dell'usato, mentre l'alto volume di auto-immatricolazioni sta creando problemi di stock: alcune concessionarie si ritrovano con veicoli invenduti. Veicoli che, non essendo nuovi, non godono di bonus, neppure nel leasing.
Se il “modello Shenzhen” dovesse consolidarsi, i costruttori europei potrebbero trovarsi davanti a un bivio: accettare una drastica riduzione dei listini - e quindi dei margini - per restare in partita, oppure cedere quote di mercato storiche ai player asiatici, che beneficiano di costi di produzione inferiori e di una filiera delle batterie integrata.