La decisione non è un fulmine a ciel sereno, visto che ormai le aspettative erano per un addio a entrambi i progetti, ancor di più dopo le perplessità di un importante azionista come Total e le indiscrezioni di stampa su continue difficoltà operative di ACC nel rispettare i programmi produttivi presso la sua unica gigafactory vicino Douvrin, nella Francia settentrionale, e nel soddisfare le richieste del suo maggior cliente e azionista. Stellantis, infatti, starebbe affrontando ritardi fino a otto mesi nella produzione di elettriche come le Peugeot 3008 e 5008 a causa delle inadempienze di ACC.
Insomma, l'azienda è oggi incapace di dare seguito alle sue ambizioni, a tal punto che si vocifera dell'arrivo di tecnici cinesi a Billy-Berclau per risolvere l'elevato tasso di scarti e contribuire ad aumentare i volumi. Le difficoltà interne hanno ovviamente influito sui progetti italiano e tedesco, ma sulla situazione di ACC non è da trascurare il riflesso della brusca frenata messa in atto da Stellantis nelle sue strategie di elettrificazione. Proprio il 6 febbraio, l'ad Antonio Filosa (nella foto sotto durante una visita a Mirafiori) ha annunciato una mega svalutazione dei progetti sull'elettrico a causa di una “transizione sovrastimata” e di modelli e piattaforme che non garantiscono l'adeguato ritorno economico. Del resto, lo stesso gruppo, pur confermando il suo impegno nei confronti di ACC, ha lanciato un chiaro segnale nei mesi scorsi, siglandoun accordo con i cinesi di Catl per una gigafactory in Spagna. E in questo quadro non va neanche dimenticato il difficile contesto operativo, che vede tutto il settore compiere una netta retromarcia nel percorso di transizione verso la mobilità elettrica.
In altre parole, ACC non si trova nelle condizioni ideali per portare avanti le sue strategie, come ammesso dai vertici aziendali poco dopo una comunicazione dei sindacati italiani. La Uilm, tramite il segretario nazionale Gianluca Ficco e il segretario locale molisano Francesco Guida, è stata la prima a rivelare la decisione dei francesi: “La direzione di ACC ci ha ufficializzato ciò che temevamo da tempo, vale a dire che il progetto di ACC di costruire una gigafactory a Termoli è definitivamente accantonato, così come del resto anche in Germania”.
Poi è arrivata anche la conferma dall'azienda, secondo la quale non ci sono le “condizioni” per proseguire. “Nell'ambito della nostra riorganizzazione industriale, non si prevede che saranno soddisfatti i prerequisiti per riavviare i progetti di ACC in Germania e in Italia, che sono in standby ormai da maggio 2024”, spiega la joint venture tra Stellantis, Mercedes e Total. “ACC deve impiegare le proprie risorse per massimizzare la propria competitività, maturità tecnologica ed eccellenza industriale. Sono state implementate misure strategiche in tutti i siti di ACC per ottimizzare le nostre prestazioni operative e la sostenibilità finanziaria, al fine di garantire che il contributo alla transizione verso la mobilità elettrica avvenga da una posizione di resilienza e solidità economica”.
“Mentre si stanno valutando diversi scenari, abbiamo avviato un dialogo costruttivo con i rappresentanti del works council in Germania e con i sindacati in Italia per lavorare sulle condizioni relative all'eventuale interruzione dei progetti delle gigafactory di Kaiserslautern e Termoli”, aggiunge l'azienda, che ora manterrà solo la propria capacità industriale in Francia, utilizzando il sito di Billy-Berclau/Douvrin come principale polo di innovazione per concentrarsi sul miglioramento dell'efficienza e della competitività della produzione. “Senza un sostegno immediato e mirato alla produzione locale, l'Europa rischia di rinunciare alla propria autonomia strategica in una delle tecnologie più critiche del XXI secolo”.
Nel frattempo, i sindacalisti hanno già inviato le loro richieste a Stellantis. “L'unico modo per salvaguardare lo stabilimento di Termoli diventa l'arrivo immediato di produzioni meccaniche”, affermano Ficco e Guida. “Termoli deve ricevere nuovi prodotti, in grado di garantire continuità produttiva, occupazione e prospettive di lungo periodo. Inoltre si pone un problema occupazionale per trentaquattro lavoratori italiani, di cui ventuno ex Stellantis, già assunti da ACC e attualmente in Francia, che dobbiamo assolutamente tutelare chiedendo a Stellantis di riassumerli”.
Stellantis ha prontamente reagito agli allarmi. Il gruppo ha preso atto della decisione di ACC di avviare discussioni con le parti sociali al fine di bloccare i progetti delle gigafactory in Germania e in Italia. “Stiamo monitorando attentamente la situazione e restiamo pienamente mobilitati per valutarne le implicazioni industriali e sociali. Come concordato un anno fa al Mimit, puntiamo a sostenere il Made in Italy e a garantire il futuro dello stabilimento. Agli attuali dipendenti dell'ACC sarà offerta la continuità lavorativa all'interno di Stellantis”, prosegue il costruttore.
“Indipendentemente dalla strategia di investimento di ACC, Stellantis ha preso decisioni forti volte a proteggere i dipendenti in un contesto difficile per l'industria automobilistica in Europa. A Termoli, il 30 gennaio, Stellantis ha annunciato che l'arrivo della linea di produzione del cambio e-DCT è stato confermato entro la fine del 2026. Inoltre, è previsto un investimento sui motori GSE Euro 7, garantendone la piena utilizzabilità anche dopo il 2030 sia nella gamma di prodotti attuale che in quella futura”, conclude il gruppo.