Rivoluzione nella Ztl centrale di Roma, ormai quasi interamente trasformata in zona 30. Stanno infatti per arrivare gli autovelox mobili, che sanzioneranno chi supera il limite. Le fasi previste dall'assessore alla Mobilità Eugenio Patané sono tre.
La prima è entrata in vigore il 15 gennaio, con l'estensione del limite dei 30 km/h a tutto il centro (e non più solo a una parte). La seconda inizierà a metà febbraio 2026 con l'installazione degli Infovelox, dispositivi che non scattano foto e non sanzionano: grazie ai sensori radar misurano la velocità dei veicoli in avvicinamento e mostrano, tramite pannelli luminosi, se si è sotto al limite (verde) o sopra (rosso).
La terza fase, imminente, riguarda i rilevatori mobili, sul modello di quanto già avviene a Bologna.
Come detto, gli strumenti saranno quelli mobili, con cartello di preavviso, e verranno utilizzati in presenza degli agenti della Polizia locale. I trasgressori verranno fermati sul posto e la violazione sarà contestata immediatamente. Poiché il verbale non verrà inviato a casa, le sanzioni sulla patente saranno inevitabili.
Gli autovelox fissi e automatici (senza Forze dell'ordine sul posto e con multa spedita a casa tramite contestazione differita) sono ammessi solo su strade dove il limite è di almeno 50 km/h. Su strade con limite inferiore - come nel centro di Roma, zona 30 - sono invece leciti gli autovelox mobili con pattuglia e contestazione immediata. «Non vogliamo fare cassa, ma limitare il numero di incidenti e migliorare l'aria», precisa l'assessore.
Considerando la tolleranza di 5 km/h, nelle strade con limite di 30 km/h la sanzione scatta solo dai 36 km/h rilevati in su. Nella maggior parte dei casi, di giorno, ecco cosa prevede il Codice della strada.
1) Superamento fino a 10 km/h (36–45 km/h)
2) Superamento da 11 a 40 km/h
3) Superamento da 41 a 60 km/h
4) Oltre 60 km/h
Oltre ai superamenti di velocità potranno essere contestate anche altre violazioni, come uso del cellulare alla guida e cintura non allacciata.
Potranno scattare contravvenzioni anche per guida con smartphone in mano, mancato allacciamento della cintura e altro.
Grazie al recente censimento del ministero delle Infrastrutture, ora si sa che gli autovelox attivi in Italia sono 3.700 (e non 11.000, come sostenuto in passato): è disponibile una mappa nazionale completa.
Resta però un nodo irrisolto: gli autovelox oggi non possono essere omologati perché mancano le norme tecniche. Secondo la Cassazione, basandosi sull'articolo 142 del Codice della strada, in assenza di omologazione non esisterebbe una prova valida dell'infrazione e le multe sarebbero annullabili.
Molti Comuni ritengono invece sufficiente l'approvazione dei dispositivi. Si resta quindi in un insidioso limbo giuridico, ancora da chiarire.