Bosch: dopo un 2025 difficile, sfuma il recupero nel 2026


Data inizio: 30-01-2026 - Data Fine: 30-03-2026


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Il 2025 non è stato un anno semplice per Bosch, in linea con le difficoltà che hanno colpito l'intero comparto dell'automotive europeo. I numeri preliminari lo confermano: il fatturato è cresciuto solo lievemente, passando da 90,3 miliardi del 2024 a 91 miliardi (+4,2% al netto dei cambi), mentre il margine operativo è sceso dal 3,5% a circa il 2%.

L'amministratore delegato Stefan Hartung riconosce apertamente la situazione: “La realtà economica si riflette chiaramente nei nostri risultati: il 2025 è stato per Bosch un anno difficile e, in alcuni momenti, particolarmente impegnativo”.

Prospettive tutt'altro che rosee

La debolezza dei conti è dovuta a diversi fattori: condizioni economiche sfavorevoli, mercati sempre più complessi, volumi di vendita ridotti, aumento dei dazi e accantonamenti legati alla ristrutturazione.

Per Hartung, la priorità è chiara: “Per garantire nel lungo periodo la nostra competitività e la capacità di investimento, serve fare molto di più per ridurre i costi del personale e snellire l'organizzazione”.
Il settore Mobility è sotto pressione: la transizione verso la mobilità elettrica, unita a una concorrenza più aggressiva, genera un divario annuo di costi di circa 2,5 miliardi di euro rispetto al target di margine. Non sorprende quindi l'annuncio della necessità di ridurre ulteriormente l'organico di circa 13.000 collaboratori.

In questo contesto, l'azienda non prevede un miglioramento nel breve periodo. L'obiettivo del margine al 7% è stato nuovamente rinviato: arriverà “non prima del 2027”, anziché nel 2026. Il direttore finanziario Markus Forschner segnala “un lieve rallentamento della crescita economica mondiale”, mentre la concorrenza sui prezzi e gli effetti dei dazi “si faranno sentire pienamente per la prima volta”.

Le opportunità di rilancio

Nonostante il quadro complesso, Bosch intravede spiragli in settori strategici. “La dinamica della mobilità software-defined sarà inizialmente contenuta, ma accelererà in modo significativo nel prossimo decennio”, spiega Hartung. Tra gli ambiti su cui investire, spicca l'intelligenza artificiale, con 2,5 miliardi di euro stanziati fino al 2027.

L'Europa e lo “scetticismo tecnologico”

Bosch rivolge un appello all'Unione europea: servono decisioni più coraggiose per superare lo scetticismo verso il progresso tecnologico. Secondo il Bosch Tech Compass, meno di due terzi dei tedeschi credono in un impatto positivo delle nuove tecnologie; in Francia va ancora peggio.

Per Hartung è “un segnale allarmante”: restare competitivi richiede una forte volontà di progresso tecnologico. Su temi come idrogeno e intelligenza artificiale, imprese, società civile e decisori politici devono “dimostrare maggiore coraggio e determinazione”.

Protezionismo e regole sui contenuti locali

Sul fronte geopolitico, Hartung invoca un intervento europeo contro le distorsioni generate dalle politiche protezionistiche. Servono regole mirate sui contenuti locali, capaci di ristabilire condizioni di concorrenza più eque.




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