Il 2.0 TSI rimane, ma viene portato a 325 CV e 420 Nm. Con il pacchetto, arrivano i cerchi forgiati Warmenau da 19 pollici che calzano pneumatici Bridgestone Potenza Race semislick sviluppati appositamente, con il gruppo ruota che cala di 13 kg; lo scarico Akrapovic in titanio, che ne toglie altri 11; e il cosiddetto assetto sportivo Clubsport Performance. Quest'ultimo comprende molle più rigide e ribassate di 5 mm (per un totale di –20 mm rispetto a una Golf standard), attacchi delle sospensioni più solidi, boccole del McPherson irrigidite, un camber anteriore che passa da –1,33° a –2°, un attacco a doppio snodo per uno dei bracci del multilink posteriore e una calibrazione elettronica dedicata per sterzo, ammortizzatori DCC e centralina che governa la dinamica.
Così configurata e vestita del nuovo colore esclusivo Dark Moss Green, la GTI Edition 50 mi aspetta sulla corsia box del circuito di Castellolí già impostata in modalità Special, una declinazione della Sport pensata per i track day (soprattutto sul Nürburgring), con ammortizzatori elettronici leggermente più morbidi per seguire meglio cordoli e imperfezioni. ESP disattivato, si parte.La spinta del 2.0 turbocompresso EA888 Evo 4 è notevolissima. Non tanto per una sensazione di violenta accelerazione longitudinale, quanto per la rapidità con cui scorrono i numeri sul tachimetro digitale: questa Golf macina velocità in modo impressionante, con la tipica erogazione fluida e lineare che la caratterizza. Ma è in curva che voglio capire quanto davvero sia cambiata.
Il lavoro sullo sterzo è notevole: è preciso, progressivo, restituisce una grande sensazione di controllo e permette di leggere perfettamente l'inserimento dell'avantreno. Il muso non affonda in staccata, così si può portare molta più velocità in ingresso curva, con le ruote anteriori che raggiungono il punto di corda in modo rapido e pulito. Bisogna comunque dosare l'angolo di sterzo: se si esagera, il sottosterzo arriva, com'è fisiologico su un'anteriore, ma in accelerazione questo comportamento è tenuto ottimamente a bada e permette di riaprire il gas già a centro curva.
La situazione in cui mi ha convinto più di tutte è nelle pieghe veloci in appoggio. Qui la combinazione tra le Potenza Race e un retrotreno praticamente incollato all'asfalto conferisce un livello di confidenza davvero encomiabile. Se proprio dovessi trovare un dettaglio, avrei gradito un pizzico di sensibilità in più dal posteriore ai trasferimenti di carico nelle sezioni più lente, per favorire un po' di rotazione. Ma stiamo parlando di sfumature. Anche la consistenza della prestazione è un punto a favore: dopo vari giri tirati, né i freni né gli pneumatici hanno mostrato cedimenti. Ottimo il cambio a doppia frizione, rapido in salita e scalata, utilizzabile anche in modalità manuale pura (arrivare al limitatore non è mai davvero redditizio, ma si può fare).
Nel complesso, l'aspetto più convincente di questa Edition 50 è il suo equilibrio globale. L'auto ha ampliato le sue capacità dinamiche senza voler diventare un'arma da track day estrema, mantenendo però quella usabilità quotidiana che da sempre è il punto di forza delle Golf GTI. Gli ammortizzatori a controllo elettronico sono fondamentali: in Sport, su strada, risulta troppo rigida; basta però passare a modalità più morbide per ritrovare la versatilità che ha reso iconica questa Volkswagen.