Roma, autovelox mobili nella Ztl: cosa si rischia oltre il limite dei 30 km/h


Data inizio: 16-01-2026 - Data Fine: 16-03-2026


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Rivoluzione nella Ztl centrale di Roma, ormai quasi interamente trasformata in zona 30. Stanno infatti per arrivare gli autovelox mobili, che sanzioneranno chi supera il limite. Le fasi previste dall'assessore alla Mobilità Eugenio Patané sono tre.

La prima è entrata in vigore il 15 gennaio, con l'estensione del limite dei 30 km/h a tutto il centro (e non più solo a una parte). La seconda inizierà a metà febbraio 2026 con l'installazione degli Infovelox, dispositivi che non scattano foto e non sanzionano: grazie ai sensori radar misurano la velocità dei veicoli in avvicinamento e mostrano, tramite pannelli luminosi, se si è sotto al limite (verde) o sopra (rosso).

La terza fase, imminente, riguarda i rilevatori mobili, sul modello di quanto già avviene a Bologna.

Autovelox mobili con Polizia locale: come funziona

Come detto, gli strumenti saranno quelli mobili, con cartello di preavviso, e verranno utilizzati in presenza degli agenti della Polizia locale. I trasgressori verranno fermati sul posto e la violazione sarà contestata immediatamente. Poiché il verbale non verrà inviato a casa, le sanzioni sulla patente saranno inevitabili.

Cosa dice la normativa

Gli autovelox fissi e automatici (senza Forze dell'ordine sul posto e con multa spedita a casa tramite contestazione differita) sono ammessi solo su strade dove il limite è di almeno 50 km/h. Su strade con limite inferiore - come nel centro di Roma, zona 30 - sono invece leciti gli autovelox mobili con pattuglia e contestazione immediata. «Non vogliamo fare cassa, ma limitare il numero di incidenti e migliorare l'aria», precisa l'assessore.

Limite di 30 km/h e multe: occhio alla recidiva

Considerando la tolleranza di 5 km/h, nelle strade con limite di 30 km/h la sanzione scatta solo dai 36 km/h rilevati in su. Nella maggior parte dei casi, di giorno, ecco cosa prevede il Codice della strada.

1) Superamento fino a 10 km/h (36–45 km/h)

  • 29,40 euro se si paga entro 5 giorni con sconto del 30%.
  • 42 euro entro 60 giorni.
    Nessuna decurtazione punti.

2) Superamento da 11 a 40 km/h

  • 121,10 euro entro 5 giorni e decurtazione di 3 punti;
  • 173 euro (senza sconto) e decurtazione di 3 punti.
  • In caso di recidiva nel centro abitato (due infrazioni nell'arco di un anno): 220 euro e sospensione della patente da 15 a 30 giorni.

3) Superamento da 41 a 60 km/h

  • 543 euro, –6 punti e sospensione della patente da 1 a 3 mesi.
    Nessuno sconto applicabile.

4) Oltre 60 km/h

  • 845 euro, –10 punti e sospensione della patente da 6 a 12 mesi.

Oltre ai superamenti di velocità potranno essere contestate anche altre violazioni, come uso del cellulare alla guida e cintura non allacciata.

Potranno scattare contravvenzioni anche per guida con smartphone in mano, mancato allacciamento della cintura e altro.

Le questioni del censimento e dell'omologazione

Grazie al recente censimento del ministero delle Infrastrutture, ora si sa che gli autovelox attivi in Italia sono 3.700 (e non 11.000, come sostenuto in passato): è disponibile una mappa nazionale completa.

Resta però un nodo irrisolto: gli autovelox oggi non possono essere omologati perché mancano le norme tecniche. Secondo la Cassazione, basandosi sull'articolo 142 del Codice della strada, in assenza di omologazione non esisterebbe una prova valida dell'infrazione e le multe sarebbero annullabili.

Molti Comuni ritengono invece sufficiente l'approvazione dei dispositivi. Si resta quindi in un insidioso limbo giuridico, ancora da chiarire.




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