Addio a Model S e Model X: le “ammiraglie” lasciano spazio ai robot Optimus


Data inizio: 29-01-2026 - Data Fine: 29-03-2026


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Addio Model S e Model X, soppiantate dai robot umanoidi Optimus sulle linee della fabbrica californiana di Fremont. L'annuncio shock arriva nientemeno che dal patron della Tesla, Elon Musk: la Casa texana, affermatasi con le più recenti ed economiche Model 3 e Model Y, ma che ha costruito la propria fama sulle due "ammiraglie", annuncia una svolta dalle profonde implicazioni industriali e strategiche. Model S e Model X, ormai obsolete e dai numeri lillipuziani rispetto al resto della gamma, sono giunte alla fine del loro ciclo di vita e, soprattutto, non avranno eredi.

“Ci aspettiamo di ridurre la produzione di S e X nel prossimo trimestre e quindi di fermarla. È giunto il momento di concludere i programmi Model S e X con un congedo onorevole, perché ci stiamo davvero muovendo verso un futuro basato sulla guida autonoma. Se siete interessati ad acquistare una Model S o una Model X, questo è il momento giusto per ordinarla”,
ha affermato Musk durante la conference call sui risultati trimestrali.

Come detto, il posto della Model S e della Model X nella fabbrica di Fremont non sarà preso da altri modelli a quattro ruote, ma da prodotti molto diversi: gli Optimus.

Numeri ormai esigui

È, in altre parole, l'ennesima conferma di un'azienda che sta progressivamente abbandonando il campo automobilistico per concentrarsi sull'high tech. Dopo la Roadster originale, la Model S ha giocato un ruolo fondamentale nella storia di Tesla: lanciata nel 2012 e seguita tre anni dopo dalla Model X, ha fatto conoscere al mondo l'azienda e, ancor di più, Musk. Tuttavia, gli ultimi anni sono diventati un'agonia per entrambi i modelli.

L'elevato costo, quantomeno rispetto a 3 e Y, e l'assenza di aggiornamenti rilevanti hanno prodotto una progressiva perdita di peso nelle vendite. L'anno scorso, Model 3 e Model Y, con 1.585.279 consegne, hanno rappresentato il 97% delle vendite globali, mentre il restante 3% (50.850 unità) è attribuito a tutti gli altri modelli in gamma.

Tesla non fornisce maggiori dettagli e include nella dicitura “other models” non solo Model S e X, ma anche Cybertruck e la motrice Semi. È quindi probabile che le vendite effettive di berlina e Suv si attestino intorno alle 30 mila unità, a fronte di una capacità produttiva dedicata di circa 100 mila veicoli. In sostanza, i dati commerciali e produttivi non giustificano più la loro permanenza sul mercato.

Un futuro all'insegna dell'high tech

Del resto, la conference call ha visto Musk parlare ben poco di veicoli elettrici e molto di guida autonoma, intelligenza artificiale e robotA proposito di Optimus, Tesla ha precisato di avere in programma la presentazione della terza generazione entro la fine del trimestre. Per il progetto, definito il “primo destinato alla produzione di massa”, è in corso la realizzazione di una linea di montaggio a Fremont con una capacità fino a 1 milione di unità l'anno e una catena di fornitori completamente nuova rispetto alle versioni precedenti.

Secondo Musk, l'investimento porterà a un incremento significativo della produzione e degli addetti nell'impianto californiano. A ogni modo, l'imprenditore ha escluso volumi produttivi rilevanti prima della fine dell'anno, così come un impiego degli umanoidi in lavori realmente utili all'interno del sito. Il progetto resta infatti nelle fasi preliminari, nel pieno della sua sperimentazione: non a caso, la nuova linea sarà completamente operativa solo a fine anno.

Ma il futuro “tecnologico” di Tesla non si ferma ai robot e guarda anche all'intelligenza artificiale. L'azienda ha rivelato di aver partecipato alla raccolta fondi da 20 miliardi di dollari di xAI, la società di Musk che sviluppa il chatbot Grok, investendo 2 miliardi di dollari.

E poi c'è la guida autonoma. Tesla ha svelato per la prima volta il numero di clienti che hanno acquistato il sistema FSD: circa 1,1 milioni alla fine del 2025, 300 mila in più rispetto al 2024, ma ancora lontani dal target dei 10 milioni incluso nel pacchetto di bonus multimiliardari accordati a Musk. Infine, la scommessa sui Cybercab: il patron ha ribadito le sue aspettative su un rapido aumento della flotta e su un peso crescente dei robotaxi nelle attività del gruppo.

Una trimestrale deludente

Detto questo, la conference call è stata ovviamente organizzata per parlare dei conti di Tesla. Sebbene alcune metriche trimestrali abbiano battuto le attese, i numeri complessivi dipingono un quadro decisamente negativo.

Il 2025 si è chiuso con ricavi annuali in calo per la prima volta nella storia della società: -3% a 94,83 miliardi di dollari, con la flessione della componente auto (-10% a 69,5 miliardi) solo in parte compensata dalla crescita del 27% del business energetico (12,8 miliardi) e del 19% dei servizi (12,5 miliardi).

Male anche l'utile operativo, in contrazione del 38% a 4,35 miliardi a causa di un aumento dei costi del 23% (la marginalità è scesa dal 7,2% al 4,6%), così come i profitti netti (-26% a 5,86 miliardi). In controtendenza i flussi di cassa, aumentati del 74% a 6,22 miliardi, anche grazie a un netto taglio degli investimenti (-25% a 8,53 miliardi).

Un andamento analogo emerge dai dati del quarto trimestre. I ricavi, pari a 24,9 miliardi, hanno superato le attese del mercato (24,79 miliardi), ma risultano comunque in calo del 3% su base annua, a causa di una flessione dell'11% della divisione auto (17,7 miliardi). L'utile operativo è sceso dell'11% a 1,4 miliardi, quello netto del 16% a 1,76 miliardi. E l'utile per azione di 50 centesimi di dollaro sarà anche sopra le stime, ma resta inferiore del 17% rispetto a un anno fa.




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